“Suicide Tuesday” di Francesco Leto

È martedì.
E come te mi sento un po’ morire,
ma ci sveglieremo lo stesso domani
con una parola in più da sputare appena svegli.

 

Quest’estate ho un po’ latitato, diciamo che mi sono presa un periodo di vacanza anch’io col blog. Ho letto molto meno e sono stata bloccata per parecchio tempo con Moby Dick che non mi ha esaltato e per cui spesso non trovavo il tempo; ho avuto molti impegni e mi sono anche divertita molto, però, quindi poco male. Adesso mi sto un po’ riprendendo e sto ricominciando a leggere come vorrei, quindi vi parlo un po’ dell’ultimo libro che ho avuto tra le mani in questi giorni. Si tratta di una sorta di romanzo corale scritto da Francesco Leto e pubblicato da Giulio Perrone editore, intitolato Suicide Tuesday. Il titolo è un’espressione inglese che indica lo stato in cui ci si ritrova dopo un weekend movimentato, quando ci si è divertiti il sabato, riposati la domenica, un po’ crollati il lunedì e poi il martedì si è così depressi che ci si lascerebbe morire.

Come ho già detto, è un romanzo a più voci, più precisamente tre, quelle di Sergio, Matteo e Giulia, che vengono seguiti dal sabato al martedì. Sergio è un architetto quarantunenne, sposato, con una bambina bellissima, che ha appena scoperto di avere un cancro allo stomaco per cui sceglierà di non operarsi perché è troppo tardi; sa che dovrà lasciare la sua piccola Camilla e sua moglie Beatrice, ma non lo ha ancora detto a casa. Giulia invece è una ragazza che si è appena laureata in filosofia e vorrebbe iniziare un dottorato, quindi si barcamena tra libri, pensieri e ricevimenti del professore; ma è anche un’amante della poesia, e nel suo passato ci sono momenti bui che hanno ripercussioni sul presente. Matteo è un giovane fotografo che sta portando avanti il progetto di raccogliere ritratti di sconosciuti, tra cui ci saranno anche Sergio e Giulia, i quali si ritroveranno a raccontare a lui le proprie storie.

Avevo comprato Suicide Tuesday a giugno a Una Marina di libri e sono riuscita a leggerlo soltanto ora (ne ho ancora diversi da affrontare, ma piano piano…) e forse è stato il momento giusto. Come si capirà dal titolo, non si tratta di un libro allegro, magari non conviene sceglierlo quando siamo già tristi per altri motivi, ecco. Però chi mi conosce probabilmente sa che io le letture drammatiche le amo in particolar modo, che sono queste a lasciarmi davvero un segno.
La mia impressione è che Francesco Leto riesca molto bene a trasmetterci ciò che i suoi personaggi provano e di come anche il loro umore vada cambiando dal sabato fino al martedì. Quella che mi ha colpito di più, o comunque a cui mi sono sentita più vicina, è la storia di Giulia, la più sognatrice dei tre, innamorata della poesia, con una macchia nera sul cuore che non riesce ad andar via. Nelle parti in cui parla Sergio, invece, è molto facile lasciarsi trasportare dal suo dolore al pensiero di dover lasciare nello specifico la sua bambina, per la quale, com’è giusto che sia, prova un amore immenso.
La scansione dei giorni, nel romanzo, sta a rappresentare il tempo che passa e contro cui non ci si può opporre, che scorre dolorosamente quando si vive un periodo drammatico della propria vita. Dall’altra parte, però, c’è Lara, la macchina fotografica di Matteo, che immortala gli istanti e in un certo senso è capace di fermare il tempo, catturarlo in un’immagine, quell’immagine che resterà a Camilla quando Sergio non ci sarà più.

Buona lettura!

Titolo: Suicide Tuesday
Autore: Francesco Leto
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2013
Pagine: 205
Prezzo: 13 €
Editore: Giulio Perrone editore

Giudizio personale: spienaspiena

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2 pensieri su ““Suicide Tuesday” di Francesco Leto

  1. rodixidor ha detto:

    Ben tornata, felice che la tua assenza sia stata motivata da ottimi motivi di vita. Non conoscevo l’espressione “Suicide Tuesday” e mi pare molto azzeccata a definire uno stato luttuoso dopo la gioia, anche il libro mi pare interessante. Grazie della tua recensione, come sempre puntuale e coinvolta. 🙂

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