La valigia del blogger: quali libri porto in vacanza

Ogni anno per tantissimi lettori si pone il problema di scegliere quali libri portare in vacanza, ma per me la situazione è un po’ diversa. Se è vero che ho tantissimi volumi che si accumulano durante l’inverno (compresi quelli in digitale), bisogna considerare che l’estate non la passo molto lontano, ma mi limito a spostarmi di qualche chilometro, verso la zona “balneare” di Palermo. Per questo motivo i libri che devo ancora leggere posso benissimo portarli tutti con me, ma dato che Goodbook mi ha chiesto di parlarvi della lista dei 5 libri che porto in valigia, ne ho scelto solo qualcuno, nello specifico quelli che leggerò sicuramente (perché poi si sa, mai fare programmi, potrebbe anche cambiare tutto).

Moby Dick – Herman Melville (Feltrinelli)

Moby Dick è un libro che volevo leggere da tantissimo tempo e nell’ultimo periodo mi ricicciava fuori in continuazione da altri testi, come se volesse dirmi che era arrivato il suo momento. C’erano varie edizioni (tra cui una meravigliosa con le illustrazioni) ma alla fine ho scelto l’economica Feltrinelli, più che altro perché di libri ne compro a vagonate, quindi se posso risparmiare qualche euro, senza però rinunciare alla qualità, lo faccio volentieri. Ma parliamo di qualche euro che userò per acquistare altri libri ancora, quindi non è poi una gran soluzione.
Comunque, dato che sarò al mare in questi mesi caldi, la scelta di tuffarmi nella storia di una (anzi della) balena mi sembra più che azzeccata.

Overlove – Alessandra Minervini (LiberAria)

Overlove è un libro che ho comprato a Una marina di libri perché volevo conoscere meglio la casa editrice LiberAria. È il romanzo d’esordio di Alessandra Minervini e affronta il tema dell’amore extraconiugale; ci si chiede cosa si sia disposti a fare per amore, e la risposta è che ci si può anche lasciare. Immagino che sicuramente sarà una lettura più leggera rispetto alla balena, ma sono certa che troverò parecchi spunti di riflessione dato che non cadremo nel banale.

Atonement (Espiazione) – Ian McEwan (Vintage Books in lingua originale, Einaudi in italiano)

Atonement è un libro che ho comprato qualche anno fa e che ogni estate mi porto dietro. Non l’ho ancora letto, ma adesso sembra che sia arrivato il suo momento. L’ho acquistato in inglese perché McEwan in italiano l’ho già conosciuto, ma voglio scoprire il suo stile in lingue originale (e poi essendo una traduttrice è sempre un ottimo esercizio, no?). Il film sono anni che tento di evitarlo con ottimi risultati, quindi quando avrò finito il libro finalmente lo vedrò. Ma non raccontatemi nulla!

Lasciar andare – Philip Roth (Einaudi)

Di Philip Roth avevo letto solo Lamento di Portnoy e non mi era piaciuto poi tanto, ma lo scorso ottobre ho comprato all’aeroporto di Pisa Pastorale Americana, che ho amato alla follia. Per questo (e per l’entusiasmo travolgente di altri amici lettori) ho deciso di continuare a conoscere meglio questo autore che tutti pensano debba vincere il Nobel prima o poi, e ho preso Lasciar andare. Ora sembra che io sia attratta dai libroni, ma in estate va così, non m’interessano le robe leggere, sono più rilassata e quindi anche più concentrata e reattiva, avendo più tempo a disposizione.

M*A*S*H – Richard Hooker (SUR)

Anche questo è stato comprato a Una marina di libri, il festival letterario che si è svolto a Palermo nella prima parte di giugno. Ne avevo sentito parlare qualche mese prima, quando erano venuti gli editori stessi a parlare della casa editrice SUR, e lo avevo segnato sulla mia wishlist. E anche da questo – leggo – è stato tratto un film di successo (e anche un telefilm). È un romanzo “scatenato e irriverente” sulle avventure di tre giovani medici militari che lavorano in un ospedale da campo. Mi aveva incuriosito molto, ma ne saprò parlare meglio quando lo avrò terminato.

Ma come ho già detto, ci saranno molti altri libri che leggerò, tra cui un Hemingway, che è sempre nel mio cuore e mi guarda da un po’ languido dallo scaffale. Voi che cosa avete portato in valigia?
Buone letture!

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Liebster Award 2016

LiebsterAwardCari lettori, oggi non parliamo di alcun libro in particolare ma di un po’ di frivolezze, che in estate non guastano mai. Pochi giorni fa sono stata nominata per il Liebster Blog Award, una sorta di piccolo riconoscimento da parte di amici blogger che mi seguono e che hanno trovato interessante questo mio piccolo spazio libresco. Ringrazio nell’ordine in cui mi hanno nominata Elena di Io e Pepe (e libri e altro), Simona di Letture sconclusionate ed Elisa di Odor di gelsomino e vi spiego un po’ in cosa consiste questo Liebster che permette di far conoscere altri siti belli e stimolanti ad utenti che potrebbero trovarli interessanti. Facciamo circolare idee e soprattutto libri!
Le regole sono queste:
– ringraziare il blog che ti ha nominato ed assegnato il premio, linkando il suo blog nel post;
– inserire il “widget” o “gadget” del premio nel post;
– rispondere alle domande che il blogger ti ha posto;
– formulare 11 domande per gli 11 candidati che hai menzionato;
– informare i blogger del premio assegnato;
– indicare le regole.

Posto che tre di queste cose già le abbiamo fatte, adesso passo a rispondere a tutte (ma proprio tutte) le domande che queste amiche mi hanno fatto.

Le domande di Elena
1 Qual è il libro che stai leggendo? Sto leggendo quattro libri in realtà, tre un pezzetto alla volta (L’Inferno di Dante, La provincia dell’uomo di Elias Canetti e I quarantanove racconti di Hemingway) e uno in maniera continuativa (Gli anni della leggerezza, il primo capitolo della saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard).
2 Quando hai pensato di aprire un blog e perché? Scrivevo brevissime recensioni su un altro blog tempo fa, quando poi sono entrata nel team di Leggeremania.it con cui ho collaborato per un po’. Poi ho deciso di aprirne uno tutto mio perché ho capito che mi piaceva di più fare le cose da sola, è stato circa tre anni fa che è nata La Biblioteca di Babele.
3 Qual è il primo libro che ricordi di aver letto? Favole al telefono di Gianni Rodari, alla scuola elementare. Alice Cascherina rimarrà per sempre un grande personaggio della mia infanzia.
4 C’è un libro in particolare a cui leghi dei ricordi speciali? Sì, Fiesta di Hemingway, per la persona che me lo ha regalato e la dedica che c’è dentro.
5 La tua citazione preferita? “Non voglio che la gente sia troppo simpatica: questo mi risparmia il disturbo di volerle molto bene.” (Jane Austen, Lettere)
6 Qual è il criterio con cui ordini la libreria di casa? Nessuno in particolare, dove c’è spazio infilo un libro, anche se ho iniziato a sistemare alcune parti per editore.
7 Come consideri l’esperienza del tuo blog? Molto stimolante, almeno per me, non so se è lo stesso per chi mi legge. Mi ha permesso e mi permette continuamente di conoscere un sacco di bella gente e di scoprire tanta bella letteratura.
8 Cosa ti piace fare, oltre a curare il tuo blog? Amo moltissimo fare sport, passare il tempo coi miei gatti e cucinare. Sono cose che mi fanno davvero stare bene.
9 Qual è il tuo “luogo dell’anima”, se ne hai uno? È un luogo fisico, si trova nella provincia di Siena.
10 Hai esperienze di social reading? Se sì, quali? Sì, ho partecipato qualche volta a TwLetteratura, al gruppo di lettura Scratch Readers, ho fatto qualche lettura condivisa e ho creato insieme ad Elena il gruppo di lettura su Facebook LeggoNobel per la lettura dei premi Nobel.
11 Che tipo di musica ascolti? Metti il link a un brano musicale che ti piace in modo particolare. Queen – Bohemian Rhapsody (Live At Wembley Stadium, Saturday 12 July 1986)

Le domande di Simona
1) Cosa stai leggendo? Come sopra!
2) Per te qual è la storia d’amore più bella di tutti i tempi e perché? (Puoi citare libri, film ma anche raccontarmi come si sono conosciuti i tuoi nonni…vale tutto :)) Non saprei davvero, forse Anne e Wentworth in Persuasione.
3) Passatempo preferito? Lo sport!
4) Consiglia due libri imperdibili, due libri che secondo te tutti dovrebbero leggere. Stoner di Williams e Il conte di Montecristo di Dumas.
5) A cosa pensi prima di addormentarti? A quello che devo fare l’indomani.
6) Qual è un sogno che vorresti realizzare? Vorrei diventare una traduttrice.
7) Mini-vacanza. qual è un posto in Italia che consiglieresti per trascorrere un bel weekend? La Sicilia, ma è troppo ovvio. La Toscana, dai.
8) Qual è un post del tuo blog che ti piace particolarmente? Linkalo. Uno su David Grossman: https://labibliotecadibabele.wordpress.com/2015/07/23/a-un-cerbiatto-somiglia-il-mio-amore-di-david-grossman/
9) Perché alle persone piace il tuo blog? Ah non saprei proprio, questo dovreste chiederlo a chi mi segue.
10) Hai comprato qualcosa con i saldi? Nulla, sono troppo pigra per andare per negozi.
11) Se potessi migliorare la tua vita cosa sarebbe la prima cosa che cambieresti? Nulla, credo.

Le domande di Elisa
1 Da dove nasce il nome del tuo blog? Da un racconto (che dà il nome alla raccolta) di Borges. Ci ho messo un sacco di tempo a trovarlo.
2 Quale libro avresti voluto scrivere? Il conte di Montecristo, lo trovo magnifico e geniale.
3 Definisciti in un aggettivo. Perfezionista.
4 Linka un post del tuo blog che ti piace particolarmente. Fiesta
5 Qual è il momento della giornata che preferisci per dedicarti alla lettura? Il pomeriggio, dopo pranzo, perché mi piace sfruttare la luce del sole. Detesto accendere la lampada.
6 Un punto di forza ed uno di debolezza del tuo blog. Un punto di forza credo sia che non amo parlare in maniera troppo complicata o atteggiarmi a critico letterario, di non risultare pesante, insomma. Una debolezza è che non seguo sempre tutte le ultime uscite e quindi a volte sono indietro, ma non c’è una tabella di marcia, quindi vado tranquilla.
7 Che cos’è per te la felicità? Poter mangiare migliaia di ciambelle fritte e non ingrassare mai. No, scherzo, per me la felicità è stare serena senza che succeda nulla di brutto.
8 Qual è il libro più bello che hai letto quest’anno? Non lo so, uno tra Benedizione di Haruf e Ruggine della Pignatelli.
9 Quale talento ti piacerebbe possedere? Mi piacerebbe molto saper disegnare.
10 Recensisci “a caldo” o “a freddo”? Quando ho cominciato recensivo a caldo, ora preferisco lasciar decantare le mie impressioni fino a quando non si stabilizzano e posso metterle nero su bianco con più sicurezza.
11 Scrivi ancora a mano? Sì, parecchio.

Adesso mi tocca nominare 11 blog interessanti a cui passare la parola e porre loro le mie 11 domande.

I nominati sono (qualcuno è già stato nominato, ma io voglio comunque farli conoscere ai navigant):

  1. Il giro del mondo attraverso i libri
  2. Impressions chosen from another time
  3. La lettrice rampante
  4. Scratchbook
  5. Recensire il mondo
  6. Librangolo Acuto
  7. Libri in valigia
  8. Non riesco a saziarmi di libri
  9. Interno storie
  10. Nuvole d’inchiostro
  11. La leggivendola

Le mie domande sono queste:

  1. Che libro regaleresti ad una persona per te molto importante?
  2. Qual è l’autore che ti ha emozionato di più incontrare?
  3. Qual è il prossimo autore che vorresti venisse nella tua città?
  4. E quello che avresti voluto come amico?
  5. Perché leggi?
  6. Quali sono per te il libro più sopravvalutato e il più sottovalutato della storia?
  7. Che ne pensi in poche parole della diatriba cartaceo vs. digitale?
  8. I libri che leggi li compri tutti o usufruisci di qualche biblioteca?
  9. Dimmi una storia di cui ti sono piaciuti sia il libro che la trasposizione cinematografica.
  10. Qual è il libro che desideri avere e aspetti che qualcuno ti regali?
  11. Il prossimo libro che leggerai è… ?

Ho fatto il mio dovere. Alla prossima!

La mia Marina di libri 2016

Ho qualche recensione in arretrato, ma prima di passare a quelle voglio fare un piccolo resoconto di Una marina di libri 2016, il festival del libro che si è tenuto a Palermo dal 9 al 12 giugno. Quest’anno credo che gli editori partecipanti siano addirittura raddoppiati rispetto alle precedenti edizioni, quindi è stata scelta una location più grande, che potesse ospitarli tutti: l’Orto botanico di Palermo. E nonostante io non sia un’appassionata di natura vi devo dire che lo spettacolo era suggestivo, tra le bellissime piante, all’ombra dei tanti alberi e intorno ad una grande vasca piena di ninfee (e di tartarughe che ogni tanto facevano capolino) si è parlato di libri per quattro giorni interi.

Fotografia di Maria Anna Giordano

Come vi avevo già detto, io ci sono stata il secondo giorno, per parlare insieme a Tino Franza del suo libro, In cammino con Stevenson. Ho avuto l’occasione di conoscere (finalmente) dopo qualche anno di conoscenza virtuale Silvia Bellucci, dell’ufficio stampa di Exòrma, Tino Franza, autore del libro e Orfeo Pagnani, direttore editoriale di Exòrma.

Fotografia di Azzurra De Luca (Silvia Bellucci, io, Tino Franza)

Potete notare (oltre al fatto che sembro sbracata sulla poltroncina) l’aria sognante che ho quando si parla di libri e che ho avuto per tutto il tempo che ho passato all’Orto botanico.
Quel giorno ero abbastanza stordita da tutto, quindi ho deciso di tornare domenica 12 per fare i miei acquisti (ho anche conosciuto Serena e Chiara di Goodbook.it, ma vedrete qualcosina più in là). Avevo fatto una mia bella lista di cose da comprare ma alcune non le ho prese, altre le ho aggiunte sul momento grazie a consigli preziosi che mi sono arrivati e altre ancora non le ho potute prendere perché ero convintissima che determinati editori ci fossero ma non c’erano (l’ho scoperto solo a casa, stordita come sempre) e quindi chiaramente non li ho trovati. Vi faccio quindi vedere quello che mi sono portata a casa e che probabilmente mi permetterà di scoprire cose nuove e avere belle sorprese.

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  • Viaggiatori nel freddo di Sparajurij (Exòrma), letteratura di viaggio e letteratura russa, che innanzitutto mi ha fatta innamorare già dal titolo. Nonostante io abbia un rapporto strano con la letteratura russa (mi affascina molto ma in qualche modo non riesco ad accostarmici come vorrei) ho deciso di provare, anche perché mi sono state dette grandi cose degli autori, che sono un collettivo formato da persone estremamente competenti in materia e io sono convinta che quando uno è davvero bravo in quello che fa non ha bisogno di confonderti con paroloni e paroloni, ma ti fa appassionare davvero.
  • Riassunto di fine giornata di Luciano Del Sette (Exòrma), un libro che ho già iniziato a leggere sabato e che non riesco a inquadrare in un genere preciso. È fatto di diverse voci corrispondenti a diverse identità, un bambino, uomo, una donna, un adulto, un adolescente, e sembra ripercorrere le tappe della vita di ognuno di noi. Sono quadri, schegge, che raccontano momenti diversi di un’esistenza. E me lo sto assaporando piano piano.
  • Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino (Hacca) l’ho preso fidandomi ciecamente di un consiglio, mi è stato raccomandato come “il libro più bello letto quest’anno”, potevo non prenderlo? Allo stand ho anche conosciuto l’editrice Francesca Chiappa, la quale mi ha informato che il 25 giugno lo presenteranno a Palermo in occasione del raduno dei Billyni di Billy il vizio di leggere. Siccome sono stordita, mi sono ricordata che io già avevo dato la mia adesione a quell’incontro ed è stato proprio un lampo, adesso avevo anche il libro (senza saperlo, ma ora lo so).
  • Sono Dio di Giacomo Sartori (NN) lo dovevo prendere necessariamente perché quella testa sbrilluccicante mi ha fatta innamorare da quando il libro è uscito e finalmente l’ho preso. Dell’editore mi fido moltissimo e poi chi lo ha letto ne dice un gran bene, quindi acchiappato di corsa! A quanto pare è anche molto divertente, cosa che non avevo assolutamente messo in conto. Ancora meglio.
  • Sul soffitto di Éric Chevillard (Del Vecchio) che avevo in lista da tantissimo tempo e finalmente sono riuscita a prendere. Chiaramente, come potete immaginare, l’ho girato da una parte e dall’altra per leggere bene il titolo che è scritto al contrario, il tutto nello stordimento più completo perché per me partecipare ad un festival del genere significa essere nel paese delle meraviglie.
  • Italia di Fabio Massimo Franceschelli (Del Vecchio) l’ho preso su consiglio del buon Angelo Meloni sempre in prima linea allo stand Del Vecchio. Con una copertina quasi ipnotica, si legge dalla scheda, è un apologo surreale e pulp sull’Italia. Questo sarà una vera e propria sorpresa!
  • Senza pelle di Nell Zink (minimum fax), un libro per il quale rompo da quando è uscito, perché si dà il caso che la copertina sia strepitosa e soprattutto del mio colore preferito. Chi lo ha letto mi ha detto che è disturbante e può infastidire ma è da leggere, e i libri più belli sono quelli che ti colpiscono così tanto.
  • Non è un paese per scrittori di Giulio D’Antona (minimum fax), che mi ha incuriosita tantissimo. L’autore parla dell’America contemporanea esplorandola e cercando di mettere a fuoco i meccanismi del più importante mercato editoriale del pianeta. Pare sia molto, molto interessante, ma ovviamente ve ne parlerò quando lo avrò letto.

Due di questi otto libri sono stati dei doni preziosissimi, ma non voglio specificare quali. Grazie!
Sono ancora presa dall’entusiasmo provato in questi giorni e vi confesso che devo ancora riprendermi. Nello specifico non faccio altro che rimirare questo bel bottino libresco chiedendomi quando finirò di leggerli tutti.
Voi già ne avete letto qualcuno o siete particolarmente entusiasti di questi editori? Fatemi sapere!

Auguroni di un buon Natale (SENZA consigli libreschi)

Come suggerisce il titolo di questo post, non ho intenzione di darvi consigli su quali libri regalare a Natale per il semplice motivo che non è una cosa in credo. La gente ha gusti diversi, non possiamo fare una ripartizione dell’intera popolazione per genere, età, hobby, lavoro, ecc.. Io sono una persona di sesso femminile, ho venticinque anni, ma se mi regalate la Kinsella ve la tiro in testa. Come non è detto che un uomo sulla sessantina debba per forza leggere di guerre e tragedie. Sono convinta che ognuno di noi sia un mondo a sé, e in ogni caso chi ci dice che quella persona a cui vogliamo regalare l’ultimo di Grossman quel libro non ce l’abbia già? Insomma, è un bel pasticcio e non voglio farvi entrare nel panico, ma io ho scelto di non regalare libri per questo Natale. Poi, se volessi darvi qualche consiglio, sarebbe tardi, quindi evito proprio. Anzi no, solo uno, un po’ anomalo, ma riservato solo alle persone che amano leggere: al massimo regalate loro un buono da spendere come meglio credono in libreria!

Mi è capitato di leggere di gente che chiedeva consigli su cosa regalare a qualcuno che non ama leggere. Ma perché? Io ad esempio detesto il peperoncino, che dovrei dire se mi regalassero una cosa aromatizzata proprio al peperoncino? Oppure le persone che voglio sapere con cosa possono convincere a leggere il loro bambino di 7 anni che invece di stare con un libro in mano va fuori a giocare al pallone con gli amichetti. Ve lo dico io: leggere è bello, ma non imponetelo a nessuno, è una passione come tante (anche se amplia i nostri orizzonti e ci permette di esercitare meglio la mente), qualcuno può pure non averla. Non succede niente, il vostro bambino non è stupido solo perché preferisce giocare a calcetto!

Detto questo, vi faccio i miei migliori auguri di un felice Natale!
Ci risentiamo tra qualche giorno 🙂

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Altrapagina: Storia di una che ha iniziato a leggere anche in digitale perché ci ha trovato una certa convenienza

Dopo un po’ di tempo sono tornata a scrivere su Altrapagina. Ho interrotto i miei post perché non ho avuto l’ispirazione adatta, dato che lì pubblico solo riflessioni. Diciamo che la mia testa non è stata così libera da altre cose per potersi anche mettere a riflettere. Adesso mi è arrivato un input, mi è stato chiesto, in base alla mia esperienza personale, com’è leggere con un ebook reader e quali sono, bene o male, i costi. Io ovviamente non conosco tutti dispositivi presenti sul mercato, ma ho potuto parlare del mio Kindle Fire, prodotto da Amazon. Non mi permetto di scrivere un manuale, perché suppongo di dover ancora scoprire tante sue funzionalità, anche se ce l’ho da due anni, ma spero di dare un’idea positiva, soprattutto a chi fa il reazionario perché la tecnologia lo spaventa.

Buona lettura!

Storia di una che ha iniziato a leggere anche in digitale perché ci ha trovato una certa convenienza

Ritorno sul tema della lettura in digitale perché quotidianamente noto che troppe persone criticano l’ebook senza mai averlo provato e non sanno, nei fatti, come funzioni. Non conosco alla perfezione la totalità dei dispositivi, che sono veramente tanti, ma posso parlare della mia personale esperienza con uno strumento che considero davvero utile.

Io sono un’amante del cartaceo, penso che niente possa eguagliare la sensazione stupenda che proviamo quando teniamo in mano un libro, ma poco più di due anni fa ho considerato che spendo troppi soldi per i libri. Io non posso entrare in una libreria solo per guardare i titoli esposti e uscire…

Continua a leggere su Altrapagina…

Altrapagina: Cartaceo vs digitale, l’eterna lotta. Leggere un ebook non significa abbandonare la carta stampata.

Questa volta su Altrapagina mi sono occupata (senza entrare troppo nei dettagli, perché altrimenti avrei dovuto scrivere un manuale) della lotta tra libri digitali e libri cartacei, nonché delle schiere di lettori che difendono le due fazioni contrapposte. Io credo che non abbia alcun senso impuntarsi, in nessuno dei due casi: leggere un ebook non significa affatto smettere di leggere per sempre i libri di carta, ma si può benissimo alternare le varie modalità. Un ebook, è vero, ci toglie il piacere di sfogliare le pagine e di sentirne il profumo, ma ci fa risparmiare un sacco di soldi e aiuta il pianeta perché non c’è carta.

Mentre integralisti e progressisti si accapigliano tra loro, io leggo un po’ qua e un po’ là, ché tanto a me importa leggere, non il modo in cui si legge. Leggerei pure su tavolette d’argilla, chi ci ferma?

Voi che ne pensate?

Qui c’è il mio articolo.

Cartaceo vs digitale, l’eterna lotta. Leggere un ebook non significa abbandonare la carta stampata.

Come tutti gli altri campi, anche la letteratura progredisce e impara a servirsi delle nuove tecnologie, sia per un risparmio in termini economici ed energetici, sia per raggiungere fette più grandi di pubblico. Oggi, per leggere, non abbiamo più bisogno di tenere un libro in mano, ma possiamo “sfogliare” un testo direttamente dal nostro dispositivo elettronico.
L’avvento del digitale, però, ha diviso i lettori più accaniti in due fazioni contrapposte: gli integralisti del cartaceo e quelli che, invece, provano di buon grado i nuovi strumenti. Io personalmente faccio parte della seconda categoria.

Ho comprato il mio Kindle circa un anno e mezzo fa, e devo dire che è stato un vero e proprio affare. Personalmente lo considero un investimento, perché magari spendi di più nel momento dell’acquisto, ma poi risparmi un sacco di soldi sui libri e…

Continua a leggere su Altrapagina…

Segnalibri magnetici

Voi solitamente cosa usate come segnalibro?

Io da un po’ di anni ho scoperto i segnalibri magnetici. Li avete mai visti? Molti non li conoscono e io credo che siano molto utili. Sono dei pezzi di cartoncino piegati in due con all’interno applicati dei pezzetti di calamita che poi vanno a bloccare la pagina quando si toccano.
In questo modo il vostro libro potete metterlo al contrario, tirarlo per aria, farlo cadere per terra, e non perderete mai il segno.
Potete trovarli ovunque, (credo) comprarli su internet o, perchè no?, costruirli da soli, se ne siete capaci. Io ormai ho fatto la raccolta: ne ho comprati 3 persino al museo di storia naturale di Londra. Sono veramente comodi.
Per quelli che non lo conoscessero, vi metto una foto in cui potete vederne uno aperto e chiuso.

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