La morte di Virginia | Leonard Woolf

Ho comprato un po’ di tempo fa questo libriccino per la mia grande curiosità nei confronti di Virginia Woolf, una figura così importante e allo stesso tempo così fragile, e l’ho inserito tra letture più pesanti e voluminose, nonostante non sia per niente una storia piccola e leggera. La morte di Virginia è un estratto da The Journey not the Arrival Matters, autobiografia di Leonard Woolf pubblicata nel 1969, e qui il grande autore britannico parla della moglie, ma fa anche una ricostruzione – basata sulla propria esperienza – del periodo storico che va dal ’39 al marzo del ’41, quando lei si è tolta la vita. E alla morte di Virginia infatti arriva molto lentamente, nella seconda parte del libro, come se fosse qualcosa a cui prepararsi in modo graduale.
Agli albori della Seconda Guerra Mondiale, Londra è bersagliata da raid aerei e i Woolf si sono rifugiati in campagna nel Sussex, a Rodmell, ma anche lì presto cominceranno a udirsi gli scoppi delle bombe. La paura di essere catturati è grande e Leonard e Virginia sentono incombere su di sé il pericolo. Nel frattempo lei si butta a capofitto nei suoi scritti e lui è molto preso dalla situazione e spesso non si accorge di tanti segnali del fatto che Virginia non sta bene. Nella seconda parte, però, Leonard appare visibilmente preoccupato, si rende conto che la ricaduta dell’amatissima moglie non sembra essere come le altre, ma è sempre attento, cerca di mostrarle tutta la delicatezza di cui è capace, anche quando tutto le costa fatica. Virginia sta affrontando una battaglia contro una parte di sé che lui non può comprendere appieno, ed è cosciente che questa battaglia lei potrebbe anche perderla e soccombere.

Il 28 marzo del 1941 Virginia lascia diverse lettere. Al marito scrive:

Carissimo, sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai lo so. Vedi non riesco neanche a scrivere questo come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi.

Alla sorella Vanessa scrive: «Ho lottato, ma non ce la faccio più». Dopodiché abbandona il bastone sull’argine del fiume Ouse, si riempie le tasche di sassi e si lascia annegare nell’acqua.

Di lei, in questo libretto pubblicato da Lindau, c’è il ricordo di un marito che amava confrontarsi con una donna così intellettualmente forte, geniale, che amava passeggiare con lei o incontrare gli amici, e che in generale amava la vita con lei. È una testimonianza storica e anche privata di uno degli autori più importanti della letteratura inglese che ci permette di guardare il suicidio di Virginia dalla prospettiva – “privilegiata” – di chi le stava più vicino di chiunque altro. Emerge la figura di un uomo sensibile, innamorato e attento, che personalmente non avrei immaginato, nonostante avessi letto più volte la lettera d’addio della moglie e sapessi quanto si erano amati. Leonard sapeva, e tiene a sottolinearlo spesso, che lei voleva vivere, amava vivere, lottava per non cedere, ma la sua disperazione ha avuto la meglio e l’ha abbattuta, come una burrasca di vento nel ’43 abbatté uno dei due grandi olmi – che avevano chiamato Leonard e Virginia, come loro – sotto cui erano state sepolte le sue ceneri.

Un libro piccolissimo che si legge velocemente, ma parecchio denso.
Buona lettura!

Titolo: La morte di Virginia
Autore: Leonard Woolf
Traduttore: Paola Quarantelli
Genere: Autobiografia
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 92
Prezzo: 14 €
Editore: Lindau

Annunci

3 pensieri su “La morte di Virginia | Leonard Woolf

  1. amaranthinemess.it ha detto:

    Ce l’ho anch’io ma non l’ho ancora letto. Dopo aver letto Mrs Dalloway (e averlo trovato assolutamente straordinario tanto da renderlo la mia lettura preferita di tutti i tempi) ho sempre moltissima paura di mettermi a leggere qualcosa di Virginia o che riguardi Virginia e di rimanerne delusa. Ho la libreria piena di opere sue o su di lei e ne ho ancora lette pochissime per via di questo assurdo timore!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...