Da “L’idiota” di Fëdor Dostoevskij

A un uomo ordinario e limitato riesce facilissimo immaginarsi di non essere una persona ordinaria e limitata e, senza nutrire mai alcun dubbio, riesce a trovare nella sua convinzione un vero appagamento. (…) Ci sono persone a cui basta cogliere nel proprio cuore una minuscola traccia di un sentimento buono e universale per immaginarsi che nessuno, al mondo, possa essere sensibile come loro, autentici antesignani del progresso.

[Fëdor Dostoevskij, L’idiota, 1869,
trad. Mauro Martini, Newton Compton 2013,
parte IV, cap. I,
477 pp., 7 €]

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