Il 27 luglio 1913 nasceva Vittorio Sereni

Mille Miglia
Per fare il bacio che oggi era nell’aria
quelli non bastano di tutta una vita.
[…]
Folta di nuvole chiare
viene una bella sera e mi bacia
avvinta a me con fresco di colline.

Ma nulla senza amore è l’aria pura
l’amore è nulla senza la gioventù.

[Da “Gli strumenti umani”]

Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983), poeta e scrittore italiano.

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Lo Strega 2015 e il candidato fantasma: Elena Ferrante

Qualcuno di noi, quest’anno, ha dato vita a delle campagne (o ha appoggiato quelle di altri) per far accedere alle candidature al premio Strega anche gli ebook, ma purtroppo non si è arrivati a nulla. Probabilmente non è ancora arrivato il momento di un’entrata in grande stile del libro digitale nella letteratura riconosciuta e premiata. Comunque, la lista dei partecipanti allo Strega 2015 è stata completata e questi sono i 26 candidati (che il 16 aprile diventeranno 12):

  1. Stalin + Bianca (Tunué) di Iacopo Barison
    Presentato da Fulvio Abbate e Roberto Ippolito
  2. Non sono un assassino (Newton Compton) di Francesco Caringella
    Presentato da Raffaele Nigro e Sergio Santoro

  3. Il paese dei coppoloni (Feltrinelli) di Vinicio Capossela
    Presentato da Eva Cantarella e Gad Lerner

  4. Il dolore del mare (Nutrimenti) di Alberto Cavanna
    Presentato da Giuliano Montaldo e Ferruccio Parazzoli

  5. La sposa (Bompiani) di Mauro Covacich
    Presentato da Dacia Maraini e Sandro Veronesi

  6. I Nuovi Venuti (Clichy) di Giorgio Dell’Arti
    Presentato da Corrado Augias e Giuseppe De Rita

  7. Storia della bambina perduta (e/o) di Elena Ferrante
    Presentato da Serena Dandini e Roberto Saviano

  8. Final cut (Fandango) di Vins Gallico
    Presentato da Renato Minore e Luca Ricci

  9. Chi manda le onde (Mondadori) di Fabio Genovesi
    Presentato da Silvia Ballestra e Diego De Silva

  10. 24:00:00 (Il Foglio) di Federico Guerri
    Presentato da Simonetta Bartolini e Wilson Saba

  11. La ferocia (Einaudi) di Nicola Lagioia
    Presentato da Alberto Asor Rosa e Concita De Gregorio

  12. La meteora di luglio (Biblioteca dei Leoni) di Adriano Lo Monaco
    Presentato da Maurizio Cucchi e Paolo Ruffilli

  13. Monte Sardo (Rubbettino) di Dante Maffia
    Presentato da Paolo Ferruzzi e Luciano Luisi

  14. Il genio dell’abbandono (Neri Pozza) di Wanda Marasco
    Presentato da Francesco Durante e Silvio Perrella

  15. Don Riccardo (Mursia) di Loredana Micati
    Presentato da Angela Padellaro e Roberto Zaccaria

  16. Se mi cerchi non ci sono (Manni) di Marina Mizzau
    Presentato da Umberto Eco e Angelo Guglielmi

  17. Gli amici che non ho (Codice) di Sebastiano Mondadori
    Presentato da Antonio Pascale e Lorenzo Pavolini

  18. La Repubblica di Santa Sofia (Tullio Pironti) di Pietro Paolo Parrella
    Presentato da Bruno Luiselli e Marcello Rotili

  19. L’estate del cane bambino (66thand2nd) di Mario Pistacchio e Laura Toffanello
    Presentato da Antonella Sabrina Florio e Luca Nicolini

  20. Come donna innamorata (Guanda) di Marco Santagata
    Presentato da Salvatore Silvano Nigro e Gabriele Pedullà

  21. Sans blague (Nulla die) di Eugenio Sbardella
    Presentato da Bruno Cagli e Vittorio Emiliani

  22. Via Ripetta 155 (Giunti) di Clara Sereni
    Presentato da Massimo Onofri e Domenico Starnone

  23. I dirimpettai (Baldini&Castoldi) di Fabio Viola
    Presentato da Piero Gelli e Filippo La Porta

  24. Autunnale (Book Sprint) di Dario Voltolini
    Presentato da Michele Mari e Paola Mastrocola

  25. XXI Secolo (Neo) di Paolo Zardi
    Presentato da Giancarlo De Cataldo e Valeria Parrella

  26. Dimentica il mio nome (Bao Publishing) di Zerocalcare
    Presentato da Daria Bignardi e Igiaba Scego

Che cosa ne pensate?
Una cosa che emerge da questa lista è che ben venticinque titoli sono in lotta contro un fantasma: Elena Ferrante. Su Altrapagina da un po’ di tempo mi sto interrogando su chi potrebbe essere questa persona, che non posso definire donna né uomo, non conoscendone l’identità. Per questo motivo, nell’attesa di farmi un’idea precisa leggendo tutto ciò che arriverò a leggere, ho raccolto le ipotesi più accreditate su chi possa essere. Vi va di leggere?
Che idea vi siete fatti?

Elena Ferrante, questa sconosciuta: le ipotesi sulla sua identità

Chi non ha mai sentito parlare di Elena Ferrante? Da qualcuno è stata definita “la scrittrice fantasma nota a tutti”. In effetti l’autrice, da diversi anni, fa impazzire il pubblico dei lettori italiani ed esteri, ma nessuno sembra sapere chi sia. Solo i suoi editori, Sandro e Sandra Ferri, da ben 23 anni sono a conoscenza della vera identità di questa persona che è diventata un fenomeno letterario ed è pure candidata al Premio Strega 2015.

La Ferrante, per chi non lo sapesse, ha sempre dichiarato che i suoi libri esistono come entità indipendenti, che…

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Altrapagina: Sempre più s(fumati): Cinquanta sfumature di grigio. Il film

Recentemente ho scritto un nuovo articolo per il sito Altrapagina, a cui collaboro insieme al mio amico di vecchia data Carlo. Ho pensato che, dopo essermi sciroppata la trilogia di E. L. James, potesse essere interessante andare a vedere il film tratto dal primo libro e quindi, trovato qualcuno che mi accompagnasse, mi sono recata al cinema. Onestamente, dopo tutte le chiacchiere, gli scoop e gli scandali, ero curiosissima di vedere ‘sto grandissimo capolavoro del cinema mondiale, anche per farmi una mia idea, perché, come dico sempre, per parlare di qualcosa bisogna innanzitutto conoscerla. Bene, adesso lo conosco più che bene e ne parlo in questo articolo che condivido qui con voi, qualora voleste leggerlo.

Sempre più (s)fumati: Cinquanta sfumature di grigio, il film

Qualche tempo fa mi sono interrogata sul recente boom della letteratura (pseudo)erotica e in particolare sul grande successo della saga diCinquanta Sfumature di E. L. James. Adesso, per puro masochismo – non sadomasochismo, eh! – ho deciso di farla completa e sono andata al cinema a vedere il film tratto dal primo libro della trilogia, la cui locandina dice “perdi il controllo”. Maddeché????

Innanzitutto, sapevo di avere una tessera che mi avrebbe permesso di ottenere uno sconto sul biglietto in quel determinato cinema, ma al momento di pagare…

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E voi? Siete andati a vedere questo film?

Libri letti nel 2014: i migliori dieci

Ancora auguri a tutti per questo anno che è appena cominciato! Anch’io mi accingo a ricapitolare le mie letture del 2014, non m’interessa se lo fanno tutti, fa sempre piacere tirare le somme. Ero convinta di aver letto meno libri dello scorso anno (58), invece sono piacevolmente sorpresa dal fatto che, nonostante la maggiore presenza di romanzi voluminosi, ne ho letti ben 75. Di quasi tutti quelli che scriverò qui di seguito trovate la recensione su questo blog semplicemente scrivendo il titolo nella casella di ricerca a lato, qui mi limiterò solamente a riportare la lista evidenziando in grassetto i dieci che mi hanno colpita di più, senza fare classifiche con podio.

Spero di contribuire sempre a darvi qualche consiglio, con le mie recensioni. Quando ogni tanto qualcuno mi dice che ha letto un libro prendendo spunto da La biblioteca di Babele sento sempre un po’ di orgoglio, mi fa molto piacere!
Ecco le mie letture dell’anno passato!

Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien

I lettori di libri sono sempre più falsi di Gianni Celati

La carta più alta di Marco Malvaldi

Carnevale in giallo di Giménez-Bartlett, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami

Concerto per mio padre di Yasmine Gatha

99 rimostranze a Dio di AA. VV.

La stirpe dell’Apocalisse di Salvatore Margiotta

Le competenze trasversali dell’amore di Angelo Dolce

La concessione del telefono di Andrea Camilleri

Io non ci volevo venire qui di Angelo Orlando Meloni

La linea di fondo di Claudio Grattacaso

Lo que esconde tu nombre di Clara Sánchez

L’ultimo giorno di un condannato a morte di Victor Hugo

Il birraio di Preston di Andrea Camilleri

Le affinità alchemiche di Gaia Coltorti

L’anno della morte di Ricardo Reis di José Saramago

I sogni di Richard di Cosima Wagner

Madame Bovary di Gustave Flaubert

Io sono un gatto di Natsume Sōseki

La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo

La scomparsa di Massimiliano Arlt di Primo Canu

Fiesta di Ernest Hemingway

Lettera al mio giudice di Georges Simenon

Stoner di John Williams

Mai stati meglio di Lia Celi e Andrea Santangelo

Ci sono bambini a zig zag di David Grossman

Quando parlavamo con i morti di Mariana Enríquez

L’ultimo ballo di Charlot di Fabio Stassi

Cuore di cane di Michail Bulgakov

I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij

La camera azzurra di Georges Simenon

Perché si dice addio di Giulia Carcasi

Kama sutra di Vatsyayana

Io e Dewey di Vicki Myron

Cimettolafaccia di Costanzo Ferraro

L’arte della guerra di Sun Tzu

L’amicizia di Cicerone

Come un respiro interrotto di Fabio Stassi

Un viaggio chiamato vita di Banana Yoshimoto

L’amante di Abraham Yehoshua

L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender

L’affaire Saint-Fiacre di Georges Simenon

Un filo di fumo di Andrea Camilleri

Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald

Un divorzio tardivo di Abraham Yehoshua

Esercizi di stile di Raymond Queneau

Il profumo di Patrick Süskind

Tango a Istanbul di Esmahan Aykol

Andorra di Peter Cameron

Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas

Moonlight shadow di Banana Yoshimoto

Passaparola di Simon Lane

La famiglia Tortilla di Marco Malvaldi

Le ho mai raccontato del vento del nord di Daniel Glattauer

La casa degli spiriti di Isabel Allende

Serpenti di Daniel Krupa

Milioni di milioni di Marco Malvaldi

L’estate segreta di Babe Hardy di Fabio Lastrucci

Lamento di Portnoy di Philip Roth

Storia di una capinera di Giovanni Verga

L’arte di leggere (La scuola del racconto)

Amore, ecc. di Julian Barnes

Ho visto il film di Dario Pontuale

Addio alle armi di Ernest Hemingway

Scrivere e riscrivere (La scuola del racconto)

Soffocare di Chuck Palahniuk

I cento libri che rendono più ricca la nostra vita di Piero Dorfles

Dall’idea alla pagina (La scuola del racconto)

La mia musica nel silenzio di Andrea Pontiroli

Il broker di John Grisham

Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides

La nascita del personaggio (La scuola del racconto)

Suspense e thriller (La scuola del racconto)

Il senso di una fine di Julian Barnes

Confessioni di un mangiatore d’oppio di Thomas de Quincey

La scuola del racconto: volumi 2 e 3

Ultimamente è stato un periodo un po’ strano e non mi trovo esattamente in pari con la lettura dei volumi de La scuola del racconto (di cui vi avevo parlato qui) che escono ogni giovedì col Corriere della Sera e che trovo molto interessanti. Colgo l’occasione per presentarvi brevemente il secondo e il terzo volume.

Vol. 2 – Scrivere e riscrivere. Con i racconti di Guy de Maupassant (uscito il 13 novembre)

Guido Conti, in questo libriccino, ci parla della tecnica delle riscrittura prendendo in esame uno dei padri del racconto breve, vissuto tra il 1850 e il 1893 tra gli eccessi: Guy de Maupassant, personaggio molto particolare, quasi fuori dagli schemi. Questo grande autore – non tutti lo sanno – amava riscrivere molti dei suoi racconti, anzi lo faceva periodicamente. Se un dato anno ne scriveva uno, qualche anno dopo lo riscriveva mantenendone il nocciolo e cambiando il resto. Conti ci vuol fare capire che rielaborare un proprio prodotto non significa essere a corto di spunti, ma è un puro esercizio creativo; l’originalità non sta necessariamente nel tema affrontato, ma nel modo in cui esso viene sviluppato, e in questo Maupassant è stato un genio.

Perché questo esercizio di riscrittura e di analisi delle variazioni del racconto vale così tanto, è così necessario, e si rivela, una volta entrati nel gioco, così appassionante? La risposta è semplice: perché tocca il cuore stesso del meccanismo creativo. (…) Per Maupassant si parla di variazioni sul tema. Non siamo di fronte a un autore a corto di idee, ma a un genio che ci mostra quanto uno stesso spunto possa valere per sviluppi ed esiti così diversi dal punto di vista letterario. (…) Non siamo di fronte ad un divertissement. (…) Maupassant ci insegna un’altra lezione, molto più importante: quella della prospettiva narrativa. L’identica vicenda di base può essere indagata in maniera molto diversa, con psicologie e significati lontani tra loro. Non è una variazione di stile ma un’indagine umana. (…) Uno stesso racconto può assumere forme e scritture differenti a seconda di come la nostra sensibilità lavora all’interno di quella storia. Il tema è quello dell’originalità dello scrivere: non c’è bisogno ogni volta di essere originale nell’idea.

(pp. 62-63)

E dopo tutto questo discorso, La scuola del racconto ci propone la lettura di alcuni racconti di Maupassant:  Storia di un cane (1881) che viene riscritto due anni dopo con il titolo La signorina Cocotte, Il matrimonio del tenente Laré (1878) riscritto ben due volte coi titoli Le idee del colonnello (1884) e Ricordo (1888), e infine La mano dello scorticato (1875) che nel diventa semplicemente La mano (1883).

Vol. 3 – Dall’idea alla pagina. Coi racconti di Nathaniel Hawthorne (uscito il 20 novembre)

Vi è mai capitato di avere un’idea particolarmente buona, uno spunto che, sviluppato, potesse portare a qualcosa di notevole? A Nathaniel Hawthorne è capitato tante volte, e lo si nota dai suoi appunti che molte volte rappresentano la perfetta sintesi dei suoi romanzi e racconti. Ma Guido Conti, prima di addentrarsi in questo discorso, parte dalla lettura dei classici, dei predecessori, che Giuseppe Pontiggia ha definito “contemporanei del futuro”. Perché? Questo apparente ossimoro descrive esattamente la letteratura:

annulla il tempo proprio nel momento in cui pone il racconto lontano non solo nel passato ma soprattutto nel futuro, consegnandolo alla lettura delle generazioni che verranno. Leggere ha il potere di rendere attuale ciò che non lo è, di ridare vita a un testo che viene a noi da un altro tempo.

Leggere gli autori precedenti significa conoscere altre epoche, altre situazioni, delle storie che ci sono lontane. E significa anche fare tesoro di determinati elementi. I manuali di letteratura che si usano a scuola spesso tendono a isolare le diverse correnti letterarie, dicendoci che in un dato periodo è stato scritto un dato romanzo, in un altro periodo un altro romanzo che apparentemente non c’entra niente col precedente, e così via. Ma la letteratura non si può ridurre in maniera così semplicistica ad un mero elenco di correnti e autori, ci sono degli intrecci, delle influenze che spesso sfuggono all’occhio e all’analisi di qualcuno che cerca di riassumere al meglio le opere e di collocarle nel tempo e nello spazio. A questo proposito, come potremmo spiegarci (se esistessero confini netti tra la produzione di uno scrittore e quella di un altro) la presenza di “trame” di altri autori negli appunti di Hawthorne? Appunti che George Steiner chiama “grammatica della creazione”.

Che cosa vi ricorda questo?

Il diario di un cuore umano nel corso d’una sola giornata in circostanze ordinarie. Le luci e le ombre che vi aleggiano, le sue vicissitudini interiori.

Quelli riportati nel volumetto, insieme ai racconti più importanti, sono dei frammenti che sono semi di migliaia di storie possibili, tessere che hanno un potenziale narrativo incredibili e che possono portare a sviluppi inattesi. Guido Conti dice: “Prendere appunti è un’ottima abitudine. Non bisogna avere paura di collezionare semi di idee; qualcuno, prima o poi, germoglierà”.

Altrapagina: Storia di una che ha iniziato a leggere anche in digitale perché ci ha trovato una certa convenienza

Dopo un po’ di tempo sono tornata a scrivere su Altrapagina. Ho interrotto i miei post perché non ho avuto l’ispirazione adatta, dato che lì pubblico solo riflessioni. Diciamo che la mia testa non è stata così libera da altre cose per potersi anche mettere a riflettere. Adesso mi è arrivato un input, mi è stato chiesto, in base alla mia esperienza personale, com’è leggere con un ebook reader e quali sono, bene o male, i costi. Io ovviamente non conosco tutti dispositivi presenti sul mercato, ma ho potuto parlare del mio Kindle Fire, prodotto da Amazon. Non mi permetto di scrivere un manuale, perché suppongo di dover ancora scoprire tante sue funzionalità, anche se ce l’ho da due anni, ma spero di dare un’idea positiva, soprattutto a chi fa il reazionario perché la tecnologia lo spaventa.

Buona lettura!

Storia di una che ha iniziato a leggere anche in digitale perché ci ha trovato una certa convenienza

Ritorno sul tema della lettura in digitale perché quotidianamente noto che troppe persone criticano l’ebook senza mai averlo provato e non sanno, nei fatti, come funzioni. Non conosco alla perfezione la totalità dei dispositivi, che sono veramente tanti, ma posso parlare della mia personale esperienza con uno strumento che considero davvero utile.

Io sono un’amante del cartaceo, penso che niente possa eguagliare la sensazione stupenda che proviamo quando teniamo in mano un libro, ma poco più di due anni fa ho considerato che spendo troppi soldi per i libri. Io non posso entrare in una libreria solo per guardare i titoli esposti e uscire…

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Altrapagina: Cartaceo vs digitale, l’eterna lotta. Leggere un ebook non significa abbandonare la carta stampata.

Questa volta su Altrapagina mi sono occupata (senza entrare troppo nei dettagli, perché altrimenti avrei dovuto scrivere un manuale) della lotta tra libri digitali e libri cartacei, nonché delle schiere di lettori che difendono le due fazioni contrapposte. Io credo che non abbia alcun senso impuntarsi, in nessuno dei due casi: leggere un ebook non significa affatto smettere di leggere per sempre i libri di carta, ma si può benissimo alternare le varie modalità. Un ebook, è vero, ci toglie il piacere di sfogliare le pagine e di sentirne il profumo, ma ci fa risparmiare un sacco di soldi e aiuta il pianeta perché non c’è carta.

Mentre integralisti e progressisti si accapigliano tra loro, io leggo un po’ qua e un po’ là, ché tanto a me importa leggere, non il modo in cui si legge. Leggerei pure su tavolette d’argilla, chi ci ferma?

Voi che ne pensate?

Qui c’è il mio articolo.

Cartaceo vs digitale, l’eterna lotta. Leggere un ebook non significa abbandonare la carta stampata.

Come tutti gli altri campi, anche la letteratura progredisce e impara a servirsi delle nuove tecnologie, sia per un risparmio in termini economici ed energetici, sia per raggiungere fette più grandi di pubblico. Oggi, per leggere, non abbiamo più bisogno di tenere un libro in mano, ma possiamo “sfogliare” un testo direttamente dal nostro dispositivo elettronico.
L’avvento del digitale, però, ha diviso i lettori più accaniti in due fazioni contrapposte: gli integralisti del cartaceo e quelli che, invece, provano di buon grado i nuovi strumenti. Io personalmente faccio parte della seconda categoria.

Ho comprato il mio Kindle circa un anno e mezzo fa, e devo dire che è stato un vero e proprio affare. Personalmente lo considero un investimento, perché magari spendi di più nel momento dell’acquisto, ma poi risparmi un sacco di soldi sui libri e…

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