L’infinito senza farci caso | Franco Arminio

Ogni tanto, tra un romanzo e un po’ di saggistica, mi piace dedicarmi alla poesia. Per questo motivo m’interessava molto leggere L’infinito senza farci caso, una nuova raccolta di poesie di Franco Arminio che è uscita per Bompiani il 30 ottobre. L’infinito senza farci caso affronta l’amore nelle sue varie sfaccettature; nel manifesto delle intimità provvisorie alla fine del libro, l’autore spiega che non sa cosa sia l’amore, ne consegue che i suoi componimenti sono lì per spiegarcelo o per fornirci una direzione da seguire. Il principio base di queste poesie credo sia la negazione delle classificazioni, delle categorie; come dice Arminio: non siamo fatti per essere in coppia, nemmeno per essere fedeli, ma neanche per tradire. Il sentimento è qualcosa che forse dovrebbe trascendere questa sorta di incasellamento in cui ci autointrappoliamo.

Si tratta di poesie spesso dedicate a qualcuno, c’è un “tu” che appare più volte, ma non viene mai esplicitato. Si capisce che è una donna, che a volte viene vista nella sua sensualità, ma che a volte magari è lontana nello spazio e nel tempo e rimane solo un ricordo doloroso o un rimpianto. Ma un elemento importante in questi componimenti – alcuni dei quali più lunghi, altri straordinariamente brevi ma densi di significato – è anche la natura, con la sua bellezza, e il rispecchiarsi dell’uomo, della condizione umana in essa. Natura che non è mai semplicemente uno sfondo alle vicende amorose, ma parte integrante di esse.

Siccome non sono molto brava a parlare di poesia, a parte queste poche cose che sono riuscita a dirvi su questa raccolta che ho trovato molto bella (meglio se letta a poco a poco, va centellinata), voglio lasciarvi uno dei brani che mi sono piaciuti di più.

Buona lettura!

Guardami ancora.
Sorridi se mi pensi.
Pensami con le mani
anche se non mi tocchi.
Fino a quando siamo nel mondo
possiamo parlarci.
Diamoci parole,
io faccio parole per te
e tu le fai per me.
Io spavento
tu malinconia.
Le parole come piccoli inciampi
per frenare il tempo
che va via.

Titolo: L’infinito senza farci caso
Autore: Franco Arminio
Genere: Poesia
Anno di pubblicazione: 30 ottobre 2019
Pagine: 128
Prezzo: 14 €
Editore: Bompiani


Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato molti libri, che hanno raggiunto decine di migliaia di lettori. Da anni viaggia e scrive, in cerca di meraviglia e in difesa dei piccoli paesi: è ispiratore e punto di riferimento di molte azioni contro lo spopolamento dell’Italia interna. Ha ideato e porta avanti la Casa della paesologia a Bisaccia e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.

Il 27 luglio 1913 nasceva Vittorio Sereni

Mille Miglia
Per fare il bacio che oggi era nell’aria
quelli non bastano di tutta una vita.
[…]
Folta di nuvole chiare
viene una bella sera e mi bacia
avvinta a me con fresco di colline.

Ma nulla senza amore è l’aria pura
l’amore è nulla senza la gioventù.

[Da “Gli strumenti umani”]

Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983), poeta e scrittore italiano.

Come ti si dovrebbe baciare

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio.
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried

“Bacio davanti all’hotel De Ville” (Titolo originale: “Le Baiser de l’hôtel de ville” o, in inglese, “Kiss by the hotel de villeè”), fotografia di Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 – Montrouge, 1 aprile 1994).