Dopo il diluvio | Leonardo Malaguti

Dopo il diluvio è il romanzo d’esordio del giovanissimo (classe ’93!) bolognese Leonardo Malaguti, pubblicato quest’anno da Exòrma nella collana quisiscrivemale, dove non si scrive male proprio per niente. Luogo e tempo della storia non sono ben specificati, si capisce che ci troviamo nel cuore dell’Europa, forse dalle parti della Germania, nei primi del Novecento, ma lo si evince da qualche dettaglio come il telefono che non tutti sanno usare bene o il telegramma, o dai nomi dei personaggi. Siamo in un villaggio situato all’interno di una conca, villaggio che dopo uno spaventoso diluvio è rimasto completamente sommerso e isolato; le fognature sono tappate, non si riesce a capire perché, quando finalmente ci si rende conto che c’è qualcosa che ottura la valvola di scolo: è il cadavere del sindaco Venders. Da questa macabra scoperta tutto cambia, il paese viene come catapultato indietro nel tempo, si sa, quando l’essere umano sperimenta la paura e il panico ritorna al suo stato primordiale. Inizia una sorta di Medioevo buio in cui ognuno reagisce in modo diverso: chi perde la ragione, chi dà la caccia alle streghe, chi invece tenta di restare lucido e seguire il lume della ragione.

Quella di Malaguti è una fiaba nera, un racconto che se all’inizio è macabro poi diventa qualcosa di grottesco, tragicomico, una storia che se in alcuni momenti suscita il riso, molto più spesso lascia il lettore con l’amaro in bocca e dà la sensazione di qualcosa di già visto (gli esiti spesso drammatici dell’isteria collettiva che deriva dalla paura dell’ignoto).
Se l’acqua può essere vista come elemento purificatore che tutto lava e tutto pulisce, qui è il preludio della fine del mondo, il diluvio dà vita ad una piccola apocalisse: chi ha ucciso il sindaco? chi è questo nemico che sta venendo da fuori ad attaccare il paese e che cosa vuole? chi ha diffuso questa voce? Nessuno sa rispondere a queste domande, ma nemmeno si può dire che qualcuno faccia qualcosa per venirne a capo – commissario Van Loot a parte – perché tutti sono troppo impegnati a farsi prendere dal panico.

E anche i personaggi sono totalmente fuori dagli schemi, anzi forse rappresentano l’opposto di quello che dovrebbero: il Pastore Thulin dovrebbe essere una guida spirituale, invece frequenta il bordello del paese e forse ha messo incinta una delle ragazze che lavorano lì; il sindaco, che dovrebbe essere un esempio di integrità, è una persona dalla dubbia moralità che attenta alla purezza dei bambini; il generale Krauss della disciplina appresa nelle armi non tiene in conto nulla, vorrebbe essere il deus ex machina di tutta questa vicenda e poi finisce per esserne completamente sopraffatto. Il grottesco avvolge tutti, non risparmia nessuno; anche la madre del commissario, Berta, che da ragazza aveva finto di essere uomo per fare il militare, ma poi ha messo il braccio su una granata, e nel momento in cui è stata soccorsa tutti si sono accorti che era una donna; il contadino Marz che quasi tiene prigioniera la moglie Lisetska, nascondendole i documenti che le permetterebbero di fuggire e liberarsi dalle sue angherie, e poi quando non la trova in casa esce a cercarla e sparisce.

Se i primi capitoli sono una sorta di premessa e servono a conoscere di volta in volta i vari personaggi e a capire quale sia il loro ruolo all’interno della storia, tutte queste persone poi sono come attratte verso un centro in cui si forma una massa indistinta di gente, “la massa”, appunto, potente, impietosa e primitiva. Man mano che confluiscono tutti verso quest’organismo che diventa sempre più omogeneo, il ritmo della narrazione sembra aumentare sempre di più, fino a quando si arriva all’epilogo che – com’è prevedibile – è rappresentato dalla ricerca di un capro espiatorio. Chi sarà? Non vi resta che leggere il romanzo di Malaguti per scoprirlo.

Buona lettura!

Titolo: Dopo il diluvio
Autore: Leonardo Malaguti
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2018
Pagine: 210
Prezzo:  14,90 €
Editore: Exòrma

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