Dal tuo terrazzo si vede casa mia | Elvis Malaj

Trovarsi bene o meno in un posto non dipende dal posto, dipende da te.
Ovunque vai ti porti sempre dietro qualcosa
che alla fine rende ogni posto uguale a un altro.
Potrei anche rispondere alla sua domanda, ma non significherebbe niente.
Tradirei semplicemente la mia capacità di trovarmi bene o male in Italia.

 

In questi giorni ho approfittato di un po’ di tempo libero tra una cosa e l’altra per leggere un libro che è nella dozzina del Premio Strega 2018, una presenza che mi fa molto piacere dato che si tratta di una piccola casa editrice che pubblica solo racconti e che mi ha conquistata fin dalla sua nascita. Vi ricordate di quando dicevo di non leggere short stories? Ecco, tempi andati, mi sono messa d’impegno, ho imparato da qualche anno a leggerli e ad apprezzarli e ora ve li sponsorizzo pure, pensate che metamorfosi! Comunque, ho letto Dal tuo terrazzo si vede casa mia, una raccolta di racconti di Elvis Malaj, albanese di nascita ma che scrive in italiano, pubblicata da Racconti edizioni nel 2017.

Non è un libro particolarmente lungo, sono 164 pagine di racconti brevi (l’ultimo è un po’ più lungo) in cui le origini dell’autore sono il punto di partenza per parlare del confronto tra gli albanesi e il paese che li accoglie. A volte c’è una perfetta integrazione, ci sono belle amicizie o legami sentimentali; ci può essere un attrito iniziale ma quando ci si dà un po’ di tempo per conoscersi si supera il problema; l’impatto a volte è forte e distruttivo; o, infine, questo confronto è problematico, non porta a nulla e si approfitta di un incidente stradale accaduto qualche metro più in là per fuggire via. In tutti in racconti, di fondo, c’è il luogo comune che vuole l’uomo (quasi mai la donna) albanese violento, ladro, perdigiorno e, in generale, delinquente; luogo comune su cui i personaggi stessi spesso fanno dell’ironia o su cui, di contro, i non albanesi si ricredono.

Dal tuo terrazzo si vede casa mia, che dà il titolo alla raccolta, è una frase che un ragazzo albanese dice nell’ultimo racconto alla ragazza italiana proprietaria della casa in cui lui si intrufola per innaffiare le piante che stanno morendo sul balcone – chiaramente sul momento viene scambiato per un ladro, poi i due si conoscono e si crea un bel rapporto. La frase, comunque, è evocativa, ricorda un po’ il mare che sta fra l’Italia e l’Albania, che rappresenta il tratto di separazione dal punto in cui l’una guarda l’altra. Un mare che bisogna attraversare per capirsi, per conoscersi e accettarsi.

Elvis Malaj, classe ’90, con uno stile fresco ma incisivo dovuto alla sua giovane età, mette in scena situazioni (spesso al limite) in cui gli approcci non sono mai facili, in cui non sempre ci si intende al primo colpo. Ma in fondo il suo potrebbe essere un invito alla riflessione, un modo per far sì che possiamo vederci da fuori, fare attenzione a come ci dipinge chi viene da un’altra parte.
Il richiamo delle sue origini è continuo, e più importante ancora mi sembra il fatto che molti personaggi dicano frasi in albanese che non vengono tradotte per il pubblico italiano, specialmente nei momenti di rabbia o quando hanno bisogno d’aiuto e c’è una chiara richiesta di ospitalità ai connazionali – una sorta di linguaggio codificato. È come calarsi nella realtà, non capiremmo comunque che cosa sta dicendo quella persona, ma il punto non è riuscire a tradurre sul momento, bensì avere la curiosità di volerlo fare.

Buona lettura!

Titolo: Dal tuo terrazzo si vede casa mia
Autore: Elvis Malaj
Genere:
 Racconti
Anno di pubblicazione:
 2017
Pagine: 164
Prezzo:  14 €
Editore: Racconti edizioni


Elvis Malaj (Malësi e Madhe, Albania) classe 1990, è il primo autore italiano pubblicato da Racconti. Albanese per nascita, a quindici anni si è trasferito ad Alessandria con la famiglia. Oggi vive e lavora a Padova. È stato finalista al concorso 8×8, e ha pubblicato racconti su effe e nella rassegna stampa di Oblique. Dal tuo terrazzo si vede casa mia è il suo esordio.

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