L’amore a vent’anni | Giorgio Biferali

Avrei scoperto tutto dopo, davvero,
come un fucile appuntito che ti si infila nel petto,
te lo squarcia e ti porta via il cuore.

 

L’amore a vent’anni è un libro che ho avuto il desiderio di leggere fin da quando è uscito, ma che non ho comprato subito. L’ho preso poi a Una marina di libri senza sapere (o meglio, ricordare) che un paio di giorni dopo Giorgio Biferali lo avrebbe presentato al pubblico, quindi dato che il libro l’avevo lasciato a casa la soluzione che abbiamo trovato è stata quella di farmi una dedica su un foglietto volante, da inserire poi tra le pagine. Non ho potuto vedere tutta la presentazione, ma mi avrebbe fatto piacere perché sembrava interessante; ora che l’ho letto quelle chiacchiere sulla storia hanno acquisito un senso e mi hanno anche aiutato a capire meglio tante cose.

Giulio e Silvia hanno vent’anni, abitano nella stessa via (“leopardianamente” riescono a vedersi dalla finestra) ma si conoscono all’università. Lui rimane letteralmente folgorato da questa ragazza appena la vede, sembra che tutto il resto perda significato davanti a lei, si trova catapultato in un’altra dimensione, dentro una bolla. Nonostante siano diversi – lui ha due genitori sposati da tantissimo tempo che sembrano non avere più niente da dirsi e due fratelli molto più grandi, e lei vive con la madre perché i suoi sono separati – iniziano a conoscersi, a piacersi e a stare insieme. Per Giulio (voce narrante) anche la sua stessa Roma sembra diversa, è come se la vedesse per la prima volta mentre passeggia con Silvia, perché questo è uno degli effetti dell’amore. Ma è l’amore tra due ventenni, è quel sentimento che nasce negli anni in cui ancora ci lasciamo trasportare dal cuore e non vediamo tante altre cose. Per questo Giulio capirà davvero che cosa significhi amare e quale sia la forza dei sentimenti, anche quando la vita gli riserverà la sua sorpresa più brutta.

Giorgio Biferali, classe ’88, pubblica qualche mese fa questo bel romanzo per la casa editrice di Latina Tunué e viene anche presentato al Premio Strega 2018 da Lucio Villari che esalta le caratteristiche più evidenti di questo libro. L’autore ha una voce fresca, il tono spensierato e giovane di un ragazzo che per la prima volta si sente trascinato nel vortice dei sentimenti e non vuole restare coi piedi per terra. Ma L’amore a vent’anni non è solo una storia che parla d’amore, è anche e soprattutto un romanzo di formazione in cui si racconta il modo in cui un ragazzo viene a contatto con il lato brutto della vita, di come metaforicamente si sfracelli contro il muro della realtà e di come capisca l’evoluzione dei sentimenti. E devo essere onesta, per me, lettrice donna che quella fase l’ha passata da un pezzo, è interessante vedere cosa pensi e come reagisca una persona dell’altro sesso in determinate situazioni in cui ci siamo trovati tutti.

La famosa dedica su foglietto volante. Grazie!

Anche se, come dicevo, il tono è spensierato, ogni tanto c’è qualcosa che a Giulio non quadra, si avvertono chiaramente le sue incertezze quando sente il bisogno di controllare i messaggi di Silvia mentre fa la doccia o di rubarle il taccuino per leggere le poesie che lei ha scritto e che non vuole che vengano lette, oppure quando si chiede dove vada suo padre quando si alza da tavola e sembra autoesiliarsi. È forse un non lasciarsi andare completamente? Forse Giulio dentro di sé sa già che niente è come sembra e quello che gli accadrà è solo la conferma di essere entrato una volta per tutte nel mondo degli adulti.

Non mi piace il senno di poi, non mi piace pensare troppo alle cose che accadono, anche se poi lo faccio. Mi piacerebbe ricordarle per quello che erano, che sembravano quando sono accadute. Il mondo dei grandi è anche questo, per ogni cosa c’è una spiegazione, c’è un discorso, fatto con un tono serio, un po’ impostato, quasi sempre paterno, che ti dice sai, a volte non è quello che sembra. E quindi c’è un dietro, una parte nascosta che all’inizio non vedi, la firma dell’autore dietro a un quadro, una data, la dedica in un libro, la storia dietro a quella dedica, la battuta di un film, le battute nella vita, gli sguardi, le colazioni, i viaggi, le foto, i video che ti cambiano la vita, anche perché sono quello che sembrano, anche se appartengono al mondo dei grandi.

Il titolo è una citazione, richiama quello del film collettivo del 1962 L’amour à vingt ans, e in particolare l’episodio diretto da François Truffaut, tanto che spesso ne viene nominato il protagonista Antoine Doinel perché Silvia vede un po’ di lui in Giulio. Ma se da una parte ci sono collegamenti col passato rappresentati da film o canzoni di un’altra generazione, o dai tanti flashback presenti nel testo in cui si raccontano eventi passati della famiglia di Giulio e del rapporto col padre e con la madre, dall’altra bisogna riconoscere che la storia dei due è completamente immersa nel presente, tra i gruppi indie, gli smartphone e i social network che sono ormai elementi imprescindibili del nostro quotidiano.

L’amore a vent’anni è un romanzo che coinvolge da subito, merito anche dello stile di Biferali, con quei periodi così lunghi che danno l’idea di un ragazzo che ha tanto da dire e che lo fa con la foga della sua giovane età. Riesce impossibile non lasciarsi trascinare dai suoi pensieri e dai suoi sogni. E voi? Come lo ricordate l’amore a vent’anni?

Titolo: L’amore a vent’anni
Autore: Giorgio Biferali
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 marzo 2018
Pagine: 188
Prezzo:  14 €
Editore: Tunué

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