Il sale | Jean-Baptiste Del Amo

Nessuno sospetta che il tempo è già all’opera
e corrompe quel ricordo per fonderlo nell’oblio.

 

Ho comprato Il sale di Jean-Baptiste Del Amo (NEO edizioni) nella settimana ad esso dedicata da Modus Legendi, la rivoluzione gentile che ha come scopo far salire nelle classifiche di vendita la letteratura di qualità. Dopo varie votazioni, da parte di alcuni membri del gruppo e poi di tutti gli altri, questo aveva vinto e questo ci si era proposti di far arrivare tra le vette dei più acquistati. Solo che sono riuscita a leggerlo solo adesso, dopo mesi, e l’ho fatto insieme alla mia amica Elena (che prima scriveva qui e ora solo qui) con cui ho condiviso pareri man mano che avanzavamo nella lettura. Devo confessare che mi aspettavo tanto da questo libro, e forse per questo sono rimasta un po’ delusa. Oggi ve ne parlo in breve perché l’ho già finito da un po’ e dato che per me non è stato una lettura particolarmente incisiva temo di dimenticare determinate cose, e poi il periodo è abbastanza pieno e non riesco a star dietro a tutto.

La storia, in soldoni, è questa. Louise è ormai vedova di Armand, e decide di organizzare una cena coi figli che ormai sono lontani e hanno preso ognuno la propria strada. La vicenda di base si svolge in un’unica giornata, ma il tempo si dilata man mano che approfondiamo la personalità di ogni personaggio e, insieme a lui, ci lasciamo andare ai flashback con cui ricostruiamo il loro passato. Il momento della cena, che si avvicina sempre di più, acquista quasi il significato di un confronto tra queste persone così diverse ma così unite dall’aria di salsedine (Armand lavorava in mare) e da una storia familiare piena di problemi. Chi era Armand per ognuno di loro? Che cosa hanno passato in precedenza per provare questa ansia per l’incontro tra loro e con la madre? Ma soprattutto, andranno tutti alla cena? Chi si presenterà?

Mi piace molto lo stile di Del Amo, riconosco che c’è una ricerca attenta delle parole (merito anche della traduttrice Sabrina Campolongo), e il linguaggio è molto fluido e riesce a rappresentare perfettamente le emozioni, i sentimenti e i patimenti dei personaggi, quasi che il lettore in certi punti possa sentirli sulla propria pelle. Però non sono riuscita a sentire un vero e proprio trasporto mentre leggevo, ci sono stati momenti in cui sono andata parecchio a rilento perché non sempre mi sentivo partecipe del dolore dei membri di questa famiglia. Mi sembra che per raccontare la violenza, la negatività, le tragedie che hanno colpito queste persone (la morte di un padre, quella di una figlia, quella di un compagno malato, la fine di un matrimonio), sia messo in atto un tentativo di lirismo forse eccessivo, almeno per me. Se inizialmente Del Amo sembra molto delicato nelle descrizioni, questo indagare nell’animo dei suoi personaggi diventa sempre più profondo ma anche morboso (raggiungere il picco di potenza nella terza parte, quella più forte). A dispetto di questo, è un bel libro per quelli a cui può piacere il genere così potentemente introspettivo.

Buona lettura!

Titolo: Il sale
Autore: Jean-Baptiste Del Amo
Traduttore: Sabrina Campolongo
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 269
Prezzo: 16,00 €
Editore: NEO


Jean-Baptiste Del Amo (al secolo Jean-Baptiste Garcia) è nato a Tolosa nel 1981. È stato paragonato a scrittori del calibro di Émile Zola, Honoré de Balzac, Alexandre Dumas, Patrick Süskind e Gustave Flaubert. Con le sue opere, nel 2006, è stato premiato come miglior “Giovane scrittore” di Francia; nel 2008 è stato finalista del Premio Goncourt e del Prix Médicis, al vertice di importanza tra i riconoscimenti letterari francesi. Tutti i suoi libri in Francia sono pubblicati da Gallimard. Il Sale è la sua prima opera tradotta in Italia.

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