In viaggio con Benjamin – Verso la sperdutezza | Martin Vopěnka

Io ho vissuto.
Chi può dire lo stesso per sé?

 

Come sostenevo nel post precedente sulle vacanze letterarie in India, i libri sono un meraviglioso modo di viaggiare: ci danno la possibilità di esplorare con la mente luoghi in cui non siamo mai stati e che chissà se vedremo mai. Oggi vi voglio riportare in Europa e nello specifico nella Repubblica Ceca, per farvi conoscere un autore che lì è molto famoso e che è stato portato all’attenzione del pubblico italiano dall’editore siciliano Bonfirraro. In viaggio con Benjamin – Verso la sperdutezza (la traduzione del titolo originale sarebbe Pietre della montagna) è un romanzo di Martin Vopěnka pubblicato per la prima volta a Praga nel 1989 ed edito da Bonfirraro alla fine del 2017 con una traduzione di Stefano Baldussi. Vopěnka è il figlio di uno degli ultimi ministri della Pubblica Istruzione e nonostante abbia una laurea in ingegneria fisica e nucleare ha seguito la sua passione per la letteratura affermandosi come autore con una quindicina di romanzi di grande successo. È anche proprietario di una casa editrice, Prah.

Questo romanzo, che è l’esordio letterario di Vopěnka e apre la collana di narrativa straniera di Bonfirraro, vede come protagonisti un padre e un figlio, David e Benjamin, che si trovano a dover gestire le proprie vite dopo il trauma di aver perso una figura molto importante: una donna che per uno era la moglie e per l’altro la madre. Mentre sembra che David non fosse più innamorato della moglie e, anzi, avesse avuto altre relazioni, Ben deve capire che cosa significhi il fatto che la mamma non c’è più, che non può rivederla ma che in un certo senso la sua anima è sempre con lui; così sembra perdere interesse per le cose che lo entusiasmavano, come lo sport o altre attività che svolgeva. Il padre – che in tutto questo è rimasto da solo a prendersi cura di sé e del figlio – si rende conto che Praga in quel momento sta diventando quasi soffocante e che stare lì provoca dolore ad entrambi, così propone a Ben di partire per un viaggio verso la sperdutezza. I due allora fanno i bagagli e partono, anche se sembra una follia, come suggerisce tra l’altro il nonno.

Ma che cos’è questo viaggio verso la sperdutezza? È innanzitutto un volersi liberare di ciò che opprime, un volersi staccare dalla realtà ed esplorare il mondo. Questa sorta di vacanza, se da una parte permette loro di vedere luoghi meravigliosi (Vienna, Trieste, la Grecia, Corfù, la Romania…), dall’altra diventa un vero e proprio viaggio interiore che porta entrambi, in modi diversi, a interrogarsi su se stessi, a capire quali sono le reali necessità e quasi a tagliare i ponti con la realtà e con le persone amate. Se il figlio non sembra aver chiaro che la sperdutezza non è fisica, il padre lo sa bene e si spinge sempre più avanti, senza badare agli obblighi della vita o a chi è rimasto a casa e li sta aspettando. Ben dovrebbe cominciare la scuola, il nonno è preoccupato, la segretaria di David potrebbe aver messo le mani sui suoi fondi e avergli prosciugato i conti bancari. Ma questo non fa da deterrente.
Il legame padre-figlio diventa sempre più forte, ma man mano che si avvicinano alla vera sperdutezza David appare preoccupato e noi lettori con lui; la lettura diventa più faticosa mentre diventa faticoso andare alla deriva come fanno i protagonisti. Le riflessioni sulla vita aumentano di continuo.

Che cosa può fare realmente un essere umano? Fino a che punto ha diritto a sciogliersi dalle relazioni precedenti? Ha diritto a essere libero?

David non si esime dall’affrontare la parte più squallida di se stesso durante il proprio viaggio interiore, è importante sapere bene chi si è prima di allontanarsi dal mondo concreto. Anche la sua smania per il sesso, i suoi incontri fugaci con prostitute, donne appena incontrate e i suoi pensieri ricorrenti sono una parte costitutiva del suo essere. È come se perdere il contatto con la realtà lo portasse a uno stato animalesco in cui ciò che avverte sono i bisogni primari e le pulsioni sessuali; di conseguenza viene data una scarsa importanza anche alle figure femminili: la moglie triste e inadeguata, le altre donne  viste solo come mezzo per soddisfare un bisogno, e Petra, per cui forse c’è qualcosa di più, ma che viene di punto in bianco esclusa.

Ho letto con molto interesse questo romanzo, l’ho trovato coinvolgente e anch’io, come David, mi sono fatta tante domande. Se la sperdutezza in un primo momento può essere vista positivamente, come la libertà o il riparo dal caos della vita, a lungo andare però può fagocitarci, diventare pericolosa e farcelo perdere, il senso della vita, più che rivelarcelo. Forse bisogna arrivare ad abbracciare il vuoto per capire di dover tornare indietro.
Buona lettura!

Titolo: In viaggio con Benjamin – Verso la sperdutezza
Autore: Martin Vopěnka
Traduttore: Stefano Baldussi
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 1989 (2017 questa edizione)
Pagine: 345
Prezzo: 18,90 €
Editore: Bonfirraro

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