Concerto per orchestra stonata | Emiliano Moccia

La polvere non si è accumulata da sola.
Lo ha sommerso lentamente, negli anni, a piccoli passi.
La musica poteva salvarlo.

 

Tra le proposte di lettura che ho ricevuto di recente ce n’è una molto particolare, di cui vi parlo oggi, che mi è giunta da Foggia, per la precisione da Edizioni Fogliodivia, una casa editrice che non conoscevo e di cui, naturalmente, ancor prima di leggere il romanzo inviatomi, mi sono fatta raccontare qualcosa. Allora, dovete sapere che dal 2005 esiste un giornale di strada, che si chiama appunto FogliodiVia, che è dalla parte dei poveri e che viene distribuito dai senza fissa dimora di Foggia. In questo giornale si raccontano storie nate dalla polvere e rappresenta un’occasione di reddito, riscatto e condivisione per migranti o senzatetto che ne parlano davanti a un bicchiere di latte caldo. Da qui l’idea di sperimentare attraverso l’editoria, per arrivare anche a un pubblico più ampio. Dalla lunga esperienza con l’associazione Fratelli della Stazione che si occupa di poveri e senza dimora a Foggia – italiani o meno che siano – nasce dunque il desiderio di raccogliere storie di vita vissuta in cui s’intravede una speranza per il futuro o in cui semplicemente si parla di ciò che sembra invisibile, o che di solito si perde nel silenzio.

Il romanzo che gli amici di Fogliodivia hanno voluto farmi conoscere s’intitola Concerto per orchestra stonata, di Emiliano Moccia,e vede come protagonista, ancor prima delle persone che si muovono all’interno della storia, la musica. Ora, che la musica abbia un potere salvifico è risaputo, ma in questo libro rappresenta sia l’essenza stessa dei personaggi – ci sono dei vagabondi, una prostituta, un rumeno, un matto che sente le voci – ex musicisti raccattati dalla strada, che il mezzo attraverso il quale sperare in un futuro migliore. Il professor Alessandro insegnava al conservatorio, ma dopo aver dato uno schiaffo ad un allievo ha perso il lavoro ed è finito a vivere per strada; tutti i senzatetto lo conosco così, sembra che il suo cognome si sia ormai perso in un passato irrecuperabile. Un giorno viene a sapere di un concorso per orchestre di pochi elementi e decide di partecipare creando un piccolo gruppo (L’orchestra delle beffe) con questi amici che una volta erano professionisti e ora vivono ai margini della società. Si impegneranno tantissimo, provando e riprovando nelle aule del conservatorio quando non c’è nessuno, grazie al custode, e la musica permetterà loro di vedere una luce in fondo al tunnel della miseria in cui vagano da anni.

Per salvarsi hanno solo una possibilità: impugnare gli strumenti musicali ed affidarsi ai loro talenti. Quelli che nessuno vede, che sono ancora nascosti, che ciascuno di noi fatica a riconoscere.

È sicuramente una storia di rivalsa sociale, una dimostrazione che si può provare a uscire da determinate situazioni e migliorarsi. E anche se è specificato da più parti che i personaggi e la vicenda sono inventati, si capisce che non lo sono del tutto, perché ci sono tante persone in questa condizione che per, forse, non hanno uno strumento forte come la musica (e l’educazione musicale, ancora prima) che li faccia sentire più forti. In questo romanzo veniamo a contatto con le vite di persone spesso molto lontane da noi, che dormono nei dormitori o nei treni notturni quando un controllore chiude un occhio e fa finta di non averle viste, che mangiano alle mense dei poveri e che, molte volte, quando se ne vanno, se ne vanno nel silenzio più assoluto. Persone che non fanno rumore perché spesso è come se non esistessero. E io, questo libro, l’ho trovato di grande delicatezza, sia per il tema affrontato che per la narrazione, ho avvertito il sentimento che tiene uniti i protagonisti, lo scopo comune che hanno per non sentirsi più emarginati e dimostrare (non solo alla giuria del concorso, ma ancor prima a se stessi) che ce la possono fare, che valgono.

Voglio sottolineare che con l’acquisto di Concerto per orchestra stonata è possibile sostenere le attività di accoglienza per il dormitorio per senza fissa dimora allestito nella parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori di Foggia.

Buona lettura!

Titolo: Concerto per orchestra stonata
Autore: Emiliano Moccia
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 27 luglio 2018
Pagine: 112
Prezzo: 12 €
Editore: Fogliodivia


Emiliano Moccia è nato a Foggia il 22 giugno 1975. Giornalista professionista, si occupa di sociale e di immigrazione. È volontario dell’associazione Fratelli della Stazione impegnata nell’attività di accoglienza di poveri e migranti. Ha scritto i libri di racconti Il pagliaccio brontolone Foglio per due, i romanzi Non fuggo da Foggia… almeno per ora! e L’ultimo che c’è, e la raccolta di storie Binario Zero. Storie da foglio di via.

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