Senza | Massimo Cracco

I pezzi deboli sprofondano nelle loro nature,
quelli forti galleggiano inalandole;
la battaglia quotidiana è fatta di fiutate reciproche,
l’alfiere mangia la pedina solo se le annusa addosso la paura.

 

Chloe Jennings-White

Esiste un disturbo psichico chiamato BIID (Body Integrity Identity Disorder) che ricorda lontanamente la disforia di genere, ma che non ha nulla a che vedere con i caratteri sessuali dell’individuo. Le due condizioni psicologiche hanno in comune il fatto che la persona non si riconosce nel corpo in cui vive, si sente in trappola in un corpo che non sente e non vede come suo. Nel BIID il disagio è legato all’integrità fisica e al fatto che l’individuo invece sente che il corpo che desidera è amputato, menomato, quindi moltissime delle persone che ne soffrono si provocano incidenti per farsi male e tagliar via quelle parti che non vogliono. Più o meno celebre è il caso di Chloe Jennings-White, una ricercatrice dell’università di Cambridge che vorrebbe vivere la vita in carrozzina e dichiara che questo desiderio le è nato quando aveva quattro anni e ha visto la zia che usava le stampelle. Ha cercato ripetutamente di farsi male per provocarsi l’handicap ma non ci è riuscita; nel 2010 si è messa in contatto con un medico che avrebbe potuto provocarle la rescissione dei nervi sciatico e femorale, ma non ha potuto effettuare l’operazione perché troppo costosa. L’unica cosa che ha potuto fare è continuare a vivere la sua vita sulla sedia a rotelle anche se non ne ha bisogno.

Da queste premesse parte Senza, il romanzo di Massimo Cracco uscito il 6 febbraio per Autori Riuniti. Il protagonista, Paolo, viene a sapere da piccolo della storia di Chloe Jennings e decide che anche lui vuole vivere senza le gambe. Cerca di farsi male, finisce anche in ospedale, ma le gambe continuano a funzionargli, quindi molto spesso le lega con delle fasce e si sposta sulla sedia a rotelle non usandole. Non ha altri interessi nella vita, la madre muore, il fratello rincorre una normale carriera e il padre a un certo punto si stanca di mantenerlo, quindi prima lo spinge a cercarsi un lavoro, poi lo lascia a vivere da solo e alla fine vende anche la casa. Paolo è attratto dall’handicap, è il sogno della sua vita, quando si intrattiene con Cristina lega le gambe anche a lei, ma purtroppo la donna ha un carattere molto debole e pensa che lui lo faccia perché i suoi arti inferiori sono brutti, così dopo una liposuzione andata male si suicida. Ovviamente le indagini si concentrano, fra gli altri, su Paolo che potrebbe averla spinta al tragico atto. Ma il protagonista si trova sommerso da altre magagne, perché finisce in mezzo alle indagini per un rogo in una discoteca da parte di un’organizzazione neonazista in cui sono coinvolti il fratello e il compagno della sua ex fidanzata e vicina di casa, Francesca: nella sua cantina hanno trovato un plico in cui si progettava un’aggressione a un prete.

Vorrei starmene per i fatti miei, bruciare la tv, sono una membrana trasparente incapace di accettare il male che mi passa come un batterio, non ho anticorpi, ogni giorno la televisione racconta che qualcuno si è trasformato in un perdente, i miei compagni di scuola si allenano a vincere, io non voglio entrare in nessun gioco regolato da sconfitte e da vittorie, non sono adatto, la mia ripugnanza per le forme di agonismo mi esclude.

A noi che non soffriamo di questa condizione psicologica così particolare tutta questa storia risulta per forza disturbante; la vicenda di un uomo che rifiuta una parte del suo corpo al punto da volersela fare amputare appare inaccettabile a noi come alla maggior parte dei personaggi del libro. I genitori di Paolo, quando è piccolo, pensano di farlo vedere da uno psicologo, ma rinunciano quando capiscono che dovrebbe andarci tutta la famiglia, credono all’improvviso che non sia il caso. La famiglia lo allontana, amici non ne ha mai avuti troppi, i colleghi – quando svolge qualche lavoro – lo tengono a distanza e il mondo circostante lo tratta come un matto. Gli unici che lo comprendono sono Alberto, un anestesista che però lavora solo in circostanze misteriose e affari loschi, e che spaccia anche, e un gruppo di persone affette da BIID a cui si unisce per andare a un incontro con Chloe Jennings (che, nel romanzo però, a differenza che nella realtà, è riuscita a farsi lesionare i nervi per perdere l’uso delle gambe). Ed è proprio a quell’incontro che la vita di Paolo cambia radicalmente.

Nonostante tutto ciò possa sembra al di fuori di ogni logica – a meno che ovviamente non la si guardi da un punto di vista clinico – Paolo racconta la sua storia in maniera lucida e noi che leggiamo arriviamo anche a comprendere i suoi desideri e patimenti. È l’esempio perfetto di individuo strano che viene rifiutato, allontanato, trasformato in reietto dalla società e poi convertito addirittura in capro espiatorio di tutti i mali del mondo. È il debole che viene ingannato e poi messo alla gogna. Tutto il romanzo è un crescendo di stati d’ansia per capire se alla fine il protagonista riuscirà ad esaudire il suo desiderio e a farsi amputare quelle gambe che fin da piccolo ha odiato, diventa una vera e propria discesa agli inferi, dato che da persona comune, come tante altre, Paolo finisce nel marciume, insieme ad altri reietti che vivono nell’ombra ma anche in quel marcio che si manifesta alla luce del sole. Sembra una vera e propria caduta, ma il sospetto che in realtà sia una liberazione da una società ipocrita e fasulla (in questo caso quella di qualche decennio fa) ci accompagna per tutta la lettura.

Senza è la storia di un uomo votato al nulla, che vuole solamente rimanere seduto sulla carrozzina a guardare il mondo dalla finestra e approfondire la conoscenza del nazismo (perché prova sdegno, dice lui) e delle amputazioni chirurgiche. Non vuole partecipare alla lotta quotidiana della vita, è come se l’avere le gambe lo costringesse in qualche modo a esserci, l’unico modo per restare in disparte è liberarsene, al contrario di ogni altro essere umano invece di evolvere involve. Ma cosa si può diventare andando sempre più indietro?

Questo è un romanzo notevole, non perdetevelo.
Buona lettura!

Titolo: Senza
Autore: Massimo Cracco
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 6 febbraio 2020
Pagine: 228
Prezzo: 15 €
Editore: Autori Riuniti

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