L’annusatrice di libri | Desy Icardi

Scie odorose afferrarono i suoi pensieri risucchiandoli in un vortice
nel quale parole e immagini ruotavano freneticamente,
per poi rallentare il loro moto circolare
fino a renderlo dolce come quello di una giostra.

 

Desy Icardi, attrice e copywriter torinese, confessa che qualche anno fa a causa di un forte abbassamento della vista non è più riuscita a leggere libri come faceva prima e che, però, è stata salva dall’avvento degli e-reader, utilissimi in tal senso perché permettono di ingrandire i caratteri e non dover utilizzare per forza delle lenti. Ora, a chiunque di noi che leggiamo anche in digitale sarà capitato di incontrare i fanatici della carta che sostengono che il libro cartaceo non sarà mai rimpiazzato da un oggettino freddo e asettico in cui inserire un file, una roba che periodicamente bisogna ricaricare e che al tatto e all’olfatto non dà alcuna emozione. All’olfatto soprattutto, perché, dicono, che il profumo della carta è uno dei piaceri più grandi della lettura. Se ne è parlato tanto negli anni passati, sono nate vere e proprie diatribe e sembra che, per fortuna, le acque si siano calmate. Icardi però, nei suoi tragitti in tram, ha incontrato varie persone che le hanno fatto commenti di questo tipo e lei, a un certo punto, ha risposto che sì, non vedeva più tanto bene e quindi si ritrovava col naso appiccicato alle pagine, però non poteva mica leggere i libri col naso! Da lì la folgorazione, l’idea per un personaggio che diventa il centro del suo romanzo d’esordio che esce proprio oggi per Fazi: L’annusatrice di libri.

Adelina è una ragazzina di quattordici anni originaria di un paese vicino Torino che viene mandata a vivere e studiare nel capoluogo piemontese a casa della zia Amalia, sorella del padre. A scuola è sempre andata bene, ma a un certo punto inizia a perdere la capacità di lettura, le lettere si confondono tra loro e il suo rendimento scolastico cala inspiegabilmente. Il severissimo professor Kelley – grande studioso di antichi testi – dopo averlo dato della somara davanti al resto della classe, decide di affiancarla a Luisella Vergnano in un pomeriggio di studio insieme, in vista di una nuova interrogazione per prendere un buon voto. Andando a casa della sua compagna, Adelina ne conosce il padre, il signor Vergnano, amico di Kelley e, come lui, amante degli antichi testi. Le due ragazzine studiano e Adelina si rende conto che i libri emanano profumi e da quei profumi lei riesce a sentirne le storie, quasi come se li leggesse col naso. Man mano che passa il tempo, capisce che questo non succede con tutti i testi, ma solo con quelli appartenuti a qualcuno, quelli che sono stati sfogliati con curiosità e trasporto dai proprietari.
Vergnano e Kelley, però, si accorgono del dono di Adelina, vedono che riesce a “leggere” anche testi in altre lingue, e tenteranno di servirsi di lei per risolvere un rompicapo che non ha tenuto impegnati soltanto loro, ma moltissimi altri studiosi negli anni: il manoscritto Voynich. Tra leggende di annusatori, antichi testi e una Torino di fine anni Cinquanta, si snoda la storia di una ragazzina molto speciale.

Amalia non disprezzava i libri, al contrario li ammirava e temeva, proprio come le persone che erano solite leggerli, tutta gente perbene, che la sapeva lunga e aveva le tasche piene: preti, medici, avvocati e giovani di buona famiglia.
Quando era ragazza e ancora viveva nella cascina del padre, non aveva mai pensato di leggere un libro diverso da quello delle preghiere che il vescovo aveva regalato a lei e a tutti i cresimandi il giorno della cresima, ma una volta a Torino si era sorpresa tante volte a guardare con interesse i ragazzi e le ragazze che indugiavano nella lettura sulle panchine dei giardini municipali o ai tavolini dei caffè. Nei libri doveva celarsi il segreto della loro distinzione e superiorità, o almeno in parte. Quei bei giovani, che camminavano fieri e ben vestiti verso un futuro roseo, avevano alle spalle, evidentemente, famiglie facoltose che li avevano abituati sin da piccoli a sfogliare le pagine dei libri, proprio come i suoi genitori avevano abituato lei alla zappa.

L’annusatrice di libri sembra proprio essere una dichiarazione d’amore di Desy Icardi ai libri e ai lettori, l’espressione di una passione che, se siete capitati qui, coinvolge anche voi. Se alcuni personaggi sono molto colti e si trovano impegnati nello studio di antichi manoscritti, la zia Amelia è quella che più sembra crescere all’interno del romanzo. La sua storia – arrivata a Torino lavora nella bottega di una modista, poi nel varietà e riesce a farsi sposare dal ricco colonnello Peyran, diventando ricchissima, ma non ha mai letto un libro – viene narrata parallelamente a quella della nipote in capitoli che sono veri e propri flashback. Il suo è un atteggiamento comune a tantissime persone: non è istruita, considera i libri qualcosa a cui si dedica la gente di un certo livello, li rifiuta per una sorta di arroganza che deriva dall’ignoranza, ma ne è attratta, ha spesso invidiato la gente che si perde tra le pagine. L’avvocato che abita nel suo palazzo spesso le presta qualche volume, ma lei non lo legge (lo legge, anzi lo annusa Adelina) e lo restituisce dicendo che le è piaciuto oppure no. Ma è proprio per noia che un giorno se ne trova uno tra le mani e, dato che non ha altro da fare, inizia a leggerlo e scopre un mondo meraviglioso fatto di parole, di storie, di vite di personaggi che magari non sono mai esistiti. È questa la vera scoperta, Amalia incarna la nascita dell’amore per la lettura e la crescita personale che ne consegue.

Quello che mi ha affascinato di più di questo romanzo, oltre al fatto che non è ambientato in un tempo molto attuale e che anche lo stile narrativo e il linguaggio usato ricalcano perfettamente l’epoca di fine anni ’50 e inizio ’60, è stata la scoperta di questo mistero che realmente permane da moltissimi anni e che nessuno è ancora riuscito a svelare. Il manoscritto Voynich esiste davvero, non è un’invenzione dell’autrice (che ne scrive sul blog dell’editore), si tratta di un libro ritrovato nel 1912 nella biblioteca del collegio gesuita di Villa Mondragone nei pressi di Frascati, da Wilfrid Voynich, mercante di libri rari di origine polacca. Né le intelligenze artificiali, né i più grandi studiosi sono ancora riusciti a capire in che lingua sia scritto e di che cosa parli, e nemmeno se in realtà possa trattarsi di uno scherzo, una truffa ai danni di Rodolfo II da parte di un esperto alchimista che glielo avrebbe venduto spacciandolo per il diario di Ruggero Bacone facendoglielo pagare seicento ducati veneziani. Edward Kelley – da cui la Icardi prende il nome per il personaggio del reverendo/studioso – è uno di quelli che hanno tentato di decifrare il manoscritto senza successo.

Immaginate come sarebbe se potessimo leggere i libri come Adelina, annusandoli. Che odore emanerebbero i vostri romanzi del cuore e quelli che più avete detestato?
Nel frattempo, buona lettura!

Titolo: L’annusatrice di libri
Autore: Desy Icardi
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 28 febbraio 2019
Pagine: 416
Prezzo: 16 € (fino al 31 marzo 2019 10 €)
Editore: Fazi


Desy Icardi – Nata a Torino, città in cui vive e lavora, è formatrice aziendale, attrice e copywriter. Nel 2004 si è laureata al DAMS e dal 2006 lavora come cabarettista con lo pseudonimo di “la Desy”; è inoltre autrice di testi teatrali comici e ha firmato alcune regie. Dal 2013 cura il blog “Patataridens”, espressamente dedicato alla comicità al femminile.