All’ombra di Julius | Elizabeth Jane Howard

Julius ha sempre vissuto, o cercato di vivere, secondo principi più alti.
Non secondo i suoi sentimenti verso qualcuno in particolare,
ma semmai secondo i suoi sentimenti nei confronti dell’umanità.

 

Chi mi segue abitualmente sa che negli ultimi anni mi sono appassionata a un’autrice inglese che con la sua saga mi ha fatto macinare in pochissimo tempo centinaia di pagine e mi ha conquistato con il suo stile elegante e delicato, Elizabeth Jane Howard (che ho conosciuto con la sua bellissima storia familiare dei Cazalet). Ora sono molto felice di parlarvi di un altro suo libro che esce proprio oggi grazie a Fazi, All’ombra di Julius, che ho potuto leggere in anteprima già da un po’ e di cui non vedevo l’ora di raccontare.

La storia in poche parole è questa. Siamo intorno al 1960 e Julius Grace è morto ormai da vent’anni dopo aver compiuto un gesto eroico: pur non capendo nulla di imbarcazioni ne ha presa una ed è andato a recuperare alcuni uomini feriti a Dunkerque senza però poter riabbracciare i suoi cari. Oggi, la sua figlia maggiore, Cressida, bellissima vedova di trentasette anni, è una pianista non eccezionale e si trascina da una storia con un uomo sposato all’altra, mentre la minore, Emma, di ventisette, lavora nella casa editrice di famiglia e non ha mai avuto una vera relazione. Esme, la vedova di Julius, quasi sulla sessantina, è ancora una donna elegante e affascinante ma non si è più risposata; anzi, dopo la morte del marito è stata improvvisamente lasciata anche dal suo amante Felix, di ben quattordici anni più giovane. Questi quattro personaggi si troveranno a passare un fine settimana in campagna (insieme a Dan, uno che non c’entra niente con loro se non per il fatto che pubblica poesie per la casa editrice di Emma) e a tirar fuori, dopo anni, tutto ciò che si sono portati dentro.

Ma come si fa a rendersi felici? È questo che vorrei sapere. Non saperlo mi spinge a tentare di arrangiarmi con quello che ho. Una prospettiva davvero meschina.

Anche in questo romanzo, la Howard sceglie di dedicare ogni capitolo a un personaggio diverso, permettendo così al lettore di approfondire la conoscenza di una determinata figura. Ci racconta la storia passata e presente di ognuno di essi così da farci capire i motivi delle loro azioni prima ancora che siano loro a spiegarli agli altri. Riusciamo a comprendere il turbamento di Emma di fronte a molti uomini e il comportamento diametralmente opposto di Cressy che, invece, per paura di essere sola, si concede a chi le dà attenzioni ma non amore. Felix, che ormai non ha più ventitré anni, è cresciuto ed è diventato un uomo responsabile che sa cosa vuole; o ancora Dan che, vecchio stampo com’è, riesce ad uscire da certi schemi mentali. E infine Esme, che deve fare i conti col passato e chiudere il suo capitolo più importante. Su tutti aleggia l’ombra di Julius, non presente fisicamente ma di sicuro con lo spirito.

Aveva scoperto con amarezza che più dai per scontato qualcuno – considerandolo magari incompatibile o noioso – più senti la sua mancanza nel momento in cui ti lascia o muore.

Il personaggio più bello, a mio parere è Cressy, una donna che si mostra a chiunque la circondi in tutta la sua imperfezione e in tutta la sua fragilità. Non nasconde mai di aver paura della solitudine, di non provare vero amore o di averlo provato e, per questo, essere stata spezzata più volte. Però questi pezzettini di sé li rimette sempre insieme, si rialza e va avanti lanciandosi in nuove avventure senza alcun timore di lasciarsi sopraffare e cadere di nuovo. Perché nella vita lei rischia, in fondo è tosta e chi dice che in realtà la sua grande forza non sia proprio questa fragilità? Questo abituarsi a prendere botte dal destino e sentire sempre meno dolore.
Io non ho letto la biografia della Howard a cura di Artemis Cooper pubblicata sempre da Fazi, ma chi lo ha fatto mi dice che forse Cressy è il personaggio in cui è presente di più l’autrice, la ricorda molto. Ed è un ottimo motivo per mettere quest’altro libro nella lista di quelli da leggere.

«Quelli come te parlano sempre come se io avessi deliberatamente scelto la situazione più brutta e squallida. Non è così che funziona. Quando sei…”libera”» – a Felix non sfuggì il suo disagio nel pronunciare quella parola – «è normale volere qualcuno. Qualcuno a cui voler bene. Certo, all’inizio pensi di sapere bene cosa vuoi. Però succede che non lo trovi. Allora cominci a domandarti se la persona che vorresti esiste davvero. Ti chiedi: ma se lo trovassi, lo vorrei ancora? E nel frattempo gli anni passano e tu sei lì, sempre libera, sempre ansiosa d’innamorarti».

Elizabeth Jane Howard riesce a trattare qualsiasi argomento, anche il più basso moralmente, con grande maestria, un po’ come aveva fatto nella saga dei Cazalet. A questo punto non aspettiamo altro che escano tutti i suoi romanzi, ma nel frattempo gustatevi questo capolavoro, perché ne vale proprio la pena.
Buona lettura!

Titolo: All’ombra di Julius
Autore: Elizabeth Jane Howard
Traduttore: Manuela Francescon
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 1965 (9-04-2018 per Fazi)
Pagine: 328
Prezzo:  20 €
Editore: Fazi

 

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Elizabeth Jane Howard (Londra, 1923 – Bungay, 2014) Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo. Fazi Editore ha pubblicato il romanzo Il lungo sguardo e i cinque volumi della saga: Gli anni della leggerezza, Il tempo dell’attesa, ConfusioneAllontanarsi e Tutto cambia.