“Il telefono senza fili” di Marco Malvaldi

Allora, dimmi un po’ se almeno a cinquant’anni mi ci fate arrivare.
Perché qui, ridendo e scherzando, se uno vi
gira intorno prima o poi gli fate il funerale.

 

13323800_10208577593548714_8580962942121935862_oQualche giorno fa mi è venuto il blocco del lettore, ho aperto diversi libri senza riuscire ad andare oltre la seconda pagina. Non so se vi è mai capitato, ma io lo reputo abbastanza drammatico: non riuscire a trovare il libro giusto da leggere è proprio fastidioso. Quindi ho pescato un Malvaldi dalla pila dei libri per le emergenze, piena, appunto, di Malvaldi e di Grossman (quest’ultimo lo avevo già provato, ma non era il momento). Ho scelto di leggere Il telefono senza fili e non l’ho letto nemmeno troppo velocemente, perché ho avuto la mente impegnata in altre cose, tra cui Una marina di libri, di cui magari vi parlerò tra qualche giorno, quando sarà finita e avrò fatto tutti i miei acquisti.

Allora, di Marco Malvaldi qui ho già parlato svariate volte, penso anche di avervi fatto una testa così su quanto mi piaccia leggere i suoi gialli e quanto siano divertenti, quindi non mi ci soffermerò troppo, anche perché questo libro in particolare non ha deluso le mie aspettative, anzi! Ma passiamo direttamente alla storia.
Siamo a Pineta, al BarLume con Massimo e i vecchietti. Un giorno Vanessa Benedetti scompare ma il marito, che insieme a lei gestisce un agriturismo che non va troppo bene, non ne denuncia la scomparsa perché a quanto pare sono stati visti litigare una sera, quindi potrebbe benissimo essere andata da qualche parte a schiarirsi le idee. Ma i vecchietti non sarebbero loro se con la mente non andassero oltre e infatti viene fuori un caso di omicidio: il Benedetti ha ucciso la moglie (che poi è l’ex moglie, perché quando gli stavano pignorando tutto ha intestato le proprietà a lei e hanno divorziato, perché restasse tutto “in famiglia”). Chiaramente senza denuncia la commissaria Alice Martelli non può intervenire, e comunque non ce n’è nemmeno bisogno perché la Benedetti dopo un po’ torna tranquillamente, ma nel frattempo il morto ci è scappato sul serio: Atlante il Luminoso, un cartomante che aveva “predetto” la verità sul caso di Vanessa in televisione, apparentemente si è suicidato e adesso bisogna indagare sul serio.

Questa è una storia di truffe, vendette e pasticci creati dagli arzilli ottuagenari con cui Massimo passa le sue giornate. Il commissario Fusco ormai è stato trasferito da tempo ed è stato sostituito dalla Martelli, una ragazza affascinante e molto più alla mano che crea una sorta di feeling con Ampelio e la sua banda. La ragazza addirittura spesso li consulta perché sa che, nonostante siano soliti arrivare a conclusioni affrettate, spesso forniscono ottimi spunti di riflessioni e poi a Pineta si conoscono un po’ tutti, magari può venir fuori qualcosa di interessante parlando con la moglie del Rimediotti o qualche parente di Pilade. Questa volta, almeno all’inizio, Massimo vuole tenersi fuori da tutto ciò, e vediamo Alice che confabula coi vecchietti, ma il barrista non ce la fa, deve impicciarsi anche lui e tra il lavoro al BarLume e quello al Bocacito (il ristorantino aperto in società con Aldo e in cui lavoricchiano anche Tiziana e Marchino) si rende utile con la sua mente brillante e con le sue abilità informatiche.

Te appena passi di ‘asa mi fai ir favore di sceglietti un vestito bòno dall’armadio perché se continui a anda’ ar barre e a fatti i ‘azzi di vell’artri prima o poi quarcuno ammazza te per davvero e allora io lo voglio sape’ cosa ti devo mette’ addosso nella bara, quello che scegli scegli, tanto che ti stia largo ‘un c’è perìolo.

Dopo di che, Pilade buttò giù, con un certo sollievo.

Tra un imbroglio e l’altro le battute di spirito in toscano non mancano mai. Il telefono senza fili è un romanzo in cui, come nell’omonimo giochino, spesso si capisce una cosa per un’altra e magari si combina un pasticcio. ma il divertimento sta proprio in questo!

Buona lettura!

Titolo: Il telefono senza fili
Autore: Marco Malvaldi
Genere:
 Romanzo, Giallo
Anno di pubblicazione:
 2014
Pagine: 208
Prezzo: 13 €
Editore: Sellerio

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

“Buchi nella sabbia” di Marco Malvaldi

Lo scorso 2 dicembre sono finalmente riuscita ad assistere alla presentazione di un libro di Marco Malvaldi, autore che mi piace moltissimo. Si trattava, nello specifico, di Buchi nella sabbia, l’ultimo suo lavoro uscito il 5 novembre, che io avevo acquistato praticamente subito ma non avevo ancora potuto leggere. Adesso, che l’avevo pure autografato, potevo cominciarlo.
L’incontro, come c’era da aspettarsi, è stato divertentissimo sotto tanti punti di vista. Innanzitutto, a presentarlo c’era Santo Piazzese, altro autore della scuderia Sellerio che mi fa letteralmente impazzire per la sua bravura e la sua simpatia, e poi c’è poco da fare, quando nell’aria c’è tanta allegria e hai a che fare con una persona dalla battuta pronta le cose non possono che andare nel migliore dei modi.

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Santo Piazzese e Marco Malvaldi alla Feltrinelli di Palermo, 2 dicembre 2015

.facebook_1449761599727Malvaldi, dopo essersi documentato su vari incidenti avvenuti durante le opere a teatro, ha scoperto che la stragrande maggioranza di questi pasticci è accaduta mentre si stava interpretando la Tosca. Parliamo di Tosca che si getta da un muro ma atterra su un tappeto elastico e continua a rimbalzare (Metropolitan di New York), di Tosca (stavolta la Callas) a cui, dopo che ha ucciso Scarpia, prende fuoco la parrucca così che il morto deve risorgere per spegnergliela o, infine, Cavaradossi che deve essere fucilato per finta e invece gli si spara per davvero.
Da qui, l’autore inventa una storia ambientata a teatro: siamo a Pisa, 1901, e c’è da rappresentare la Tosca di Puccini (ovviamente), si sceglie la compagnia, i protagonisti Giustina Tedesco e Ruggero Balestrieri e ci si prepara tutti a fare questo grande spettacolo a cui assisterà nientepopodimenoche il re. Ma proprio durante la rappresentazione, al momento dell’uccisione di Cavaradossi, qualcuno uccide veramente il tenore Balestrieri. A questo punto, parallelamente alle forze dell’ordine e facendosi largo tra storie di anarchici e segreti che non devono essere svelati, entra in scena un particolare testimone: Ernesto Ragazzoni, poeta e giornalista de La Stampa.

Ragazzoni, personaggio stravagante, è stato realmente un giornalista tra fine ‘800 e inizio ‘900. Fu direttore della Gazzetta di Novara e lavorò per La Stampa, il Tempo e il Resto del Carlino. Gli piaceva bere (morì di cirrosi epatica a cinquant’anni) e spesso forse non c’era da fidarsi perché non era troppo lucido. Anche se le sue poesie erano particolari e da una di queste prende il titolo il libro del Malvaldi: Buchi nella sabbia.
Ernesto Ragazzoni, però, in questo libro, sembra essere il più vigile di tutti: è quello a cui non sfuggono determinati particolari, quello che riesce a cogliere il non detto e a fare due più due quando serve. E fortunatamente le forze dell’ordine, anche se in maniera inizialmente non troppo convinta, si lasciano aiutare.

Mavaldi aveva già messo da parte i suoi vecchietti del BarLume nel 2011, quando pubblicò Odore di chiuso, ambientato alla fine dell’Ottocento. Ritorna qui con atmosfere antiquate e personaggi simpaticissimi e ci dimostra che s’intende pure di opera. Ma non abbiate paura, non occorre che siate esperti di lirica o che abbiate visto, nello specifico, la Tosca, perché l’autore spiega le vicende in maniera chiara e in ogni caso non ci si addentra troppo nell’argomento.
Buchi nella sabbia è un romanzo blu divertentissimo, con il classico capitolo pazzo che si è intrufolato tra gli altri, questa volta tra il sei e il sette, e si chiama a rappresentare la quadratura del cerchio (l’indizio è: stai attento a questo capitolo, ci ho messo qualcosa che ti farà riflettere).

Non voglio dirvi altro, perché dovete scoprire questo romanzo divertentissimo da soli (anche se nella scheda vi lascio il link ad un piccolo estratto). Mi sono limitata a fare qualche premessa. Io mi son fatta fare una dedica, una tantum perché avrei portato tutti i suoi romanzi per farmeli autografare, ma sarebbe stato alquanto scomodo per tutti, quindi “questa soltanto” in rappresentanza di tutte quelle mancate.

Buona lettura!

Titolo: Buchi nella sabbia (Leggi le prime pagine)
Autore: Marco Malvaldi
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 5 novembre 2015
Pagine: 256
Prezzo: 14€
Editore: Sellerio
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

“Odore di chiuso” di Marco Malvaldi

11012431_1648227348724185_4819547067985941101_nQuando non sai cosa leggere, prendi un libro di Marco Malvaldi e goditelo per bene. Questo è quello che faccio in quei casi in cui davvero non so che pesci pigliare perché sono troppo indecisa. Stavolta mi è capitato tra le mani Odore di chiuso, un giallo, divertentissimo come al solito, del 2011 nella classica veste blu Sellerio. Questo l’ho preso un paio d’anni fa, quando ho deciso che dovevo recuperare tutti i romanzi non letti di questo autore e mi son fatta fare un bel pacchetto con quelli che mi mancavano.

Diversamente dalle altre storie del chimico/scrittore pisano, questa è ambientata alla fine dell’Ottocento e vede come protagonista Pellegrino Artusi, un signore grande, grosso e baffuto che – magari qualcuno di voi lo sa già – è realmente esistito, e fu uno scrittore, gastronomo e critico letterario italiano, famoso per aver scritto La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. L’Artusi viene invitato nella maremma toscana dal barone Romualdo Bonaiuti, nel suo castello, perché il nobile avrebbe una certa idea di rendere la sua dimora un albergo, per guadagnare qualcosa, dato che ha qualche problemino. Ma poco dopo il suo arrivo, succede il pasticcio: il maggiordomo Teodoro viene trovato morto avvelenato in una stanza chiusa dall’interno e subito dopo il barone viene ferito da una schioppettata. Che sta succedendo? È quello che cercheranno di scoprire il delegato di polizia e il signor Artusi con l’aiuto di altri simpatici personaggi come l’intelligente Cecilia, figlia del barone, la baronessa (nonna) Speranza e lo pseudofotografo Ciceri.

L’autore qui usa un linguaggio un po’ antiquato per rimanere fedele all’ambientazione, ma spesso interviene il Malvaldi degli anni 2000 a chiamare le cose con il proprio nome (ci siamo capiti, no?) e ad alleggerire il tutto. Mi sono divertita tantissimo con i protagonisti, quelli più perspicaci e quelli meno intelligenti, come ad esempio il povero Gaddo, figlio del barone, appassionato di poesia, che un giorno in una stradina crede di incontrare il sommo Giosuè Carducci che di punto in bianco si mette a fare pipì, dando vita ad un improbabile dialogo:

– Ma cosa diavolo state facendo? – disse con voce tremante di rabbia e di sorpresa.
Per nulla turbato, il poeta cominciò:

Non vedi, caro, che stai disturbando?
Su un portone, tranquillo, sto pisciando.
Io piscio dove mi pare e quando voglio,
piscio sopra l’aiuola e sullo scoglio.
Piscio sulla moneta, e sopra il foglio,
piscio sul Vaticano e in Campidoglio;
e se continui a rompermi i coglioni,
piscio sul muso a te, e anche ai tu’ padroni.

La cosa che mi ha molto colpito è il modo in cui Malvaldi fa risolvere il mistero ai suoi personaggi. Pellegrino Artusi s’è portato dietro un libro di Sherlock Holmes (che non viene mai nominato, ma si capisce chiaramente di chi si parla) e questo serve quasi da ispirazione. Tra una conversazione e l’altra il gastronomo cita al delegato una frase che gli è rimasta impressa nella mente, un principio basilare del grande investigatore: “Eliminate l’impossibile. Quello che resta, per quanto improbabile, dev’essere per forza la verità”.
Detto questo, se state cercando qualcosa di divertente da leggere sotto l’ombrellone, eccovelo servito!

Titolo: Odore di chiuso
Autore: Marco Malvaldi
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 198
Prezzo: 13 €
Editore: Sellerio
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

“Milioni di milioni” di Marco Malvaldi

2945-3Un giorno non sai che cosa leggere, ma di certo non hai moltissimo tempo, vuoi divertirti e passare qualche momento di calma. Quindi, che fai? Vai a vedere nella pila di libri messi da parte (i cosiddetti “da leggere”, che si accumulano sempre di più) e vedi un bel Malvaldi che ti aspetta, messo lì proprio per questo tipo di occasioni. Lo prendi, lo leggi e ti senti appagato perché ti ha dato esattamente ciò di cui avevi bisogno.

A me è capitato di prendere Milioni di milioni, un romanzo del 2012 targato Sellerio che non avevo mai letto, pur essendo una grandissima fan dell’autore. Credo che leggere tutti i libri di qualcuno, ossessivamente uno dopo l’altro, l’autore te lo faccia odiare, o per lo meno te lo fa venire a nausea, per quanto bravo sia. Io li leggo a poco a poco, anche perché, come ho già detto, mi riservo queste chicche per momenti particolari.
Protagonisti della storia sono Piergiorgio Pazzi e Margherita Castelli, rispettivamente genetista e filologa, che vengono mandati dall’università di Pisa nel paesino di Montesodi Marittimo per svelare un grande mistero: la grande forza fisica di gran parte degli abitanti. Uno dovrebbe occuparsi di fare delle analisi di tipo medico, l’altra dovrebbe andarsi a spulciare alberi genealogici e varie per ricostruire parentele e discendenze. Ma inevitabilmente c’è il pasticcio: la signora Zerbi Palla, a casa della quale si è stabilito Piergiorgio per la durata del progetto, una sera sta guardando la televisione in poltrona e la mattina dopo non si sveglia perché è stata uccisa. Cosa stranissima, perché era l’unica che si era opposta al progetto dell’università in quanto – diceva lei – due terzi degli abitanti di Montesodi non sono realmente figli dei loro padri. Tra storie di corna, scappatelle, preti che s’innamorano di brave ragazze, i due studiosi riusciranno a ricostruire la vicenda e a capire chi è il colpevole dell’omicidio della povera Annamaria Zerbi.

Il paesino è disseminato di tipi strani e particolari, tutti descritti da Marco Malvaldi attraverso gli occhi di Piergiorgio. Soprattutto per quanto riguarda la tradizione della Festa della Panca, una cosa particolarissima e assurda che non vi racconto perché dovete scoprirla leggendo il libro. Lo stile dell’autore è ironico, ma di un’ironia intelligente e sottile, insomma, non ci trovate battutine sceme fini a se stesse.
Gli indizi sono sparsi qua e là tra le varie parti del romanzo e siamo noi lettori a doverli capire e mettere insieme per ricostruire il quadro finale. Piergiorgio da solo non ce la farebbe, se non fosse aiutato dall’istinto e dalla sagacia femminile di Margherita che sembra destreggiarsi bene in un tipico paesino pieno di donne che vanno in chiesa per il rosario, uomini coraggiosi che cacciano, feste, tradizioni e cose non dette.

Consiglio la lettura di questo libro a tutti, ne vale veramente la pena!

Titolo: Milioni di milioni
Autore: Marco Malvaldi
Genere:
 Romanzo 
Anno di pubblicazione:
 2012
Pagine: 208
Prezzo: 13 €
Editore: Sellerio

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

In breve: “La famiglia Tortilla” di Marco Malvaldi

9788859204480Giorni fa ho visto che su Amazon c’era questo libro di Malvaldi che non conoscevo in offerta a 1,99 €, quindi l’ho preso senza sapere di cosa parlasse, come faccio sempre con questo autore. Mi aspettavo il classico giallo alla toscana e invece mi sono ritrovata a leggere una divertentissima guida gastronomica di Barcellona. Nei suoi vari viaggi in quella città, Malvaldi ha avuto la possibilità di capire bene quali sono i punti forti della località e quali sono i posti in cui è meglio andare a mangiare, e, insieme a qualche intervento di suo figlio Leonardo, ce li consiglia nel suo solito stile frizzante.
La famiglia Tortilla non è altro che la famiglia Malvaldi!

Ne parlo in breve perché, come capirete, non c’è molto da dire su una guida, ma ne voglio parlare ugualmente perché se siete appassionati della Spagna, siete stati o volete andare a Barcellona, questo libriccino non ve lo dovete perdere. Io personalmente non ci sono mai stata, ma nonostante questo mi sono divertita un mondo con queste poche paginette.

Titolo: La famiglia Tortilla
Autore: Marco Malvaldi
Genere:
 Guida gastronomica
Anno di pubblicazione:
 2014
Dimensioni: 102 Kb, formato Kindle
Prezzo: 4,50 €
Editore: EDT

Giudizio personale: spienaspienaspiena

“Carnevale in giallo” di Costa, Giménez-Bartlett, Malvaldi, Manzini, Recami

WP_003100Altro libro a tema! Stavolta Sellerio ha preparato una carinissima raccolta di racconti sul Carnevale, richiamando all’ordine i giallisti che ci piacciono tanto. Come sapete la narrativa breve non mi entusiasma, ma credo che sia un buon modo per conoscere determinati autori che, magari, non abbiamo ancora letto. A me, ad esempio, è successo di adorare la Giménez-Bartlett e Manzini; la prima, nello specifico, vorrei leggerla in spagnolo, più in là, quando riuscirò a trovare qualcosa. Di Manzini mi piace tantissimo il personaggio di Rocco Schiavone, un vicequestore molto particolare. Malvaldi e Costa li conoscevo già: il primo è uno dei miei autori preferiti, il secondo è un palermitano che l’anno scorso un parente mi ha fatto conoscere regalandomi un libro, Festa di piazza, edito sempre da Sellerio. Costa, come gli altri, ha creato un suo personaggio che appare nei vari racconti e romanzi, ovvero Enzo Baiamonte, una sorta di elettricista/tuttofare/investigatore che, sono sicura, vi piacerà molto. Ed è carino pure perché si aggira nel palermitano e chi è di questa zona può gustarselo al meglio.

Adesso vi lascio la recensione che ho scritto per Leggeremania!

Carnevale in giallo di Costa, Giménez Bartlett, Malvaldi, Manzini, Recami: festeggiamenti e delitti raccontati da grandi giallisti.

Carnevale in giallo è l’ultima raccolta a tema proposta daSellerio a gennaio 2014. La nota casa editrice, infatti, da un po’ di tempo ha deciso di chiamare a raccolta i più importanti giallisti del momento (italiani e non) per comporre dei racconti ispirati alle varie festività. Dopo pubblicazioni come Regalo di Natale,Capodanno in giallo o Ferragosto in giallo, eccoci, quindi, alle prese col Carnevale raccontato da autori di…

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“La carta più alta” di Marco Malvaldi

Che ho una passione particolare per marco Malvaldi, lo sapevate un po’ tutti, ma forse non siete a conoscenza del fatto che non ho ancora letto tutti i suoi romanzi. Per questo motivo a Natale mi sono fatta regalare tutto ciò che mi mancava e piano piano, tra una cosa e l’altra, sto recuperando. Qualche giorno fa, per esempio, ho finito di leggere La carta più alta, quarto capitolo della saga del BarLume, e l’ho praticamente divorato. Vi lascio quindi la recensione che ho scritto per Leggeremania e vi ricordo che ci sono due film carinissimi, che sono andati in onda su Sky, tratti da questo romanzo di cui vi parlo oggi e da Il re dei giochi.

La carta più alta di Marco Malvaldi: Massimo e i vecchietti del BarLume hanno a che fare con un caso di vent’anni prima.

Leggere un romanzo di Marco Malvaldi è sempre un’esperienza più che positiva. Questa volta sono tornata indietro al 2012 e ho recuperato La carta più alta, in cui i personaggi che ci piacciono tanto (Massimo Viviani e i vecchietti del BarLume) si mettono ad indagare sulla morte di un uomo avvenuta addirittura vent’anni prima.
Aldo (chi ha letto la Trilogia…

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