Famiglie ombra | Mia Alvar

Famiglie ombra è una raccolta di racconti dell’autrice filippina Mia Alvar, pubblicata nel 2017 da Racconti Edizioni, casa editrice romana nata due anni fa che si occupa esclusivamente di short stories (scelta, a seconda dei punti di vista, folle o geniale, in questo panorama letterario). L’ho comprato l’anno scorso a Una Marina di libri consigliata da altre persone che mi hanno detto quanto fosse bella, poi le letture – sapete come funziona – si accumulano, si sovrappongono, ed è stato superato da altri libri nella mia scaletta. Il suo momento è arrivato quando, qualche settimana fa, ho saputo che sarebbero venuti a Palermo i ragazzi di Racconti a parlare del loro lavoro e sono stata invitata a moderare l’incontro (molto bello, avvenuto un paio di giorni fa). Devo dirvi che, tra le raccolte che ho letto finora del loro catalogo, questa è quella che mi ha coinvolta di più e che i ragazzi che me l’avevano consigliata lo scorso giugno avevano proprio ragione. Adesso vi spiego perché.

Considerate innanzitutto che parliamo di un volumetto di poco più di 453 pagine e che i racconti contenuti in esso sono solo nove. Non si avverte quasi che quelli che leggiamo sono racconti, sembrano – com’è scritto nella bandella – veri e propri romanzi in miniatura, che ci danno la possibilità di entrare in un mondo molto lontano dal nostro Occidente. Di filippino, in queste storie, c’è tutto: protagonisti, ambientazioni, usanze, tradizioni. Leggendo la Alvar, che adotta tecniche e stili diversi in ognuno dei racconti evitando di apparire sempre uguale e ridondante, sembra quasi di sentire gli odori delle pietanze tipiche di quei luoghi, la puzza del fango di certe catapecchie in cui vive la gente più povera, di vedere i colori della civiltà del sud-est asiatico.

Ma soprattutto, si percepisce un forte attaccamento dell’autrice nei confronti del suo mondo d’origine, una rivendicazione della propria identità. La Alvar è nata a Manila, ma ha vissuto nel Bahrein e poi ha studiato a Harvard e alla Columbia, e oggi vive a New York, quindi si è allontanata presto e definitivamente dalle Filippine. Nei suoi racconti, infatti, ci sono uomini che vanno a studiare e lavorare in America e tornano a casa per assistere il padre in fin di vita avvertendo l’abisso tra il posto in cui sono nati e quello in cui si sono spostati; donne che vanno via dalle Filippine e finiscono a fare le pulizie a New York, portando con sé un bagaglio culturale che stride con la cultura che le accoglie; ragazzi che si trasferiscono in Bahrein per guadagnare, grazie al petrolio, qualcosa da mandare a casa per mantenere la famiglia; o ancora persone che, invece, restano in patria e sono costrette a fare i conti con gli stravolgimenti politici di quel Paese, e di conseguenza con corruzione, leggi marziali e censure.

La raccolta prende il nome dal titolo di uno dei racconti, Famiglie ombra, che descrive un fenomeno molto diffuso tra chi doveva andare via di casa per assicurare un futuro migliore alla propria famiglia. Spesso queste persone lasciavano moglie, marito e figli a casa, ma nel Paese in cui andavano, per troppa solitudine, si creavano una famiglia nuova, una famiglia ombra.

Le origini di Baby davano untocco americano a una storia che conoscevamo bene. Nelle Filippine, quando eravamo piccole, non esisteva famiglia che non avesse una seconda famiglia «ombra», segreta. Mariti che lasciavano le province per Manila, mogli che lasciavano le Filippine per il Medio Oriente: tutti si separavano dalle persone care per riuscire a mantenerle e poi si sentivano soli. Anni prima, Paz Evora aveva ricevuto una telefonata dall’amante di suo padre, che era incinta. Vilma Bustamante aveva incontrato un nipote ombra, ormai cresciuto, al funerale di suo fratello. Lourdes Ocampo aveva perfino cominciato come figlia ombra, anche se ovviamente non è che le facesse piacere pubblicizzarlo.

Tutte le storie contenute in questa raccolta fanno, comunque, riferimento al significato più profondo di famiglia: famiglie che si ritrovano, che si disgregano, che si formano all’ombra di altre.
Sono molto contenta per il fatto che ultimamente, con le letture, sto un po’ girando il mondo e “visitando” luoghi molto particolari. Questa tappa alle Filippine è stata molto, molto interessante e ho conosciuto qualcosa in più di un Paese che – per nessun motivo specifico – avevo finora ignorato. Sono storie davvero belle, ascoltatemi.
Buona lettura!

Titolo: Famiglie ombra
Autore: Mia Alvar
Traduttore: Gioia Guerzoni
Genere:
 Racconti
Anno di pubblicazione:
 2015 (2017 per Racconti)
Pagine: 453
Prezzo:  18 €
Editore: Racconti Edizioni


Mia Alvar – nata a Manila, Filippine, è cresciuta in Bahrein e oggi vive a New York. Ha studiato a Harvard e alla Columbia University.
Con l’esordio Famiglie ombra ha vinto nel 2016 il PEN/ Robert W. Bingham Prize per la migliore opera prima e una sfilza di altri importanti premi letterari.

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