Philip Roth è immortale

Sì, siamo soli, profondamente soli, e in serbo per noi, sempre, c’è uno strato di solitudine ancora più profondo. Non c’è nulla che possiamo fare per liberarcene. No, la solitudine non dovrebbe stupirci, per sorprendente che possa essere farne l’esperienza. Puoi cercare di tirar fuori tutto quello che hai dentro, ma allora non sarai altro che questo: vuoto e solo anziché pieno e solo.

(Philip Roth, Pastorale americana, trad. Vincenzo Mantovani, Einaudi, 1998)

Philip Milton Roth (Newark, 19 marzo 1933 – New York, 22 maggio 2018)

 

Questo è un giorno triste, ci ha lasciato uno dei più grandi autori del Novecento e che personalmente amo moltissimo, uno che però si è guadagnato l’immortalità. Normalmente non dedico post agli scrittori che se ne vanno, ma per Philip Roth è tutta un’altra storia.
Voi lo avete letto? Quali romanzi avete amato di più?

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Il 20 luglio del 1304 nasceva Francesco Petrarca

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,
del vario stile in ch’io piango et ragiono
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

(Incipit del Canzoniere)

Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 18/19 luglio 1374), scrittore, poeta, considerato, per «chiarezza», «splendore dello stile» e «misura ne’ sentimenti», il primo «artista» italiano.

Il 23 aprile 1899 nasceva Vladimir Nabokov

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, al terzo, contro i denti. Lo-li-ta. Era Lo, null’altro che Lo, al mattino, diritta nella sua statura di un metro e cinquantotto, con un calzino soltanto. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti. Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita.

[Incipit di Lolita, v. Nabokov, 1955,
trad. B. Oddera, Mondadori, 1959]

Vladimir Vladimirovič Nabokov (Pietroburgo, 23 aprile 1899 – Montreux, 2 luglio 1977), scrittore, saggista, critico letterario, entomologo, drammaturgo e poeta russo naturalizzato statunitense.

Il 12 marzo 1863 nasceva Gabriele D’Annunzio

Non temere! Accogli l’ignoto e l’impreveduto e quanto altro ti recherà l’evento; abolisci ogni divieto; procedi sicuro e libero. Non avere omai sollecitudine se non di vivere. Il tuo fato non potrà compiersi se non nella profusione della vita.

[Da “Le vergini delle rocce”]

Gabriele D’Annunzio, dal 1924 Principe di Montenevoso (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1º marzo 1938), scrittore, poeta, drammaturgo, aviatore, militare, politico, patriota e giornalista italiano, simbolo del Decadentismo italiano, del quale fu il più illustre rappresentante assieme a Giovanni Pascoli, ed eroe di guerra.

Il 23 febbraio 1899 nasceva Erich Kästner

È vecchio ciò che si è dimenticato. E quello che non si può dimenticare, è accaduto appena ieri. L’unità di misura non è il tempo, ma il valore. E la cosa che ha in assoluto più valore, divertente o triste che sia, è l’infanzia.

(da Als ich ein kleiner Junge war)

Erich Kästner (Dresda, 23 febbraio 1899 – Monaco di Baviera, 29 luglio 1974), scrittore, sceneggiatore e poeta tedesco.

Il 5 febbraio 1914 nasceva William S. Burroughs

Noi sappiamo che una passione divorante può produrre sintomi fisici… febbre… perdita di appetito… anche reazioni allergiche… e poche sindromi sono più ossessive e potenzialmente autodistruttive dell’amore.

[Le città della notte rossa, 1981,
traduzione di G. Saponaro,
Arcana, 2006]

William Seward Burroughs II, più comunemente noto come William S. Burroughs (Saint Louis, 5 febbraio 1914 – Lawrence, 2 agosto 1997), scrittore e saggista statunitense, vicino al movimento della Beat Generation.