I fiori del deserto | Riccardo Villanti

Lo scorso 20 dicembre è uscito per la casa editrice Scatole Parlanti I fiori del deserto, l’esordio narrativo di Riccardo Villanti, architetto palermitano classe ’88. L’influenza che la sua professione, che è anche e soprattutto una passione, emerge chiaramente nell’ambientazione del romanzo, una villa che non è solo il luogo in cui si svolge gran parte della vicenda, ma essa stessa protagonista principale della storia. Questa enorme residenza nobiliare – di cui molte sono le descrizioni dettagliate tra le pagine – apparteneva a delle persone di alto rango i cui discendenti hanno sperperato tutto il patrimonio; dopo essere finita a un’asta giudiziaria, viene acquistata dal dottor Grant che con la moglie decide di creare lì un centro di recupero e di aiuto psichiatrico per persone che sono arrivate a toccare il fondo nella loro vita, specialmente la loro figlia Lucy, una ragazzina che a un certo punto della sua infanzia precipita nel buco nero della sua mente. E tutto sotto la direzione della dottoressa Moran, una giovane e brillante psicanalista che con i suoi metodi più gentili e innovativi conquista da subito i Grant.

All’interno di questa villa i personaggi che s’incontrano sono tanti e tutti con un passato difficile da cui staccarsi per andare avanti. Quello che spicca fra tutti, e che dovrebbe essere il protagonista, è Jeff Carter, uno scrittore che ancora credere di vedere un certo Weimar, un uomo che sembra essere la causa principale del suo malessere o che almeno è coinvolto nella sua rovina psicologica, una visione che dovrà imparare ad abbandonare. Con lui l’infermiera Anne, salvata dalla stessa Moran dalla miseria tempo prima; Cougan, che guarisce la mente con la sua arte in cucina; Antoine, inserviente che nel tempo libero fa lo spacciatore; ma anche Lucy Grant, con i suoi spettacoli teatrali e le tante attività di gruppo del centro.

Pensò dopo tanto tempo al deserto e al fatto che la vita è tanto potente che può attecchire ovunque, è un seme che si anima quando è il momento giusto, quando trova terreno fertile intorno a sé, anche quando sembra inadatto. 
Attecchisce con forza, radicandosi dove sembrerebbe non esserci la possibilità, anche quando tutto sembrerebbe urlare il contrario.
Come accade per quei particolari fiori che sopravvivono nel deserto.

Ogni capitolo affronta la storia di uno dei personaggi, quindi c’è un continuo cambio di prospettiva che ci dà l’idea che stiamo andando alla ricerca di elementi per ricostruire il passato di Jeff Carter, mentre gli stacchi fra le vicende di queste persone ci lasciano intendere i nessi che a una prima occhiata potrebbero sfuggire. Sono tutti collegati, non solo fra loro ma anche alla villa in cui si trovano, un luogo che – con le sue vetrate, i suoi giardini, la sua architettura imponente e armoniosa – è isolato nel tempo e nello spazio (non sono ben precisate le coordinate spazio-temporali della storia) e rappresenta per tutti un’oasi di pace nel deserto in cui può spesso trasformarsi l’esistenza umana. Quel deserto in cui, però, a volte sboccia un fiore, a voler simboleggiare che la vita (o meglio, la voglia di vivere) è più forte di qualsiasi altra cosa e vuole rinascere anche in condizioni che non lo permettono.

Si avverte fra le righe la forza d’attrazione della grande villa nei confronti di tutte queste persone che in un modo o nell’altro arrivano lì e si rendono conto che è un luogo di purificazione e di guarigione, un posto giusto e felice. Ma la rinascita è possibile quando si è caduti troppo in basso o a volte è solo un’illusione?

Buona lettura!

Titolo: I fiori del deserto
Autore: Riccardo Villanti
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 20 dicembre 2019
Pagine: 100
Prezzo: 13 €
Editore: Scatole Parlanti

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