La valigia del blogger: quali libri porto in vacanza

Ogni anno per tantissimi lettori si pone il problema di scegliere quali libri portare in vacanza, ma per me la situazione è un po’ diversa. Se è vero che ho tantissimi volumi che si accumulano durante l’inverno (compresi quelli in digitale), bisogna considerare che l’estate non la passo molto lontano, ma mi limito a spostarmi di qualche chilometro, verso la zona “balneare” di Palermo. Per questo motivo i libri che devo ancora leggere posso benissimo portarli tutti con me, ma dato che Goodbook mi ha chiesto di parlarvi della lista dei 5 libri che porto in valigia, ne ho scelto solo qualcuno, nello specifico quelli che leggerò sicuramente (perché poi si sa, mai fare programmi, potrebbe anche cambiare tutto).

Moby Dick – Herman Melville (Feltrinelli)

Moby Dick è un libro che volevo leggere da tantissimo tempo e nell’ultimo periodo mi ricicciava fuori in continuazione da altri testi, come se volesse dirmi che era arrivato il suo momento. C’erano varie edizioni (tra cui una meravigliosa con le illustrazioni) ma alla fine ho scelto l’economica Feltrinelli, più che altro perché di libri ne compro a vagonate, quindi se posso risparmiare qualche euro, senza però rinunciare alla qualità, lo faccio volentieri. Ma parliamo di qualche euro che userò per acquistare altri libri ancora, quindi non è poi una gran soluzione.
Comunque, dato che sarò al mare in questi mesi caldi, la scelta di tuffarmi nella storia di una (anzi della) balena mi sembra più che azzeccata.

Overlove – Alessandra Minervini (LiberAria)

Overlove è un libro che ho comprato a Una marina di libri perché volevo conoscere meglio la casa editrice LiberAria. È il romanzo d’esordio di Alessandra Minervini e affronta il tema dell’amore extraconiugale; ci si chiede cosa si sia disposti a fare per amore, e la risposta è che ci si può anche lasciare. Immagino che sicuramente sarà una lettura più leggera rispetto alla balena, ma sono certa che troverò parecchi spunti di riflessione dato che non cadremo nel banale.

Atonement (Espiazione) – Ian McEwan (Vintage Books in lingua originale, Einaudi in italiano)

Atonement è un libro che ho comprato qualche anno fa e che ogni estate mi porto dietro. Non l’ho ancora letto, ma adesso sembra che sia arrivato il suo momento. L’ho acquistato in inglese perché McEwan in italiano l’ho già conosciuto, ma voglio scoprire il suo stile in lingue originale (e poi essendo una traduttrice è sempre un ottimo esercizio, no?). Il film sono anni che tento di evitarlo con ottimi risultati, quindi quando avrò finito il libro finalmente lo vedrò. Ma non raccontatemi nulla!

Lasciar andare – Philip Roth (Einaudi)

Di Philip Roth avevo letto solo Lamento di Portnoy e non mi era piaciuto poi tanto, ma lo scorso ottobre ho comprato all’aeroporto di Pisa Pastorale Americana, che ho amato alla follia. Per questo (e per l’entusiasmo travolgente di altri amici lettori) ho deciso di continuare a conoscere meglio questo autore che tutti pensano debba vincere il Nobel prima o poi, e ho preso Lasciar andare. Ora sembra che io sia attratta dai libroni, ma in estate va così, non m’interessano le robe leggere, sono più rilassata e quindi anche più concentrata e reattiva, avendo più tempo a disposizione.

M*A*S*H – Richard Hooker (SUR)

Anche questo è stato comprato a Una marina di libri, il festival letterario che si è svolto a Palermo nella prima parte di giugno. Ne avevo sentito parlare qualche mese prima, quando erano venuti gli editori stessi a parlare della casa editrice SUR, e lo avevo segnato sulla mia wishlist. E anche da questo – leggo – è stato tratto un film di successo (e anche un telefilm). È un romanzo “scatenato e irriverente” sulle avventure di tre giovani medici militari che lavorano in un ospedale da campo. Mi aveva incuriosito molto, ma ne saprò parlare meglio quando lo avrò terminato.

Ma come ho già detto, ci saranno molti altri libri che leggerò, tra cui un Hemingway, che è sempre nel mio cuore e mi guarda da un po’ languido dallo scaffale. Voi che cosa avete portato in valigia?
Buone letture!

2016 in books

Eccoci arrivati al nuovo anno! Avete passato bene le feste fino ad ora? Avete ricevuto libri per Natale? Ditemi, ditemi. A me un’amica ha regalato Cuore di tenebra di Conrad in versione Ro.Ro.Ro – praticamente le edizioni Clichy hanno stampato alcuni romanzi non come se fossero libri, ma sotto forma di giornale. Poi ricordate l’evento bellissimo che ha organizzato la mia libreria di fiducia? Ecco, il libro misterioso che il caso mi ha assegnato è Oggi disegneremo la morte di W. L. Tochman, che sto già leggendo e vi racconterò nei prossimi giorni; per il momento vi dico solo che avevo bisogno di un libro forte e l’ho avuto. Ma di romanzi ne ho anche regalati: alla mia carissima amica (quella che mi ha fatto il regalo di cui sopra) ho preso Stoner di John Williams (Fazi), un romanzo che io ho amato follemente e che spero possa amare anche lei, e a mia madre – che non è una mangialibri come me ma ogni tanto si lascia prendere – Benedizione e Canto della pianura di Kent Haruf (NN editore). Sì, solo i primi due perché Crepuscolo ce l’avevamo già cartaceo (gli altri li avevo letti in ebook). Pare che Benedizione l’abbia già conquistata.
Buoni propositi non ne abbiamo, a parte quello di evitare di prendere sòle. Quest’anno sono stata già molto più selettiva dei precedenti, posso solo migliorare, perché voglio dedicarmi solo a letture strepitose, niente baggianate adesso. Ma la fregatura è sempre dietro l’angolo, quindi bisogna stare attenti.

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Nell’anno che si è appena concluso ho letto 86 titoli, meglio dell’anno scorso, in cui ero arrivata a 73. E ho macinato almeno tremila pagine in più. Ma ecco, ho letto davvero di più perché mi sono dedicata anche a romanzi molto lunghi, non sono tutti libriccini.
In questo 2017 voglio affrontare libri che ho tenuto fino a questo momento da parte e rileggerne altri che mi hanno già colpito molto e che ho necessità di riprendere. Dovrò dedicarmi al Purgatorio, perché il 2016 è stato l’anno dell’Inferno dantesco, e chissà, magari leggere anche I promessi sposi, le novelle di Verga o di Pirandello (che tengo da parte perché a scuola mi sono state imposte e sento il bisogno di tornarci da sola).
Comunque, avremo tantissimi nuovi libri da affrontare insieme, anche per quanto riguarda #LeggoNobel, il progetto che mi dà molte soddisfazioni!

Ho abbandonato un solo libro: Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci. Io proprio non ce l’ho fatta. Non sto dicendo che sia brutto, perché raramente mi trovo a dire cose del genere, ben sapendo che tutto è soggettivo, ma forse non faceva per me.
Qui di seguito vi riporto tutta la lista dei libri letti quest’anno (in cui non ho inserito I capelli di Harold Roux, che ho messo da parte per il momento) in cui vi segnalo i migliori dieci. Sottolineo che quelli non evidenziati mi sono piaciuti pure molto, ma quelli in grassetto mi hanno toccato il cuore.
Innanzitutto Diego De Silva è stato una piacevole scoperta, Terapia di coppia per amanti è un libro divertentissimo che analizza il rapporto tra due amanti momentaneamente in crisi e che, se ne avete bisogno, vi farà fare tante risate. Ruggine, di Anna Luisa Pignatelli, invece, è un breve romanzo che mi ha fatta innamorare e che ho consigliato a tutti – e ho fatto bene perché lo hanno adorato quanto me -, ma non leggetelo se vi dedicate solo a cose allegre, perché è parecchio triste. Per questo mi è rimasto nel cuore. Kent Haruf lo trovate menzionato una volta sola, ma in rappresentanza di tutta la Trilogia della pianura; col suo stile asciutto ma coinvolgente, questo autore mi ha fatta sorridere, piangere e arrivare addirittura ai singhiozzi (io, che di solito ho bisogno di roba forte per reagire). I tre libri sono accomunati da qualche personaggio e dalla stessa ambientazione, la polverosa cittadina di Holt, in Colorado, sfondo di tante vicende ordinarie ma allo stesso tempo non eclatanti. Poi c’è Buzzati, ma perché l’ho letto solo adesso? Un amore è stato la scintilla che mi ha steso, mi ha fatto capire che questo autore lo amerò molto anche con altre sue opere. Neve, cane, piede di Claudio Morandini è un altro libro che vi consiglio vivamente di leggere; è la storia di un uomo avanti negli anni che vive, solitario, in un pizzo di montagna e non ci sta più tanto con la testa, proprio a causa della solitudine che lo ha ridotto così. Un romanzo che appassiona, perché non si può fare a meno di mettersi nei panni del protagonista e provare sulla propria pelle la sua confusione.
Altra saga a cui mi sono appassionata: I Cazalet, di Elizabeth Jane Howard, di cui ho letto solo i primi tre volumi pubblicati finora in Italia. È la storia di una famiglia inglese dall’inizio del Novecento in poi, raccontata con grande delicatezza e incisività da un’autrice di cui prima o poi leggerò tutto. Le serenate del Ciclone, un romanzo di Romana Petri che ho letto quando ho fatto parte della giuria dei lettori forti per l’assegnazione del premio SuperMondello e che ho letteralmente adorato; l’autrice parla di suo padre, Mario Petri, e analizza il suo rapporto con lui. Ma ho letto anche molti racconti, tra cui Il paradiso degli animali di David James Poissant, che ho anche incontrato di persona e ho scoperto essere una persona simpaticissima. Non poteva mancare una biografia su Hemingway, Hemingway in love. His own story, in cui Hotchner, come in una chiacchierata fra amici durata anni, si fa raccontare da Ernest il suo rapporto con le quattro mogli e di quale di queste fosse realmente innamorato. Infine Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro, con cui ho chiuso il 2016, un libro delicato ma che fa riflettere tantissimo sui muri che ci costruiamo da soli e sulle occasioni perse.

  1. I tre moschettieri di Alexandre Dumas
  2. Il libro della giungla di Rudyard Kipling
  3. Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes
  4. L’accademia dei sogni di William Gibson
  5. Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva
  6. Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
  7. Storie della guerra di Spagna. La quinta colonna di Ernest Hemingway
  8. Macbeth di William Shakespeare
  9. Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey
  10. Amleto di William Shakespeare
  11. Troppa felicità di Alice Munro
  12. Mancarsi di Diego De Silva
  13. Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marías
  14. I gatti non hanno nome di Rita Indiana
  15. Historias de cronopios y de famas di Julio Cortázar
  16. Ruggine di Anna Luisa Pignatelli
  17. La sorella cattiva di Véronique Ovaldé
  18. Fontamara di Ignazio Silone
  19. Bella era bella, morta era morta di Rosa Mogliasso
  20. La metà di niente di Catherine Dunne
  21. Lo straniero di Albert Camus
  22. Il sesto giorno di Rosanna Rubino
  23. Io sono Kurt di Paolo Restuccia
  24. La scomparsa di Patò di Andrea Camilleri
  25. Benedizione di Kent Haruf
  26. Maestro Utrecht di Davide Longo
  27. Premessa per un addio di Gian Luca Favetto
  28. Nudi e crudi di Alan Bennett
  29. L’offesa di Ricardo Menéndez Salmón
  30. L’Inferno di Dante Alighieri
  31. Il professore di Charlotte Brontë
  32. Auto da fé di Elias Canetti
  33. Le cose dell’orologio di Mario Borghi
  34. Canto della pianura di Kent Haruf
  35. Un amore di Salinger di Frédéric Beigbeder
  36. Azione e reazione di Marco Malvaldi
  37. Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau. Riflessioni sul suicidio di Madame de Staël, a cura di Livio Ghersi
  38. La leggenda di Redenta Tiria di Salvatore Niffoi
  39. Crepuscolo di Kent Haruf
  40. Un amore di Dino Buzzati
  41. Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Roy Lewis
  42. All my puny sorrows di Miriam Toews
  43. Le cose che restano di Jenny Offill
  44. La provincia dell’uomo di Elias Canetti
  45. Il gatto venuto dal cielo di Hiraide Takashi
  46. In cammino con Stevenson di Tino Franza
  47. Il telefono senza fili di Marco Malvaldi
  48. Il gioco del panino di Alan Bennett
  49. Bellezza e tristezza di Yasunari Kawabata
  50. Sul soffitto di Éric Chevillard
  51. Come ti scopro l’America di Emanuela Crosetti
  52. Sono Dio di Giacomo Sartori
  53. Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci (ABBANDONATO)
  54. Senza pelle di Nell Zink
  55. Dalle rovine di Luciano Funetta
  56. La casa delle belle addormentate di Yasunari Kawabata
  57. Baudolino di Umberto Eco
  58. Neve, cane, piede di Claudio Morandini
  59. La solitudine del lupo di Jodi Picoult
  60. I quarantanove racconti di Ernest Hemingway
  61. Gli anni della leggerezza (La saga dei Cazalet vol. 1) di Elizabeth Jane Howard
  62. Luce perfetta (Trilogia dei Chironi vol. 3) di Marcello Fois
  63. Il tempo dell’attesa (La saga dei Cazalet vol. 2) di Elizabeth Jane Howard
  64. Le serenate del ciclone di Romana Petri
  65. Il paradiso degli animali di David James Poissant
  66. Fervore di Emanuele Tonon
  67. L’urlo e il furore di William Faulkner
  68. Italia di Fabio Massimo Franceschelli
  69. Il gioco del mondo di Julio Cortázar
  70. Savage Lane di Jason Starr
  71. Confusione (La saga dei Cazalet vol. 3) di Elizabeth Jane Howard
  72. Stirpe (Trilogia dei Chironi vol. 1) di Marcello Fois
  73. Hemingway in love. His own story di A. E. Hotchner
  74. Faber di Tristan Garcia
  75. Artico nero di Matteo Meschiari
  76. Sylvia di Leonard Michaels
  77. Essere senza destino di Imre Kertész
  78. Piccola osteria senza parole di Massimo Cuomo
  79. Devadasi di Daniela Bevilacqua
  80. Oggetti solidi di Virginia Woolf
  81. Kambo e Iboga di Giovanni Lattanzi
  82. La femmina nuda di Elena Stancanelli
  83. Il libro di Natale di Selma Lagerlöf
  84. Applausi a scena vuota di David Grossman 
  85. Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro

Buone letture e buon 2017 a tutti, amici!

#neilibrilamiastoria | “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas padre

Aderisco anch’io a #neilibrilamiastoria, la bella campagna di settembre GoodBook.it, e invito anche voi a farlo sul vostro blog se vi va. Si tratta di descrivere con tre aggettivi un libro che vi rappresenta o che vi piace in particolar modo, spiegare perché avete scelto queste tre parole e fare una brevissima recensione del testo in questione (potete prendere esempio da quello che sto per fare io). E usare l’hashtag, ovviamente! Per quanto mi riguarda, il mio libro del cuore è Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre, di cui ho già parlato per esteso tempo fa qui, ma di cui adesso devo ciarlare in maniera più concisa.

Imponente, elegante, perfetto

2855942-9788817063364Ricordo che fin dalla più tenera infanzia guardavo le miniserie e i film ispirati al Conte, in particolare ho sempre adorato in maniera folle quello con Depardieu, ma a un certo punto ho capito che vederlo in tv non mi bastava, volevo leggere il libro da cui era tratto, perché ero sicura che sarebbe stata un’impresa titanica ma estremamente soddisfacente. E così è stato, quando un paio d’anni fa ho letto questo tomo gigante in pochissimi giorni. Edmond Dantès è un uomo che non può non entrare nel cuore di ogni lettore, un uomo che all’inizio della storia viene tolto di mezzo perché considerato scomodo da altri personaggi, ma che capisce che la vendetta è un piatto che va servito freddo. Edmond ha la fortuna di incontrare in prigione un vecchio abate che in punto di morte gli mette a disposizione una grande fortuna che lui farà fruttare, con la quale studierà, si migliorerà e si ripresenterà al mondo come conte di Montecristo. Nessuno lo (ri)conosce, ma con la sua astuzia e i suoi mezzi riuscirà ad elaborare la sua vendetta.
È un libro imponente perché le pagine sono tante, adesso posso dirvi che oscillano tra le 800 e le 1250 circa, a seconda delle edizioni, ma la mole non deve spaventare, non è un mattone. È elegante perché Dumas racconta la grande sfida tra bene e male con uno stile unico, che non esisterà mai più. Infine, è perfetto perché non potrebbe essere migliore di com’è, non è uno di quei libri pieni di pagine che potrebbero essere tolte, ogni pagina è necessaria, ogni storia viene conclusa e ogni personaggio, nel bene e nel male, ha ciò che si merita.
Il conte di Montecristo mi ha stregato, per questo motivo lo considero il mio libro del cuore, il più bello che abbia mai letto, e lo consiglio vivamente a tutti.

E il vostro libro del cuore qual è?

Liebster Award 2016

LiebsterAwardCari lettori, oggi non parliamo di alcun libro in particolare ma di un po’ di frivolezze, che in estate non guastano mai. Pochi giorni fa sono stata nominata per il Liebster Blog Award, una sorta di piccolo riconoscimento da parte di amici blogger che mi seguono e che hanno trovato interessante questo mio piccolo spazio libresco. Ringrazio nell’ordine in cui mi hanno nominata Elena di Io e Pepe (e libri e altro), Simona di Letture sconclusionate ed Elisa di Odor di gelsomino e vi spiego un po’ in cosa consiste questo Liebster che permette di far conoscere altri siti belli e stimolanti ad utenti che potrebbero trovarli interessanti. Facciamo circolare idee e soprattutto libri!
Le regole sono queste:
– ringraziare il blog che ti ha nominato ed assegnato il premio, linkando il suo blog nel post;
– inserire il “widget” o “gadget” del premio nel post;
– rispondere alle domande che il blogger ti ha posto;
– formulare 11 domande per gli 11 candidati che hai menzionato;
– informare i blogger del premio assegnato;
– indicare le regole.

Posto che tre di queste cose già le abbiamo fatte, adesso passo a rispondere a tutte (ma proprio tutte) le domande che queste amiche mi hanno fatto.

Le domande di Elena
1 Qual è il libro che stai leggendo? Sto leggendo quattro libri in realtà, tre un pezzetto alla volta (L’Inferno di Dante, La provincia dell’uomo di Elias Canetti e I quarantanove racconti di Hemingway) e uno in maniera continuativa (Gli anni della leggerezza, il primo capitolo della saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard).
2 Quando hai pensato di aprire un blog e perché? Scrivevo brevissime recensioni su un altro blog tempo fa, quando poi sono entrata nel team di Leggeremania.it con cui ho collaborato per un po’. Poi ho deciso di aprirne uno tutto mio perché ho capito che mi piaceva di più fare le cose da sola, è stato circa tre anni fa che è nata La Biblioteca di Babele.
3 Qual è il primo libro che ricordi di aver letto? Favole al telefono di Gianni Rodari, alla scuola elementare. Alice Cascherina rimarrà per sempre un grande personaggio della mia infanzia.
4 C’è un libro in particolare a cui leghi dei ricordi speciali? Sì, Fiesta di Hemingway, per la persona che me lo ha regalato e la dedica che c’è dentro.
5 La tua citazione preferita? “Non voglio che la gente sia troppo simpatica: questo mi risparmia il disturbo di volerle molto bene.” (Jane Austen, Lettere)
6 Qual è il criterio con cui ordini la libreria di casa? Nessuno in particolare, dove c’è spazio infilo un libro, anche se ho iniziato a sistemare alcune parti per editore.
7 Come consideri l’esperienza del tuo blog? Molto stimolante, almeno per me, non so se è lo stesso per chi mi legge. Mi ha permesso e mi permette continuamente di conoscere un sacco di bella gente e di scoprire tanta bella letteratura.
8 Cosa ti piace fare, oltre a curare il tuo blog? Amo moltissimo fare sport, passare il tempo coi miei gatti e cucinare. Sono cose che mi fanno davvero stare bene.
9 Qual è il tuo “luogo dell’anima”, se ne hai uno? È un luogo fisico, si trova nella provincia di Siena.
10 Hai esperienze di social reading? Se sì, quali? Sì, ho partecipato qualche volta a TwLetteratura, al gruppo di lettura Scratch Readers, ho fatto qualche lettura condivisa e ho creato insieme ad Elena il gruppo di lettura su Facebook LeggoNobel per la lettura dei premi Nobel.
11 Che tipo di musica ascolti? Metti il link a un brano musicale che ti piace in modo particolare. Queen – Bohemian Rhapsody (Live At Wembley Stadium, Saturday 12 July 1986)

Le domande di Simona
1) Cosa stai leggendo? Come sopra!
2) Per te qual è la storia d’amore più bella di tutti i tempi e perché? (Puoi citare libri, film ma anche raccontarmi come si sono conosciuti i tuoi nonni…vale tutto :)) Non saprei davvero, forse Anne e Wentworth in Persuasione.
3) Passatempo preferito? Lo sport!
4) Consiglia due libri imperdibili, due libri che secondo te tutti dovrebbero leggere. Stoner di Williams e Il conte di Montecristo di Dumas.
5) A cosa pensi prima di addormentarti? A quello che devo fare l’indomani.
6) Qual è un sogno che vorresti realizzare? Vorrei diventare una traduttrice.
7) Mini-vacanza. qual è un posto in Italia che consiglieresti per trascorrere un bel weekend? La Sicilia, ma è troppo ovvio. La Toscana, dai.
8) Qual è un post del tuo blog che ti piace particolarmente? Linkalo. Uno su David Grossman: https://labibliotecadibabele.wordpress.com/2015/07/23/a-un-cerbiatto-somiglia-il-mio-amore-di-david-grossman/
9) Perché alle persone piace il tuo blog? Ah non saprei proprio, questo dovreste chiederlo a chi mi segue.
10) Hai comprato qualcosa con i saldi? Nulla, sono troppo pigra per andare per negozi.
11) Se potessi migliorare la tua vita cosa sarebbe la prima cosa che cambieresti? Nulla, credo.

Le domande di Elisa
1 Da dove nasce il nome del tuo blog? Da un racconto (che dà il nome alla raccolta) di Borges. Ci ho messo un sacco di tempo a trovarlo.
2 Quale libro avresti voluto scrivere? Il conte di Montecristo, lo trovo magnifico e geniale.
3 Definisciti in un aggettivo. Perfezionista.
4 Linka un post del tuo blog che ti piace particolarmente. Fiesta
5 Qual è il momento della giornata che preferisci per dedicarti alla lettura? Il pomeriggio, dopo pranzo, perché mi piace sfruttare la luce del sole. Detesto accendere la lampada.
6 Un punto di forza ed uno di debolezza del tuo blog. Un punto di forza credo sia che non amo parlare in maniera troppo complicata o atteggiarmi a critico letterario, di non risultare pesante, insomma. Una debolezza è che non seguo sempre tutte le ultime uscite e quindi a volte sono indietro, ma non c’è una tabella di marcia, quindi vado tranquilla.
7 Che cos’è per te la felicità? Poter mangiare migliaia di ciambelle fritte e non ingrassare mai. No, scherzo, per me la felicità è stare serena senza che succeda nulla di brutto.
8 Qual è il libro più bello che hai letto quest’anno? Non lo so, uno tra Benedizione di Haruf e Ruggine della Pignatelli.
9 Quale talento ti piacerebbe possedere? Mi piacerebbe molto saper disegnare.
10 Recensisci “a caldo” o “a freddo”? Quando ho cominciato recensivo a caldo, ora preferisco lasciar decantare le mie impressioni fino a quando non si stabilizzano e posso metterle nero su bianco con più sicurezza.
11 Scrivi ancora a mano? Sì, parecchio.

Adesso mi tocca nominare 11 blog interessanti a cui passare la parola e porre loro le mie 11 domande.

I nominati sono (qualcuno è già stato nominato, ma io voglio comunque farli conoscere ai navigant):

  1. Il giro del mondo attraverso i libri
  2. Impressions chosen from another time
  3. La lettrice rampante
  4. Scratchbook
  5. Recensire il mondo
  6. Librangolo Acuto
  7. Libri in valigia
  8. Non riesco a saziarmi di libri
  9. Interno storie
  10. Nuvole d’inchiostro
  11. La leggivendola

Le mie domande sono queste:

  1. Che libro regaleresti ad una persona per te molto importante?
  2. Qual è l’autore che ti ha emozionato di più incontrare?
  3. Qual è il prossimo autore che vorresti venisse nella tua città?
  4. E quello che avresti voluto come amico?
  5. Perché leggi?
  6. Quali sono per te il libro più sopravvalutato e il più sottovalutato della storia?
  7. Che ne pensi in poche parole della diatriba cartaceo vs. digitale?
  8. I libri che leggi li compri tutti o usufruisci di qualche biblioteca?
  9. Dimmi una storia di cui ti sono piaciuti sia il libro che la trasposizione cinematografica.
  10. Qual è il libro che desideri avere e aspetti che qualcuno ti regali?
  11. Il prossimo libro che leggerai è… ?

Ho fatto il mio dovere. Alla prossima!

2015 in books

Salve a tutti e benvenuti nel nuovo anno! Sarebbe stato bello (e magari anche più opportuno) scrivere questo post due giorni fa ma mi sono lanciata in altre attività e non ho avuto il tempo materiale di mandare avanti questa baracca. Ma raccontatemi qualcosa, avete ricevuto bei libri per Natale? Io due bei romanzi di NN editore di cui vi parlerò più in là, La resistenza del maschio di Elisabetta Bucciarelli e Panorama di Tommaso Pincio. Nel 2015 questo editore è stato una piacevole scoperta con Sembrava una felicità di Jenny Offill, quindi ho voluto approfondire meglio la conoscenza concedendomi altre due storie. Solo due perché se fosse per me comprerei tutti i libri che quotidianamente escono; o meglio, forse non tutti, avete sentito parlare dei libri distillati editi da Centauria? Il concetto del distillato è questo: non avete abbastanza tempo per leggere un libro che magari è un po’ lunghetto? Benissimo, adesso quel libro lo trovate sfoltito, alleggerito delle parti che potevano essere lunghe e noiose, senza che la storia ne risenta. Immaginate un po’ di leggere Lo Hobbit di Tolkien senza tutte quelle infinite camminate e le canzoncine dei protagonisti, vi restano venti pagine belle e buone. Qualcuno mi spieghi il senso di questa scelta editoriale, perché onestamente mi è poco chiaro. Se voglio leggere un libro e non ho molto tempo lo leggo piano piano oppure non lo leggo affatto, perché dovrei leggerne una specie di riassunto? Ad ogni modo, seguiremo queste pubblicazioni per vedere che riscontro avranno tra il pubblico.

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In questo 2015 ho letto 73 libri (Goodreads mi dice così) per un totale di 19.344 pagine. Ho letto un paio di libri in meno rispetto all’anno scorso ma mi sono lanciata alla scoperta di volumoni come Infinite Jest di David Foster Wallace che mi hanno tenuta occupata per un bel po’ di tempo e che valgono almeno quattro volte altri libri più piccoli, questo per dire che non sempre il numero di titoli è indicativo, perché un romanzo può avere duemila o trenta pagine, ma sempre un titolo solo spunta nella lista. A proposito di Infinite Jest devo chiarire qualcosa. Non avete letto la mia recensione per il semplice motivo che non l’ho scritta: la lettura non è stata facile, mi ha mandato il cervello in pappa e mi sono distratta moltissime volte. Definito il più grande romanzo americano, tratta innumerevoli temi e descrive e critica l’America e il mondo moderno attraverso una metafora sulle gerarchie in un’accademia di tennis. Questo solo in soldoni, perché chi di voi lo ha letto saprà che è difficile riassumere in poche righe un volumone del genere, e che, a meno che non si voglia scrivere un trattato di critica letteraria, se ne deve parlare per forza in maniera semplicistica. Non ve ne ho parlato, dicevo, ma sono intenzionata a rileggerlo prima o poi perché sono convinta di non averlo apprezzato come avrei dovuto.

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Sì, ho cercato di farmi dare una zampetta da Mimmina per leggere questo romanzo difficile. Probabilmente lei ci ha capito più di me.

Ho letto una buona dose di libri che mi hanno delusa, compresi i due abbandonati a metà strada La settima onda (seguito di Le ho mai raccontato del vento del nord di Daniel Glattauer) e Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo, ma ho anche scoperto romanzi bellissimi che vi segnalerò nel listone, in cui troverete evidenziati in grassetto i migliori dieci. Quelli di Grossman ovviamente li trovate tutti segnalati perché è un autore che amo in particolar modo e raramente mi delude, ma A un cerbiatto somiglia il mio amore merita una menzione speciale perché in quelle ottocento pagine circa si trova l’intero mondo dei sentimenti umani, ed è un libro particolarmente sentito dall’autore stesso. Ho scoperto, poi Chi manda le onde di Fabio Genovesi, divertente e triste allo stesso tempo, che racconta di come per sentirsi meno soli si debba condividere la propria solitudine con quella di un altro; Follia di Patrick McGrath, osannato da tutti, che mi sono finalmente decisa a leggere e che mi ha presa fin dalla prima riga, una storia di amore e follia che tiene incollati alle pagine; L’uccello dipinto di Jerzy Kosinski, una storia cruda e straziante di un bambino polacco durante la seconda guerra mondiale, che forse è una specie di autobiografia dell’autore; L’importanza di chiamarsi Hemingway di Anthony Burgess, bellissima biografia in chiave un po’ ironica del mio autore del cuore; il piccolissimo Basta poco per sentirsi soli di Grazia Cherchi, che nelle sue poche pagine offre tantissimi spunti di riflessione; Terre selvagge, romanzo di Sebastiano Vassalli, scomparso da pochissimo, che narra della battaglia tra i Romani e i Cimbri. Non trovate evidenziata, ma avrebbe dovuto esserlo, la saga de L’amica geniale di Elena Ferrante, composta da quattro libri davvero coinvolgenti che narrano l’amicizia molto particolare tra Elena e Lila, partite da un rione di Napoli e diventate adulte in un mondo che ha subito tanti, troppi cambiamenti.
Ma ecco la lista (di quasi tutti trovate la recensione scrivendo il titolo nella casella della ricerca sulla barra laterale):

  1. Il canotto insanguinato di Augusto De Angelis
  2. L’eleganza del riccio di Muriel Barbery
  3. Qualcuno con cui correre di David Grossman
  4. I cento libri che rendono più ricca la nostra vita di Piero Dorfles
  5. Marilyn. Gli ultimi tre giorni di Elisabetta Villaggio
  6. Ma le stelle quante sono di Giulia Carcasi
  7. Scrivere una favola (La scuola del racconto)
  8. La strage dei congiuntivi di Massimo Roscia
  9. L’amica geniale di Elena Ferrante
  10. La selva oscura di Francesco Fioretti
  11. L’uomo di Schrödinger di Giovanni Marchese
  12. Cinque stagioni di Abraham Yehoshua
  13. Una questione privata di Beppe Fenoglio
  14. Suite francese di Irène Némirovsky
  15. Precariopoli di Fabio Lastrucci
  16. Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo (ABBANDONATO)
  17. Purtroppo ti amo di Federico Pacini
  18. Traviesa – Trucho
  19. L’infinito nel palmo della mano di Gioconda Belli
  20. Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante (L’amica geniale 2)
  21. Fatherland di Robert Harris
  22. Storia di chi fugge e di chi resta di Elena Ferrante (L’amica geniale 3)
  23. La settima onda di Daniel Glattauer (ABBANDONATO)
  24. La morte a Venezia di Thomas Mann
  25. Giuda di Amos Oz
  26. Donne che amano troppo di Robin Norwood
  27. Storia della bambina perduta di Elena Ferrante (L’amica geniale 4)
  28. Amore, dieci anni dopo di Julian Barnes
  29. La fiera verrà distrutta all’alba di Angelo Orlando Meloni
  30. Tristano di Thomas Mann
  31. La cameriera di Artaud di Verónica Nieto
  32. Follia di Patrick McGrath
  33. L’uccello dipinto di Jerzy Kosinski
  34. Un’opera di bene di Gianfranco Martana
  35. La ragazza del treno di Paula Hawkins
  36. A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman
  37. L’esatto contrario di Giulio Perrone
  38. Chi manda le onde di Fabio Genovesi
  39. Odore di chiuso di Marco Malvaldi
  40. Scritto sulla tua terra di Mauro Libertella
  41. Ritos de muerte di Alicia Giménez Bartlett
  42. Vergogna di J. M. Coetzee
  43. La sposa di Mauro Covacich
  44. Grandi speranze di Charles Dickens
  45. Cosa sognano i pesci rossi di Marco Venturino
  46. Basta poco per sentirsi soli di Grazia Cherchi
  47. Lacci di Domenico Starnone
  48. Sembrava una felicità di Jenny Offill
  49. L’importanza di chiamarsi Hemingway di Anthony Burgess
  50. Infinite Jest di David Foster Wallace
  51. A pesca nelle pozze più profonde di Paolo Cognetti
  52. L’anticristo di Friedrich Nietzsche
  53. Memoria delle mie puttane tristi di Gabriel García Márquez
  54. Nascita e morte delle stelle di Giuseppina Micela
  55. I Middlestein di Jami Attenberg
  56. Cuccette per signora di Anita Nair
  57. Fisiologia del fumatore di Théodose Burette
  58. Scomparso di Ferdinando Albertazzi
  59. Terre selvagge di Sebastiano Vassalli
  60. Holden, Lolita, Živago e gli altri di Fabio Stassi
  61. Il procuratore della Giudea di Anatole France
  62. Racconti dell’età del jazz di Francis Scott Fitzgerald
  63. Acqua nera di Joyce Carol Oates
  64. L’uomo in rivolta di Albert Camus
  65. Cronaca di una morte annunciata di Gabriel García Márquez
  66. Chopin di Eva Polanski
  67. Marian di Eva Polanski
  68. Buchi nella sabbia di Marco Malvaldi
  69. Teoria delle ombre di Paolo Maurensig
  70. Le nove renne di Babbo Natale di Ferdinando Albertazzi
  71. Che tu sia per me il coltello di David Grossman
  72. Come fu che cambiai marca di whisky di Santo Piazzese
  73. I sette rimbalzi del destino di Ferdinando Albertazzi e Paolo Garzella

Adesso ho cominciato il 2016 con I tre moschettieri di Alexandre Dumas e mi sono riproposta di essere meno ingorda e leggere meno porcherie, perché va bene che la vita è lunga, ma non è giusto sprecare il proprio tempo.
Vi ricordo che tra qualche giorno, lunedì 11 per l’esattezza, cominceremo con la prima lettura di #LeggoNobel (QUI trovate tutte le spiegazioni se ve lo siete perso). Vi aspettiamo numerosi per leggere insieme Il libro della giungla di Rudyard Kipling. Forza!

Buone letture a tutti e buon 2016!

Incipit

Cosa scrivere in un primo post di un blog? Ci ho pensato e sono giunta alla conclusione che è meglio parlare di chi sono io, di come è nato questo blog e di come intendo gestirlo. Però preparatevi, perchè potrei dilungarmi, sono un po’ logorroica.

Innanzitutto – per chi non mi conoscesse già da altri luoghi della rete – sono Valentina. Sono nata a Palermo nel 1989 e sono una cuspide cancro-leone. Queste sui segni zodiacali possono essere baggianate, però ogni tanto ci beccano. Poi qualcuno ci crede, quindi lo diciamo, per chi ci tiene. Ho fatto il liceo classico e mi sono laureata nel 2011 in lingue, nell’università della mia città, molto spesso bistrattata perchè non ha un nome famoso, ma vi assicuro che per studiare lì ci vogliono una forza d’animo e una resistenza fuori dal comune. Adesso sto finendo il mio percorso di specializzazione in lingue e letterature moderne dell’occidente; traduzione: mi resta solo la tesi, ma magari questo lo leggerete quando sarò già laureata e in cerca di un lavoro che è complicato trovare. Sì, perchè io vorrei fare la traduttrice per l’editoria, o comunque vorrei avere a che fare coi libri, cose che amo immensamente insieme allo sport, ai gatti e alla danza.

La mia passione per la lettura è nata qualche tempo fa, quando avevo circa 8 anni e (chi è palermitano capirà) andando in spiaggia a Mondello un giorno decisi di entrare nella libreria Sellerio che sta proprio di fronte al mare. Quel giorno mi si è aperto un mondo. Il primo libro che ho letto autonomamente è stato Gli sporcelli di Roald Dahl, della Salani – Gli istrici, un libro che mi ha fatto scoprire quanto sia bello immergersi completamente in una storia, fraternizzare coi personaggi e aprire la propria mente. Ecco, da quel momento iniziai a comprare un libro al giorno, perchè di fatto ne divoravo uno al giorno. Non capendoci molto, e dato anche il fatto che la passione mi era nata da sola senza che nessuno avesse tentato di instillarmela (a parte, vabbè, a scuola con qualche raccolta di Rodari), pensai bene di rimanere sullo stesso autore che mi era piaciuto tanto, così posso dire di aver letto tutto, o quasi, di Dahl. Poi, finiti quei libri dovetti cambiare rotta, e iniziai a comprarne a caso, basandomi sul nulla, perchè volevo che fosse una sorpresa.

E la penso ancora così: nonostante io preferisca i classici, non mi precludo nulla, voglio scoprire nuovi autori, nuove storie e non tengo minimamente in considerazione quei consigli del tipo “non lo leggere”, “è brutto”, “non mi è piaciuto”. Credo che il processo di lettura sia personale, quello che non piace a te non è detto che non debba piacere neanche a me. È tutto soggettivo, e poi dipende anche dal periodo in cui leggiamo un libro. Vi faccio un esempio: io ho letto Il giovane Holden ben tre volte fino ad ora, a 12, a 17 e a 21 anni; la prima volta ho odiato quel ragazzo troppo asociale, problematico e strano per i miei gusti, la seconda volta ho capito cosa realmente provava e desiderava, e la terza me ne sono letteralmente innamorata. Quindi, dato che mi piace tutto, accetto qualsiasi vostro consiglio, che potete comunicarmi tramite commenti, di volta in volta, oppure contattandomi nei modi che vi spiego nella pagina apposita. E non solo leggo tutto, ma leggo anche tanto, ovviamente a seconda dei miei impegni. In estate solitamente faccio le maratone della villeggiatura: l’anno scorso ho letto 13 libri, quest’estate sono già a quota 16, ma ancora non ho finito perchè per me la stagione si chiude ad ottobre.

Adesso passiamo al blog.
Io da qualche anno sono diventata una blogger perchè amo scrivere e condividere opinioni, e su un altro blog (che preferisco tenere privato) spesso pubblico recensioni dei libri che leggo. Qualche giorno fa una persona mi ha fatto venire in mente l’idea di dedicare uno spazio esclusivamente alle mie letture e alla mia passione per i libri, togliendo questo “tema” dall’altro blog, che in effetti – e questo ve lo dico io – stava diventando uno strano minestrone. E così è nato questo blog. Non vi dico quanto tempo ci ho messo a scegliere il nome! Ho mobilitato pure alcuni miei amici. Ne ho provati tanti, ma erano già presi, altri sembravano insulsi, altri ancora melensi, fino a quando mi è venuta l’illuminazione: La biblioteca di Babele (La biblioteca de Babel), ispirato al titolo di un racconto di Jorge Luis Borges, contenuto nella raccolta Finzioni pubblicata in spagnolo (Ficciones) nel 1944 e in italiano nel 1955. Il racconto è di genere fantastico e al suo interno si parla, appunto, di una biblioteca infinita che contiene tutti i libri possibili creati con tutte le combinazioni possibili delle lettere dell’alfabeto; cosa, questa, che richiama un po’ una delle caratteristiche di Borges, secondo cui bastava un numero finito di temi o elementi per creare un numero infinito di storie. Ma non voglio farvi la lezione, è che mi lascio prendere la mano. Vi consiglio comunque di leggere il racconto, anche perchè c’è una bella descrizione precisa di questa biblioteca che però si dimostra uno spazio fisicamente impossibile da riprodurre.

Questo blog non so ancora come lo gestirò. Non ho intenzione di scrivere solamente recensioni, anzi, molte mie recensioni potete trovarle su Leggeremania, con cui collaboro (trovate il bannerino nella barra laterale) o qui, dato che (come facevo nell’altro blog) ho intenzione di portarle alla vostra attenzione ribloggandole. Voglio parlare di letteratura, voglio riflettere sul libro, voglio ricevere consigli e voglio fare tante altre cose che piano piano mi verranno in mente e vi mostrerò.

Detto questo, spero di non avervi annoiati e spero anche che la lettura di questo blog vi risulti piacevole. Mi auguro che tutto possa andare per il meglio, perchè di entusiasmo ce n’è tanto.

A presto!