La debuttante | Leonora Carrington

«Ha l’ingenuità di credere che il passato muoia» proseguì.
«Sì,» disse Margaret «se il presente gli taglia la gola».

 

Di recente, ci avrete fatto caso se mi seguite regolarmente, su questi schermi si parla sempre più di racconti, una forma di letteratura che prima snobbavo un po’ ma che da qualche anno ho imparato a conoscere meglio e a seguire. Questa volta la mia curiosità è caduta, però, su un genere particolare, perché infatti mi sono dedicata alla lettura de La debuttante, una raccolta uscita lo scorso 18 settembre per Adelphi dell’autrice britannica Leonora Carrington, la cui opera, non solo letteraria ma anche pittorica, si inserisce nella corrente del surrealismo. Come si può leggere sulla pagina di Wikipedia a lei dedicata, «Il surrealismo dava estrema rilevanza alla dimensione inconscia, al sogno, e allo stato onirico, visto come luogo dell’attività “reale” del pensiero dell’uomo. La lettura psicoanalitica freudiana del sogno offriva ai surrealisti la possibilità di indagare un’altra dimensione, creando immagini libere, svincolate dalla ragione e dalla logica». Immaginate dunque l’avventura con le sue storie di una persona come me, molto concreta, pragmatica e realista. Vi confesso che è stata una bella sfida, all’inizio ho avuto qualche difficoltà, come sempre in questi casi, perché mi viene il dubbio se ci sia o meno un senso dietro determinate storie, e se, nel caso in cui non riesca a trovarcene uno, sia perché realmente non c’è o perché io non sono stata capace di coglierlo. Ma, almeno per quanto riguarda questa raccolta, credo che si debba leggere senza cercare messaggi reconditi, morali o metafore.

Vi faccio subito un esempio. Il primo racconto, La debuttante, che dà il titolo a tutta la raccolta, parla di una ragazza che deve appunto fare il suo debutto in società ma non vuole andare al ballo, così chiede alla sua amica iena di farlo al suo posto; quella, per non far scoprire a nessuno l’inganno, fa chiamare la cameriera della debuttante, le strappa la faccia e la indossa, si traveste e va al ballo. La sera, a cena, la iena seduta a tavola si fa scoprire in malo modo, e tutti si accorgono che non era la ragazza. Potremmo pensare che sia una metafora del fatto che la realtà non può essere nascosta troppo a lungo e che gli inganni prima o poi vengono sempre a galla. O forse è solo una storia da prendere per quella che è. Negli altri racconti troviamo una festa organizzata dalla Paura, esseri piumati imparentati con umani che mangiano persone, animali parlanti e temi ricorrenti come la putrefazione, la morte, l’orrido e unioni tra umani e non umani. In alcuni, addirittura, la protagonista è la stessa Leonora Carrington, personaggio centrale e narratrice delle sue storie, che interviene e a cui accadono cose assurde e, appunto, surreali.

Credo che per gli amanti del genere possa essere una lettura molto affascinante e per alcuni versi semplice; per chi, invece, come me si avventura in qualcosa che normalmente non è nelle sue corde, l’indicazione che posso dare è di liberarsi di ogni preconcetto e prepararsi ad uscire del tutto dai propri schemi mentali. Penso che questa possa essere la strategia migliore per godere appieno di The Complete Stories of Leonora Carrington (il titolo originale, tradotto per gli italiani da Nancy Marotta e Mariagrazia Gini) e immergersi completamente nelle storie di questa autrice così particolare che regala atmosfere fiabesche, oniriche e immagini quasi mitiche. Vi sembrerà di trovarvi dentro un’allucinazione.
Buona lettura!

[Vi segnalo che questo libro, dato che è nella collana Biblioteca Adelphi, si inserisce nella promozione che dura fino al 31 ottobre, e quindi fino a fine mese lo trovate scontato del 25%, cioè a 12,75 €]

Titolo: La debuttante
Autore: Leonora Carrington
Traduttore: Nancy Marotta e Mariagrazia Gini
Genere: Racconti
Anno di pubblicazione: settembre 2018
Pagine: 179
Prezzo: 17 €
Editore: Adelphi


Leonora Carrington (Lancaster, 6 aprile 1917 – Città del Messico, 25 maggio 2011) è stata una scrittrice e pittrice britannica; gran parte della sua produzione si ascrive al periodo trascorso in Messico, dove visse quasi settant’anni.
Donna dall’eccentricità indomabile, fu una delle «muse inquietanti» del surrealismo, dal quale però non smise mai di tenersi a debita distanza, anche negli anni in cui viveva con Max Ernst. I suoi quadri, enigmatici e beffardi, sono oggi celebrati e ricercati, ma non meno rivelatrice è la sua opera in prosa – e in particolare questi racconti, nei quali già Breton riconosceva un vertice dello «humour nero» (definizione che a lui risale).

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