Il vizio di smettere | Michele Orti Manara

E allora,
mi dissi guardando prima il cielo e poi la punta delle mie scarpe,
cosa corri dietro alle stelle a fare?

 

Il vizio di smettere di Michele Orti Manara è una delle ultime pubblicazioni di Racconti edizioni, uscito pochi mesi fa, ed è una raccolta di sedici racconti brevi, alcuni brevissimi, che apparentemente sembrano non avere nulla in comune tra loro. Contesti diversi, personaggi diversi, persino stili diversi fanno sì che il lettore debba concentrarsi più del solito nel leggere queste storie. Per questo motivo, confesso che ci ho messo un po’ prima di decidermi a parlarne qui, perché è molto facile che qualcosa sfugga, e temo che possa essere successo anche a me. Di contro, forse, è proprio questo che rende la raccolta così bella e così ben scritta: nessuno di questi racconti ci permette di andare troppo in profondità, ci viene data una guida per tentare di svelare qualcosa, ma dobbiamo essere noi a farlo. In poche parole, Michele Orti Manara si serve dei non detti, e ci riesce benissimo.

Troviamo una madre apprensiva che si preoccupa per la salute del figlio ma forse alla base è lei a non star bene; un uomo che parla con il suo gatto (che gli risponde anche) ma non gli rivolge una carezza; una vecchina che non ci sta più tanto con la testa che crede che le siano entrati i ladri in casa; un ragazzo che aspetta che il suo più vecchio amico torni dal Brasile, dove ha deciso di aprire una fazenda, ma probabilmente non succederà; un ragazzino che è convinto di non piacere a nessuno. E tanto altro. Questo per rendere l’idea della diversità di tutti questi spaccati di vita più o meno quotidiana.

Ma cosa hanno in comune tutti questi personaggi? Qual è il filo rosso che li lega? Mi sembra di aver rintracciato un’ombra di tristezza e di disagio dentro tutti loro. Quel disagio che un padre e un figlio provano ogni volta che battibeccano e che non riescono a dirsi che si vogliono bene, o che il ragazzo che pensa di non piacere a nessuno prova ogni volta che tenta di avvicinarsi a qualcuno senza successo, per poi concludere che forse è destino che debba risultare sgradito a tutti. La malinconia dei due ragazzi che sanno tutto l’uno dell’altra ma quando si tratta di amarsi concretamente non ce la fanno, sembra quasi impossibile, e iniziano a nascondere le loro reali emozioni. Per non parlare di Una vita in venti minuti, in cui un presentatore televisivo che ha passato la vita a raccontare le esistenze altrui (spesso e volentieri robe inventate solo per girare una puntata) si trova a dialogare con un ragazzo legato al cielo tramite dei cavi, che lo mette alle strette e lo porta a riflettere sul rapporto con la figlia e sulla sua stessa vita, su cui poco si è concentrato.

Questa “mancanza” Michele Orti Manara ce la racconta senza giri di parole o arzigogoli, con un linguaggio che è sempre molto semplice ma che di volta in volta cambia perché è affidato a un personaggio diverso. Ci parla però di qualcosa che comunque conosciamo tutti e che, scavando in fondo, possiamo trovare dentro di noi: senso di inadeguatezza, speranze che vanno in fumo, ansie di qualsivoglia tipo, difficoltà nella comunicazione. E di comunicazione l’autore se ne intende perché lavora come social media manager di un’altra importante casa editrice, quindi i libri li conosce bene.
Questi racconti brevi (e brevissimi) però secondo me sono per lettori più forti e più consapevoli, perché, come ho già detto in precedenza, il rischio è quello di lasciarsi sfuggire qualcosa o non soffermarsi abbastanza su ciò che è celato.

Buona lettura!

Titolo: Il vizio di smettere
Autore: Michele Orti Manara
Genere:
 Racconti
Anno di pubblicazione:
 marzo 2018
Pagine: 170
Prezzo:  14 €
Editore: Racconti edizioni

Annunci