Non parlare | Uzodinma Iweala

No, sul serio,
volete starvene lì seduti, ridere e distrarvi
perché siete convinti che niente di tutto questo vi riguardi?

~

41Cnxaj+ppLNon parlare (Speak No Evil) è un romanzo di Uzodinma Iweala uscito il 6 maggio per Nua Edizioni nella traduzione di Emanuela Piasentini e Chiara Messina. È il secondo libro dell’autore americano di origini nigeriane e la storia raccontata colpisce per la sua forza. Le vicende che si intrecciano sono due, quella di Niru e quella di Meredith, che vivono entrambi a Washington. Lui ha origini nigeriane, ed è un ragazzo bravo negli studi, una promessa dello sport, il classico tipo che finita la scuola andrà a Harvard; la sua è una famiglia agiata, la madre è un medico, il padre ha pure un lavoro di tutto rispetto, ma avendo la pelle scura hanno incontrato alcune difficoltà perché il razzismo è duro a morire, e sono molto legati alla Nigeria, il luogo dove ci sono le loro radici e dove, almeno per il padre, il mondo non si è modernizzato così tanto da intaccare la rispettabilità o l’assennatezza delle persone. Anche Meredith ha una famiglia benestante, di quelle molto attente alle apparenze e meno alla sostanza delle cose. I due ragazzi sono in una fase della vita molto difficile, sono vicini alla fine dell’adolescenza e devono affrontare i propri problemi. Quello di Niru, però, sembra avere un peso maggiore: capisce di essere gay, cosa che per i genitori nigeriani, con una mentalità molto conservatrice e, perché no, antiquata, è quasi un abominio. L’unica a conoscere questo segreto è proprio Meredith, la sua migliore amica, quella che aveva sempre pensato che tra loro due un giorno sarebbe nato qualcosa, e che deve accettare la realtà dei fatti. Ma tutto cambierà davvero quando a scoprire la verità sarà il padre di Niru, e le conseguenze di tutto ciò saranno terribili.

Uzodinma Iweala, che aveva già avuto un grande successo con Bestie senza una patria, pubblicato da Einaudi e da cui è stato tratto un film interpretato da Idris Elba, tratta temi che non sono importanti solo in generale, ma che lo sono soprattutto adesso, alla luce dei fatti dell’ultimo anno. Primo fra tutti il razzismo, quello che sta nei fatti più che nelle parole, quello per cui magari non si dicono parole sbagliate, ma nel momento in cui c’è un problema il colpevole è sempre quello che ha la pelle scura, anche se è un ragazzo modello, una bambina di otto anni o uno che sta solo andando a fare la spesa. Niru è quindi diverso dalla gente accanto a cui vive le sue giornate, ma lo è doppiamente perché è anche omosessuale, sebbene non possa permettersi di far sentire la propria voce, di esprimersi come vorrebbe, e anzi viene riportato in Nigeria per essere “aggiustato”.

Ma si parla anche di lutto, di sogni infranti, del senso di famiglia, tutte cose che riguardano più Meredith e il suo rapporto con i genitori, più impegnati a guardare fuori casa che dentro. La storia inizia a essere raccontata dal punto di vista della ragazza quando a metà del libro c’è un evento particolare che taglia tutta la vicenda in due parti. Ci sono, quindi, un prima e un dopo, ed è nel dopo che tutti i particolari del prima acquistano più senso. Primo fra tutti, l’allontanamento dei due ragazzi.

Abbiamo già detto che questo romanzo racconta qualcosa di molto attuale e si spera che raggiunga tante persone, anche perché oltre a tutti i motivi per cui penso che sia una storia bella e potente, bisogna dire anche che leggendo alla fine si intravede una speranza, una luce che fa pensare che non tutto è perduto e che sicuramente prima o poi un altro Niru sarà più fortunato di quello che l’autore racconta in questo libro.

Buona lettura!

Titolo: Non parlare
Autore: Uzodinma Iweala
Traduttore: Chiara Messina, Emanuela Piasentini
Genere: Romanzo
Data di pubblicazione: 6 maggio 2021
Pagine: 250
Prezzo: 16,50 €
Editore: Nua

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