Vincoli | Kent Haruf

Certo che non è giusto. Niente in questa faccenda è giusto.
La vita non lo è.  E tutti i nostri pensieri su come
dovrebbe essere non servono a un cavolo, a quanto pare.
Tanto vale che tu lo sappia subito.

 

Kent Haruf è un autore che mi ha conquistata subito, fin dal primo libro che NN editore ha pubblicato con la traduzione di Fabio Cremonesi. Quando ho saputo che sarebbe uscito Vincoliin libreria proprio da oggi – ho deciso che ovviamente l’avrei letto, ma questa volta ho avuto la possibilità di farlo in anteprima ed essendomi ripromessa di non parlarne prima di oggi non immaginate quanto è stato difficile tenere la bocca chiusa e non dire quanto me lo sono gustato. Come nei romanzi che abbiamo già conosciuto, anche questa storia è ambientata nel fittizio villaggio rurale di Holt, in Colorado, in quel posto che conosciamo già bene e nel quale ci orientiamo già come fossimo a casa nostra. Non appaiono personaggi citati nella trilogia della pianura o ne Le nostre anime di notte, ma l’aria che si respira, le terre brulle e i campi difficili da coltivare, perfino l’Holt Cafè, ci risultano familiari. Anche se dobbiamo vedere tutto esattamente al contrario, dato che questo è il primo dei libri pubblicati da Haruf (per questo il sottotitolo è Alle origini di Holt) e, come scrive il traduttore nelle note finali, qui troviamo moltissime descrizioni che nei romanzi successivi diventeranno sempre più scarne, come se l’autore sapesse che ormai abbiamo una tale dimestichezza col suo microcosmo da non averne più bisogno.

E ritroviamo anche quella polvere che non sta solo sulle strade o su pavimenti e oggetti, ma che avvolge e penetra l’animo dei personaggi stessi, soprattutto quello della protagonista, Edith Goodnough. Il narratore della storia è Sanders Roscoe che viene raggiunto in casa da un giornalista venuto da Denver a fargli domande su ciò che è accaduto ai Goodnough; non gli racconterà nulla, ma in compenso dirà tutto a noi lettori, fin dal principio. Roy Goodnough era partito ottantadue anni prima dall’Iowa con la moglie Ada e si era stabilito a Holt, forse con l’idea di trovare della buona terra su cui coltivare qualcosa; lui era un uomo meschino, cattivo, insensibile, mentre lei una donna più debole e minuta. Dopo aver avuto Edith e poi, dopo due anni, Lyman, Ada morì e lasciò i bambini in balìa di un padre terribile. Crebbero insieme al figlio della vicina, John Roscoe (il padre del narratore), di sette anni più grande di Edith. Sempre a contatto tra loro, John s’innamorò di Edith e le propose di sposarlo, ma Roy deciso com’era a dominare sulle vite dei figli – come già faceva, dato che per un incidente col trattore gli erano state mozzate quasi tutte le dita delle mani – si amputa l’ultimo dito rimastogli perché la ragazza si sottometta del tutto e rimanga chiusa in casa ad accudirlo a vita. Cosa che farà sempre, fino alla morte del padre tantissimi anni più tardi.

Ecco, sono passati quasi cinquantacinque anni, una vita intera, e lei ancora non ha imparato a dire a se stessa qualcosa che assomigli a un infinito sì.

Sandy racconta la vita sprecata di una donna che avrebbe potuto avere molto di più e che, forse per un eccessivo senso del dovere, si è sacrificata, anche per il fratello che per un lungo periodo riesce a stare lontano da un padre così cattivo. È una storia di solitudine, quella di Edith, di rinuncia a qualsiasi cosa di positivo si possa aspirare: l’amore, una famiglia, la felicità, affetti, realizzazione personale. Non esce mai dai binari che il padre le ha creato e imposto, ma anche questo probabilmente rappresenta un atto di coraggio, non è per forza sintomo di arrendevolezza. È una donna dalla smisurata forza interiore, quella che decide di rinunciare a se stessa per qualcuno che ogni giorno della sua vita la fa pentire di averlo fatto; eppure lei va avanti senza nemmeno sperare che questa tortura finisca il più presto possibile. Vede che tutto scorre senza la sua partecipazione: John sposa un’altra donna e ha un figlio, Lyman va a conoscere il mondo fuori da Holt (da cui lei fino alla vecchiaia non uscirà). E tutto questo Haruf, attraverso Sanders Roscoe, lo racconta con grande delicatezza ma senza cadere mai nel patetico. Non si lascia mai andare a pietismi perché il suo scopo non è suscitare nel lettore quel sentimento di compassione per Edith che pure sarebbe spontaneo, bensì mostrarci la dignità con cui questa donna ha affrontato ogni giorno della sua vita imprigionata nei “vincoli” familiari e non solo.

Fino all’atto di coraggio più grande che compie, quello che nessuno di noi conosce fino alla fine del romanzo. Perché sì, nelle prime pagine Sandy rifiuta di parlare col giornalista di Edith e di ciò che è successo, ma non lo dice subito nemmeno a noi: si prende tutto il tempo necessario, perché prima di spiegarci le motivazioni della sua amica vuole prima spiegarci chi è, che cosa l’ha portata, ormai ottantenne ricoverata in ospedale e controllata a vista da un agente di polizia, a quel punto. E per farlo ha bisogno di raccontarci tutta la sua storia per intero, senza tralasciare nulla (questo può farlo perché in un bellissimo momento padre-figlio John Roscoe gli rivela la giovinezza di Edith).
Si crea, dunque, questa attesa spasmodica di sapere che cosa sia successo, capendo già dall’inizio, però, che l’ultimo pezzo del puzzle, il più importante, lo troveremo solo alla fine.

Buona lettura!

Titolo: Vincoli
Autore: Kent Haruf
Traduttore: Fabio Cremonesi
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 5 novembre 2018
Pagine: 264
Prezzo: 18 €
Editore: NN editore


Kent Haruf (1943-2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize. NN Editore ha pubblicato tutti i libri della trilogia ambientata nella cittadina di Holt, compreso Le nostre anime di notte, uscito postumo nel 2017.