Doppio vetro | Halldóra Thoroddsen

Nessuno si aspetta mai che costruiamo un nido sull’orlo della fossa.
Essere innamorati alla sua età è un penoso canto del cigno.
Fingere che la vita sia in piena fioritura,
che ci troviamo nel mezzo del cammino.

 

Prima di entrare nel merito della questione libri, voglio dirvi che questo è l’ultimo di cui parliamo in questo 2019 che si appresta a finire e quindi, a chi non arrivasse in fondo al post ma anche a tutti gli altri, voglio fare tantissimi auguri di un felice anno nuovo, che sia latore di belle novità ma soprattutto di serenità, ché quella non guasta mai. Se vi va fatemi sapere anche se avete ricevuto qualche libro per Natale e quale, sono sempre contenta.

Adesso andiamo avanti. Qualche giorno fa ho pensato che era un po’ che non leggevo gli Iperborea e ne ho preso uno dai tanti libri che ho lì nella pila “in attesa”. Ho pescato Doppio vetro dell’autrice islandese Halldóra Thoroddsen, un libriccino che ho divorato in un pomeriggio e che avevo comprato lo scorso giugno a Una Marina di libri (era uscito da poco). La storia è quella di una donna ormai avanti negli anni e vedova che guarda dal doppio vetro della sua finestra la vita che scorre normalmente per tutti. Sembra rassegnata alla vecchiaia, come se avesse già vissuto quel che doveva e ora non le spetti più altro; addirittura a un certo punto mentre cammina per strada un tipo l’aggredisce e lei pensa che voglia stuprarla, ma quello le dà uno schiaffo e scappa. Alla donna viene in mente – terribile pensiero – che sia così malmessa e inutile, per la sua età, da essere rifiutata anche da un delinquente.

Una cosa positiva della vecchiaia, però, è che adesso riesce a vedere tutto in modo diverso e nuovo, come se avesse nuovi occhiali che le permettano di interpretare la realtà come non aveva mai fatto. È per questo che quando incontra Sverrir, un ex chirurgo separato e in pensione che forse moltissimi anni prima aveva già incontrato, non sa bene come comportarsi. L’uomo ha 77 anni, uno meno di lei, la corteggia, si dichiara, i due si innamorano e decidono perfino di andare a vivere insieme. Chissà quanto durerà.

L’amore tra persone anziane non è un amore coniugale sano, che ambisce a riempire la terra. La gente non lo associa mentalmente nemmeno a un’estetica, o alla celebrazione del piacere fisico, al contrario, lo respinge perché coinvolge la decadente vecchiaia. L’immaginazione stessa rifugge dall’idea di due vecchi rugosi e rinsecchiti che se la spassano con l’aiuto di lubrificanti. Il sesso è la sola cosa che viene in mente a tutti, tanto siamo posseduti da quest’unico concetto riguardo ai rapporti tra le persone.

La riflessione della protagonista – e naturalmente dell’autrice – è tutta incentrata sul tempo e sul modo che abbiamo di viverlo e sfruttarlo, che è uno dei temi che interessano tantissimo anche me. Nello specifico qui ci si chiede se dopo una certa età si smetta di vivere davvero anche se il nostro corpo è ormai troppo vecchio. Ci si può ancora innamorare anche se ci resta poco tempo? E com’è innamorarsi da vecchi? Com’è la vita quando tutto ciò che hai sempre avuto si va sgretolando davanti ai tuoi occhi, quando i tuoi amici e coetanei iniziano a morire uno dopo l’altro e il tuo mondo perde pezzi? Il tempo non lo possiamo fermare, ma possiamo riempirlo delle cose che più ci fanno star bene, possiamo scandirlo – come la protagonista del libro – appuntando su un’agenda le cose più belle che ci accadono e gli eventi più importanti a cui assistiamo.

E breve è anche il tempo che ci mettiamo a leggere la storia della Thoroddsen, raccontata con grande sensibilità ma anche con uno sguardo lucido e disincantato sui temi trattati. In un primo momento ci si potrebbe chiedere se sia così breve perché la si narra troppo velocemente, in maniera frettolosa. In realtà, mi viene da pensare che questo libro lo si legga in un soffio perché rappresenta alla perfezione ciò di cui tratta: il tempo che ci rimane “alla fine” di una vita, che può essere poco, quando pensiamo di avere qualcosa tra le mani ma dobbiamo sapere che già il giorno dopo potrebbe non esserci più. Un voler godere della propria esistenza anche quando la società ti fa pensare di essere troppo vecchio e di doverti, quindi, fare da parte (magari dietro un doppio vetro). Sicuramente è un’inno alla vita, ai sentimenti e alle emozioni che non sfioriscono insieme al corpo, ma anzi vanno coltivate sempre e comunque.

Buona lettura e ancora tanti auguri!

Titolo: Doppio vetro
Autore: Halldóra Thoroddsen
Traduttore: Silvia Cosimini
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 24 aprile 2019
Pagine: 106
Prezzo: 15 €
Editore: Iperborea


Halldóra Thoroddsen – è nata nel 1950 e vive a Reykjavík. Scrittrice e poetessa, ha lavorato come insegnante, grafica e direttore dei programmi della radio islandese. Scrive poesie, racconti, sceneggiature e romanzi. In corso di pubblicazione in dieci paesi europei, Doppio vetro è il suo primo romanzo a essere tradotto in Italia e ha ricevuto il Premio della Letteratura Europea e il Premio della letteratura femminile islandese.

2 pensieri su “Doppio vetro | Halldóra Thoroddsen

  1. rodixidor ha detto:

    Naturalmente sono arrivato alla fine, le tue recensioni sono sempre molto interessanti.
    Per Natale ho ricevuto in dono: John William Stoner. Non conoscevo l’autore, nè il romanzo, ha una bella prosa, mi sta prendendo.
    Auguri a Te Valentina per un 2020 felice 🙂

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