Inseguendo le ombre dei colibrì | Paolo Zambon

Tra un romanzo e l’altro, negli ultimi tempi, ho inserito una lettura che fa parte di un genere a cui ultimamente mi sono appassionata in particolar modo, ovvero la letteratura di viaggio. Mi è stato segnalato Inseguendo le ombre dei colibrì, un diario di viaggio che l’autore, Paolo Zambon, ha scritto nella sua esplorazione di Messico, Guatemala ed El Salvador, ripercorrendo la rotta migratoria che questi uccellini fanno verso la fine dell’estate, quando dal Nord America volano verso Sud raggiungendo il Centro America, per poi fare il viaggio al contrario a maggio dell’anno successivo. Lui e la sua compagna Lindsay si sono conosciuti diversi anni fa durante un viaggio nel Sud Est asiatico, e uniti dalla stessa passione hanno intrapreso questa ed altre avventure in sella a un mezzo di trasporto inusuale in queste situazioni: uno scooter. Devo dire che lo scooter, nella narrazione, non è in primo piano, perché in fin dei conti non è la cosa più importante di tutto il viaggio, ma sarà il mezzo che permetterà loro di fare incontri interessanti e conoscere tanta gente del luogo.

Quello di Zambon non è una guida di viaggio, leggendo questo libro non troverete consigli su cosa vedere, dove andare o dove mangiare, ma vi sembrerà di essere insieme a Paolo e Lindsay mentre vengono a contatto con le persone di quei luoghi e con le loro abitudini, vi sembrerà di assaggiare le pietanze tipiche del centro America e di sentirne il profumo. Ma se l’incontro con l’altro permette di conoscere tante cose belle, porta i due protagonisti del viaggio quasi a toccare con mano i problemi di quella gente: la politica, il lavoro (che manca), l’immigrazione, la fuga verso gli Stati Uniti che però non riesce perché si viene catturati o rimandati indietro, la criminalità, che gioca un ruolo importantissimo in negativo in quella società (una persona racconta a Zambon che addirittura si rischia la vita solo incrociando per errore lo sguardo di un membro di una gang, e che i malavitosi spesso creano dal nulla pretesti per commettere reati). Purtroppo questo è un tema molto caldo e si capisce che l’inosservanza anche delle più basilari regole sociali è così radicata nella mente della maggior parte delle persone lì, che vengono fuori dialoghi di questo tipo:

«E che cosa vorresti fare dopo la scuola?»
«Vorrei fare il sicario.»
«Il sicario?» chiesi con il tono di voce tipico di chi temporeggia per costruire la prossima mossa in una conversazione che si era impantanata su quelle sette lettere scandite con disarmante leggerezza.
«Il sicario, sì!» mi disse gonfio d’orgoglio. «Se non trovo niente di meglio perché no? Si guadagna bene e la gente ti rispetta.»

 

Paolo Zambon racconta momenti che ha vissuto in prima persona e luoghi che – almeno dalle sue parole – sembrano magici non rimanendo legato solo alla sua esperienza, ma aggiungendo dettagli di tipo storico che però a volte rallentano il ritmo e possono distogliere l’attenzione di chi sta leggendo. L’autore ci fa capire nelle ultime pagine di aver continuato il suo viaggio in Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama, e chissà, magari leggeremo in un altro volume le altre sue avventure.

Direi proprio che i libri sono un meraviglioso modo di viaggiare (almeno con la mente).
Buona lettura!

Titolo: Inseguendo le ombre dei colibrì
Autore: Paolo Zambon
Genere:
 Letteratura di viaggio
Anno di pubblicazione:
 2017
Pagine: 322
Prezzo:  16 €
Editore: Alpine Studio

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2 pensieri su “Inseguendo le ombre dei colibrì | Paolo Zambon

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