Caldo Cosmico e altri racconti | Fiorella Malchiodi Albedi

È stata forse spaventata da quella nuova solitudine
che nasceva non intorno a lei, ma dentro di lei.

 

Per quanto ci possiamo impegnare, non riusciremmo mai a conoscere tutti i libri che vengono pubblicati e di sicuro ci perdiamo roba interessante. Qualche tempo fa mi è stata segnalata una raccolta di racconti, Caldo cosmico e altri racconti, di Fiorella Malchiodi Albedi, pubblicata da poco da Eretica Edizioni, una casa editrice che conoscevo solo di nome, ma di cui non mi era mai capitato di leggere nulla. Si tratta di un piccolo editore di Salerno – mi spiega l’autrice stessa, a cui ho chiesto informazioni – che pubblica romanzi, raccolte di racconti e sillogi poetiche, un gruppo di persone oneste e piene di entusiasmo. Fiorella mi racconta anche con parecchia emozione come è arrivata alla pubblicazione del suo libro. Volendo dare una forma fisica a ciò che aveva scritto, a prescindere dal valore del testo, ha visto che i due handicap maggiori erano la sua età (non è esattamente una ragazzina, l’età di una donna non si dice e non la riporto) e il fatto che fossero racconti, genere considerato poco vendibile, anche se c’è una recente inversione di tendenza. Così ha deciso di rivolgersi a editori medio piccoli, scartando gli eap. Fino a quando Giordano Criscuolo, il fondatore di Eretica, si è fatto vivo e le ha proposto un contratto ineccepibile, senza nessuna spesa a suo carico. Mi racconta, è stata una grande emozione perché è ovvio che uno si affezioni ai propri racconti, ma che qualcun altro possa farlo è stata una gran bella sorpresa.

A prescindere dal valore del testo, dicevamo. Vi confesso che mi è capitato tra le mani un gioiellino e sono rimasta stupita, perché per essere un’opera prima è parecchio bella. L’autrice si è già cimentata nella scrittura di racconti che ha pubblicato su Il Paradiso degli OrchiVerdeL’irrequietoInkroci, e un suo racconto è stato selezionato per il concorso 8×8, ma nella vita lei si occupa di tutt’altro: è un anatomopatologo.

Si è ormai convinto che se per l’infelicità non serve una predisposizione particolare, può aspettare chiunque a ogni svolta della vita, apri un giorno una porta, rispondi al telefono, attraversi una strada, e un baratro imprevisto ti si apre davanti, per la felicità no, è richiesto un talento speciale. Devi avere la capacità di essere felice, altrimenti tutto è inutile, la fortuna, gli amori, gli affetti, tutto sprecato.

[A essere infelici sono buoni tutti]

I racconti sono 24, alcuni brevi, altri brevissimi, e a legarli è un sentimento ricorrente di solitudine, disincanto, incomprensione, oserei dire. Le storie sono quasi tutte ambientate a Roma, nel quartiere di Città Giardino dove l’autrice vive e quindi sa muoversi meglio. I protagonisti, invece, sono sempre molto diversi tra loro: sono uomini e donne, di età diverse, di ceto diverso. Nelle loro vite, che scorrono secondo una routine, a un certo punto è come se s’inceppasse un meccanismo e qualcosa li costringesse a fermarsi e riflettere. C’è una signora che si uccide e tutti quelli che pensavano di conoscerla rimangono colpiti dal gesto e si rendono conto che nessuno di loro la conosceva davvero; una signora che improvvisamente si ricorda di quando capitò, anni prima, che tanti aquiloni restassero incastrati tra i rami degli alberi, allora entra in un bar, chiede se anche gli altri si ricordino, chiede di fare una ricerca su Google, chiama un amico con cui aveva condiviso l’evento, ma nessuno ricorda nulla e il pensiero inizia a sbiadire anche nella sua testa; un carcerato che osserva la sua cella, da cui sa che non uscirà mai; una donna che si isola, evita gli amici e i condomini, ma quello del piano di sopra la invita ad ascoltare un concerto al computer con lui “senza parlare” e lei non sa se andare; un uomo che sembra percepire il caldo in maniera diversa da tutti gli altri (Caldo cosmico, appunto, che dà il nome a tutta la raccolta). Questi sono solo alcuni, e quello sui ricordi nello specifico, intitolato Aquiloni a Roma, è quello che ho amato più di tutti, trovandolo di una delicatezza e di una malinconia disarmanti.

A parte qualche elemento surreale che ogni tanto s’intrufola qua e là, sono storie in cui non assistiamo ad eventi particolarmente straordinari. Tutto può essere raccontato, anche la banalità della vita, il senso di inadeguatezza che spesso e volentieri ci assale, le incomprensioni tra noi e gli altri, o ancora le contraddizioni insite nell’essere umano. Con uno stile molto delicato, elegante e allo stesso tempo semplice, Fiorella Malchiodi Albedi riesce a suscitare emozioni in chi legge e lo coinvolge con le sue descrizioni accurate di ciò che circonda i personaggi, che siano giardini, o una casa spoglia, o una cella del carcere dalla cui finestrella arriva un po’ di luce. In questi racconti (com’è ovvio che sia, alcuni sono più belli di altri), personalmente, ci ho trovato tanto, e a dispetto della convinzione dell’autrice che vede la sua età come un ostacolo, io spero davvero che ne pubblichi tanti altri, perché è sulla strada giusta. Intanto, io seguirò di più Eretica Edizioni, che ho appena scoperto ma da cui ho ricevuto una bella sorpresa.

Buona lettura!

Titolo: Caldo Cosmico e altri racconti
Autore: Fiorella Malchiodi Albedi
Genere: Raccolta di racconti
Anno di pubblicazione: maggio 2018
Pagine: 114
Prezzo: 13 €
Editore: Eretica


Fiorella Malchiodi Albedi è medico anatomopatologo e lavora in un ente pubblico di ricerca. Da qualche anno scrive racconti di fantasia e memoir. Ha pubblicato racconti su Il Paradiso degli OrchiVerdeL’irrequietoInkroci. Un suo racconto è stato selezionato per il concorso 8×8. Questa è la sua prima opera.

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7 pensieri su “Caldo Cosmico e altri racconti | Fiorella Malchiodi Albedi

  1. giusymar ha detto:

    Anch’io scelgo con molta attenzione, comunque più del solito, libri di racconti. Ma devo dire che il tuo post mi ha incuriosito davvero. Sia per la tipologia di racconti che per l’opera prima che mi intriga sempre. Grazie!

    • Valentina ha detto:

      Sono contenta, ne vale proprio la pena. I suoi sono racconti bellissimi. Ripeto, più di tutti quello sugli aquiloni a Roma. Dopo averlo letto mi si è spezzato il cuore per un momento.

      • giusymar ha detto:

        Che bello quando uno scritto ci cattura così profondamente. Oggi mio marito mi raccontava di quanto si è lasciato prendere da Un amore molesto della Ferrante. Ne parlava con così grande trasporto da avermi trasmesso la sua carica.

        • Valentina ha detto:

          Sì, però sai, in questi casi bisogna fare attenzione perché poi finisce che inizi una lettura con grandi aspettative che derivano dall’esperienza altrui, e ci puoi rimanere delusa. Però chissà, sono sempre esperienze, no? 🙂

        • giusymar ha detto:

          Assolutamente! A me piace un sacchissimo confrontarmi con le opinioni degli altri in merito alle letture. Ad essere sincera, ormai conoscendomi abbastanza, se rimango delusa è perchè avevo scommesso un po troppo. Ma anche questo fa parte del gioco. Se non si tentano altri sentieri non si scopriranno mai nuovi e splendidi paesaggi. Un caro saluto e tante splendide letture a te!!

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