8 | Dustin Lance Black

È questo che abbiamo fatto.
Abbiamo messo sotto processo la paura e il pregiudizio.

 

Nei giorni passati mi è arrivato un suggerimento di lettura molto interessante non solo come esperienza-libro ma soprattutto per il suo valore storico, politico e sociale. Si tratta di  8, una sceneggiatura per una rappresentazione teatrale che Dustin Lance Black (premio Oscar 2009 come migliore sceneggiatura per il film Milk) ha scritto sui fatti accaduti in California nel 2009. Il titolo prende il nome dalla Proposition 8, un referendum tenutosi nel novembre del 2008 nello stato della California, in cui si chiedeva l’abolizione del diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso che era stato concesso qualche mese prima, a maggio dello stesso anno. In seguito all’approvazione della Proposition 8, però fu presentato un ricorso alla Corte Suprema della California da chi sosteneva che il matrimonio fosse un diritto inalienabile di ogni essere umano. Il ricorso fu respinto in quanto l’emendamento era parte integrante della costituzione californiana. La battaglia fu trasferita nelle corti federali, dove ebbe luogo il processo raccontato in 8, che si concluse anni dopo con la vittoria dei ricorrenti.

Il libro, tradotto da Chiara Messina per Triskell edizioni, vede come protagoniste due coppie gay (due uomini e due donne) che hanno preso parte al processo, coi loro legali, il giudice Walker e il legale della difesa. Black, nella prefazione, dice di aver avuto il privilegio di sedere in tribunale durante i fatti che racconta – perché è stato anche vietato l’ingresso alle telecamere, nonostante l’importanza epocale dell’evento – e di aver visto l’unico esperto chiamato in causa a testimoniare contro le unioni gay prima crollare davanti alla mancanza di prove, e poi addirittura cambiare opinione. La difesa non è riuscita a portare prove importanti a sostegno della propria tesi, basandosi solo su fantomatici studi o dicerie secondo cui i bambini hanno bisogno di una figura materna e una paterna per crescere, o che un aumento dei matrimoni gay avrebbe significato una diminuzione di quelli eterossessuali. Fa riflettere come a un certo punto l’unica risposta del legale della difesa sia “Non lo so”.

Ma cosa rende così importante 8? E perché ha senso per il pubblico italiano leggere un dramma teatrale che mette in scena la conquista di un diritto legale in un altro paese? La vera forza di 8 sta nel dimostrare in modo evidente come certe prese di posizione da parte dei sostenitori del matrimonio eterosessuale come unica unione legittima risultino insostenibili, se non apertamente ridicole, in un’aula di tribunale. Che certi pregiudizi, di fronte al giuramento di dire tutta la verità nient’altro che la verità, appaiano davvero difficili da sostenere.

[Dall’introduzione di Matteo B. Bianchi]

Oggi il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale in tutti gli stati dell’Unione, ma ci si è arrivati a piccoli passi, e 8 è la testimonianza del duro lavoro che nello specifico è stato fatto in California. La vicenda contenuta in 8 si basa sulla trascrizione di documenti processuali e l’autore dichiara di non aver mai chiesto compensi per portarla in teatro. Alle rappresentazioni hanno preso parte grandi star del cinema che così hanno dimostrato il loro sostegno alla causa, parliamo di Morgan Freeman, Matt Bomer, Brad Pitt, George Clooney, Kevin Bacon, Jaime Lee Curtis. Lo stesso Black, da attivista il cui scopo è quello di raggiungere obiettivi significativi, dichiara di concedere l’opera a chiunque voglia portare avanti la battaglia.

Quest’opera è una piccola offerta a quella causa, per questo non ho mai richiesto un compenso per la sua rappresentazione, e mai lo farò. Se leggete questa sceneggiatura e le riconoscete un valore, trovate un palco. È vostra.

Buona lettura!

Titolo: 8
Autore: Dustin Lance Black
Traduttore: Chiara Messina
Genere: Testo teatrale
Anno di pubblicazione: 26 giugno 2018
Pagine: 74
Prezzo: 3,99 € in digitale, 10 € print on demand
Editore: Triskell


Dustin Lance Black è uno sceneggiatore, regista e attivista sociale. Ha vinto un Oscar e due WGA award per la migliore sceneggiatura originale di Milk, il film biografico sull’attivista per i diritti civili Harvey Milk, interpretato da Sean Penn. È anche uno dei membri fondatori dell’American Foundation for Equal Rights (AFER) che, grazie agli avvocati Davis Boise e Ted Boise, ha portato a termine con successo le cause federali per l’eguaglianza dei matrimoni delle coppie omosessuali in California e Virginia, decretando l’abrogazione della discriminatoria Proposition 8, approvata in California nel 2008.