Scrittori e amanti | Lily King

Non è che scrivo perché penso di avere qualcosa da dire.
Scrivo perché se non scrivo mi sento addirittura peggio di così.

~

coverkingCasey è una ragazza sulla trentina la cui più grande aspirazione è quella di diventare scrittrice. In effetti sta scrivendo un libro, sono sei anni che ci lavora su, ma a causa dei debiti contratti per pagarsi gli studi adesso vive nel capanno degli attrezzi nel giardino di un amico di suo fratello e fa la cameriera in un ristorante molto elegante. Casey ha da poco perso la madre a cui era molto legata anche se vivevano in due luoghi diversi e in più è uscita dall’ennesima relazione con un uomo finita in modo incomprensibile; nel frattempo, da appassionata di letteratura quale è, frequenta presentazioni, happening letterari e librerie anche insieme alla sua amica Muriel. Ed è proprio a uno di questi eventi che conosce Silas, un giovane poeta della sua età, sognatore come lei, e Oscar, uno scrittore già affermato di almeno quindici anni più grande di lei, con due figli e il ricordo ancora presente della moglie che ha perso. La ragazza si ritroverà a gestire due relazioni contemporanee con questi due uomini molto diversi fra i quali cercherà di trovare il proprio equilibrio, grazie anche alla scrittura, il suo unico punto fermo.

Questa, a grandi linee, è la bella storia che Lily King racconta in Scrittori e amanti, uscito il 22 aprile per Fazi nella traduzione di Mariagrazia Gini. È un romanzo che colpisce subito per il suo essere frizzante, ma che dietro questa piacevolezza non nasconde alcuna banalità. Casey è quella che molte di noi sono o sono state all’età di trent’anni, donne non ancora realizzate ma con molti sogni, donne che si barcamenano nell’universo confuso delle relazioni spesso con uomini che non sono ancora al loro stadio di maturazione emotiva o che lo hanno superato da un pezzo e sono passati in un’altra fase della vita. Donne che cercano il coraggio negli eventi, nei traguardi e nel mondo esteriore e poi un bel giorno si svegliano e dicono: “ehi, il mio centro sono io, i miei punti di riferimento sono questi, so e posso stare in piedi da sola”.

C’è una sensazione fisica particolare quando una cosa va bene dopo che per tanto tempo è andato tutto male. Una sensazione di calore, dolcezza e liberazione.

Ma non solo. C’è anche il lutto, il percorso interiore che Casey fa per rasserenarsi dopo la morte della madre, avvenuta per cause improvvise, e la distanza da un padre che vive altrove con una compagna e dal quale ha preso le distanze già da molti anni, arrivando a estromettere dalla propria vita quella passione che li univa, il golf. Tra una comanda e l’altra al ristorante Iris, Casey vive una vita frenetica fatta di solitudine, di colleghi che la punzecchiano e la screditano e una giostrina di uomini che spariscono, riappaiono nella sua vita o pretendono da lei chissà cosa, togliendole la serenità.

Nonostante tutto ciò, non è l’elenco dei dolori e delle preoccupazioni di una ragazza che cresce e diventa donna. Anzi, è una storia di crescita, una storia in cui la protagonista conserva sempre e comunque la speranza nel futuro, insomma, si vede sempre la luce in fondo al tunnel.
Lo stile di King è fresco, ma intelligente e incisivo. Questo è uno di quei libri da cui non ci si riesce a staccare, in cui ti ritrovi a fare mille sottolineature e che alla fine commuove anche un po’. Ma ovviamente sarete voi a scoprire perché.

Buona lettura!

Titolo: Scrittori e amanti
Autore: Lily King
Traduttore: Mariagrazia Gini
Genere: Romanzo
Data di pubblicazione: 22 aprile 2021
Pagine: 330
Prezzo: 18,50 €
Editore: Fazi


Lily King – Nata nel 1963 e cresciuta nel Massachusetts, dopo aver ottenuto una specializzazione in Scrittura creativa Lily King comincia a insegnare in diverse università statunitensi coltivando al contempo la passione per la letteratura. Sebbene il suo primo romanzo risalga al 1999, è solo nel 2014 con Euforia – ispirato alla giovinezza dell’antropologa Margaret Mead – che Lily King raggiunge l’intensità stilistica che le permette di ottenere il plauso della critica e il favore dei lettori. Con Scrittori e amanti, il suo ultimo libro, Lily King conferma appieno il proprio talento e mostra il completo conseguimento di un’incontestabile maturità narrativa.

Ti chiederanno del nostro amore | Paola Demartini

Nella vita abbiamo due strade possibili, Marco:
quella della rassegnazione e quella del desiderio.

Non esiste una terza via.
Vale per tutti, ma spesso ce ne accorgiamo solo
quando andiamo a sbattere contro un muro.
~

Il 25 febbraio scorso Autori Riuniti ha inaugurato due nuove collane; una di queste è “Promesse da marinaio”, una collana di romanzi d’amore che inizia con Ti chiederanno del nostro amore di Paola Demartini, torinese impegnata nel campo della ricerca oncologica. Si tratta di una bella storia che parla di occasioni perse e del tempo che scorre, di decisioni non prese e scelte non fatte. I protagonisti sono Marco e Giulia: lui ha 43 anni, una compagna, un lavoro, una vita normale; lei è sposata e ha tre figli. In passato i due hanno avuto una relazione – che all’interno del libro viene ricostruita grazie a flashback e a stralci di lettere che si sono mandati in passato – e ora, invece, si sentono e vedono ogni tanto, consapevoli che fra loro c’è qualcosa di irrisolto, non vissuto. Entrambi portano avanti le loro vite in modo apparentemente normale, ma dentro sono combattuti, anche un po’ spaventati da questa sensazione. Ma quando Marco scopre qualcosa che di sicuro cambierà tutto in modo brutale, allora arriverà il momento di rivedere le priorità e dare un senso al tempo, passato, presente e futuro.

Leggo nella sinossi che questa non è solo la storia di Marco e Giulia, ma che è anche quella dei quarantenni di oggi, una generazione insoddisfatta sotto tanti aspetti (sociali, economici, lavorativi e chi più ne ha più ne metta) e che ha voglia di riscatto. In generale credo che il discorso sia più ampio e che, in anni come questi, coinvolga anche altre fasce d’età, forse quella subito precedente e quella successiva. Questo è un mondo che ci spinge a chiederci di continuo se abbiamo fatto la scelta giusta, se addirittura ne abbiamo fatta una o ci stiamo solo adeguando a ciò che la quotidianità ci offre, e se stiamo sfruttando appieno il tempo che abbiamo. Cioè, se stiamo vivendo davvero. E quando magari ci capita qualcosa che ci spinge a mettere tutto in discussione, ecco che crollano tutte le certezze, ecco che spesso decidiamo di fare tabula rasa e ricominciare da capo o fare cambiamenti, anche drastici, per goderci il tempo che ci rimane e allontanare l’idea che quello passato lo abbiamo sprecato. E sì, questo immagino che accada intorno ai quaranta, anche se, come dicevo prima, non per tutti.

L’equilibrio va costruito con quello che si ha, non con quello che manca. Altrimenti è vertigine.

Marco e Giulia sono due persone molto diverse, forse pure perché sono un uomo e una donna. Lui per anni ha avuto la sensazione di andare in una certa direzione, ha sempre pensato che avrebbe potuto fare qualcosa di diverso ma non lo ha fatto ed è arrivato al momento presente in cui ha tante cose belle, ma che forse non sono quelle che desiderava davvero. In più c’è una malattia che lo mette alle strette e rappresenta un enorme incentivo a voler cambiare ciò che può cambiare e buttarsi nei propri desideri, fra cui la scrittura. Giulia invece ha subito per un po’, in passato, aspettando Marco, cercando di realizzare i propri sogni, per poi capire che non ci si può trascinare così all’infinito e anzi, bisognava smettere di inseguire chimere e costruirsi nuovi sogni, nuove basi su cui edificare un futuro luminoso che dipendesse solo da lei.

Ma a quale livello possiamo parlare di consapevolezza di sé? Quanto conosciamo realmente noi stessi? E soprattutto, c’è bisogno di un evento tremendo come una malattia per metterci in discussione e capire se stiamo vivendo o sopravvivendo?

Buona lettura!

Titolo: Ti chiederanno del nostro amore
Autore: Paola Demartini
Genere: Romanzo
Data di pubblicazione: 25 febbraio 2021
Pagine: 127
Prezzo: 14 €
Editore: Autori Riuniti

Una vita da ricostruire (Le sorelle del Ku’damm vol. 1) | Brigitte Riebe

«In fin dei conti sono cose,» pensò,
«che si possono riparare o sostituire.
Ora quel che conta siamo noi, le persone.»

 

Oggi vi voglio parlare di una delle uscite di Fazi della settimana scorsa. Si tratta del primo volume di una nuova saga tedesca che, se avete amato le ragazze di Carmen Korn, sono sicura vi piacerà molto come è successo a me. Una vita da ricostruire è l’inizio della trilogia de Le sorelle del Ku’damm di Brigitte Riebe, e come in parte suggerisce il titolo parla di rinascita e ricostruzione, nello specifico di quella che interessò la Germania, piegata e bombardata, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Le protagoniste sono le ragazze Thalheim, famiglia che possedeva nel Ku’damm (una zona di Berlino) un grandissimo negozio di moda insieme a un socio ebreo che, però, prima che le cose si complicassero riuscì a fuggire negli Stati Uniti. I grandi magazzini sono stati quasi distrutti dai bombardamenti e la loro grande villa è stata requisita dai russi e poi dagli inglesi, però le Thalheim sono sopravvissute. Rike, la figlia maggiore di Friedrich, Silvie, la minore (il gemello Oskar è disperso), Claire, la seconda moglie dell’uomo con la figlia Florentine, decideranno di ricostruire piano piano la loro attività e cercare di tornare alla vita di prima.

Rike e Friedrich, con grande intelligenza, avevano nascosto una buona quantità di stoffe e sarà da lì che le nostre protagoniste vogliono ripartire, insieme all’aiuto di alcuni colleghi e amici, sopravvissuti anche loro, come Brahm, che si occupa dei tessuti, e Miriam, sarta e modista ebrea che incredibilmente è riuscita a nascondersi molto bene per tutto il tempo a Berlino. Ovviamente non sarà facile, le ragazze dovranno darsi da fare per trovare denaro e lo faranno raccogliendo le macerie per strada e per un po’ sopravviveranno con le tessere annonarie, ma sono determinate a farcela. Grazie alla determinazione di Rike, ma anche al fascino naturale di Silvie e all’intraprendenza di Flori e Miriam, i grandi magazzini Thalheim proveranno piano piano a tornare quelli di una volta e già dopo la prima sfilata – fatta appunto fra le macerie – le loro creazioni saranno sulla bocca di tutti. Anche se la vita riserverà loro grandi sorprese: gelosie, segreti mai confessati e importanti ritorni dal passato getteranno qualche ombra sulla loro quasi ritrovata felicità.

L’inizio di questa saga mi è piaciuto molto, soprattutto perché dalle vicende raccontate da Riebe emergono tanta luce e speranza. Nonostante la guerra abbia lasciato parecchi danni e abbia fatto molte vittime – non solo fra la popolazione ebraica, ma anche fra i tedeschi stessi – le protagoniste non vedono l’ora di ripartire, come a voler allontanare dagli occhi e dal cuore ciò che hanno vissuto. Soprattutto Rike, che sembra essere la vera figura centrale di questo romanzo, così coraggiosa, determinata e pronta a mettersi in gioco accettando un eventuale fallimento. È proprio la sua forza d’animo che trascina la famiglia in questa lotta per la ricostruzione delle proprie vite in una Berlino spenta e malridotta, descritta magistralmente dall’autrice.

Riebe è molto brava anche per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, per il modo in cui delinea perfettamente le loro personalità e ce li fa diventare familiari. Riusciamo a capire cosa provano, quali sono i loro turbamenti e cosa stanno affrontando con grande facilità. Questo anche grazie ai flashback disseminati qua e là per metterci al corrente del loro vissuto e quindi di cosa può aver portato alle vicende attuali.
Di certo, soprattutto in tempi come questi, è piacevole leggere una storia che parla di nuovi inizi, di coraggio e ricostruzione, del desiderio potente di voler tornare a vita che sia il più normale possibile. La famiglia Thalheim sembra di riuscirci, addirittura dopo una guerra, dei bombardamenti e la perdita di amici e conoscenti. Però stiamo a vedere cosa succederà in futuro, nel secondo volume che già aspetto con trepidazione.

Buona lettura!

Titolo: Una vita da ricostruire
Autore: Brigitte Riebe
Traduttore: Teresa Ciuffoletti e Nicola Vincenzoni
Genere: Romanzo
Data di pubblicazione: 18 marzo 2021
Pagine: 366
Prezzo: 17,50 €
Editore: Fazi


Brigitte Riebe – Ha conseguito un dottorato in Storia e successivamente ha lavorato come editor per una casa editrice. Ha pubblicato numerosi romanzi di grande successo, in cui ripercorre le vicende dei secoli passati. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue. Vive con il marito a Monaco.

Mai guardarsi indietro (Lo specchio nel buio vol. 3) | Margaret Storm Jameson

Succeda quel che succeda,
voglio vivere semplicemente per sentirmi viva.

 

Lo scorso giovedì è arrivato in libreria l’ultimo capitolo della trilogia de Lo specchio nel buio di Margaret Storm Jameson, tradotto per Fazi sempre da Velia Februari. In Amore a prima vista, la nostra protagonista Hervey Russell si era innamorata del cugino Nicholas Roxby e aveva penato tanto a causa di questo sentimento (lui sembrava sfuggente e a tratti poco determinato a prendere decisioni per vivere quell’amore); adesso, in Mai guardarsi indietro, la ritroviamo sposata con lui e finalmente felice. Ma la felicità, si sa, non dura mai troppo. Infatti, nonostante Hervey sembri finalmente avere tutto ciò che desidera, ha scoperto da un po’ che i suoi sospetti erano fondati e che quel dolore che stava sopportando già da diversi anni altro non è che un tumore all’utero. Inizia, quindi, un conto alla rovescia: fra sei giorni Hervey verrà operata, il cancro verrà rimosso, e lei cerca in tutti i modi di mostrarsi forte. In realtà lei lo è, lo è sempre stata, come abbiamo visto nei due capitoli precedenti di questa saga, è sempre stata una donna che ha lottato con tutte le sue energie per chi amava e per ciò che desiderava, ma adesso sta per sottoporsi a un’operazione che può mettere a dura prova la sua salute e la sua stessa vita. È una grande incognita, anche se ha accanto il marito amorevole e uno dei suoi più vecchi amici a darle conforto.

In più in quel periodo (siamo nel 1926) in Gran Bretagna si sta organizzando lo sciopero generale e Hervey sembra avere un ruolo molto importante nella pianificazione di questa manifestazione che permetterà ai cittadini di chiedere quelle riforme di cui lo Stato ha bisogno per aiutare il suo popolo. In questo clima, la sua attività di scrittrice, ciò per cui si era impegnata moltissimo, sembra essere stata accantonata, ma lei stessa si rende conto che i romanzi che ha scritto in precedenza non erano buoni, erano la traduzione in parole di uno stato d’animo che forse non le appartiene più, insieme alla narrazione di tempi che ormai sono cambiati. E se ne accorge grazie alla nuova vita che sta conducendo, con un marito che la ama davvero (non è più sola e non ha più Penn, il primo marito che le ha dato solo incertezze) e  che ha un lavoro sicuro nel settore dell’antiquariato, un figlio sempre con lei e non più affidato ad altri, e un’attività più profonda in politica.

Ho fatto tutto da sola, gemette; non avevo soldi e nessun uomo mi ha aiutato: sono stata io, solo io, ad aver dato un nome, una reputazione, un posto a Hervey Russell. (…) Questa è Hervey Russell, la giovane Hervey che fu; l’ho creata dal nulla, ho vissuto, lavorato e sopportato per darle vita.

Hervey a questo punto della sua vita ha solo trentadue anni, ma la vita l’ha costretta ad affrontare molte prove che l’hanno fatta crescere molto velocemente. Da Company Parade a qui ha fatto tanta strada: ha rinunciato a un marito che non le dava ciò che voleva, si è messa a lavorare e si è mantenuta da sola, si è emancipata e si è creata un posto nel mondo. Però forse il momento più difficile per lei è proprio l’operazione a cui va incontro, scandita dal succedersi dei capitoli che Margaret Storm Jameson trasforma in un conto alla rovescia. Ma, seppur in cattive condizioni di salute, la protagonista continua comunque a occuparsi di ciò che le è sempre stato a cuore e lo fa con grande forza e determinazione. La questione del lavoro – oltre che il femminismo, di cui è stata una grande esponente l’autrice stessa, che avevamo definito “la donna dei primati” – ha un’importanza enorme, per questo vuole mettersi al fianco dei lavoratori e di gente proveniente da ogni realtà che si unisce per uno scopo comune.

Ci sono moltissimi personaggi maschili in questa storia e Hervey riesce comunque a metterli tutti in ombra, nonostante non intervenga di continuo nelle scene e, anzi, sia molto spesso lontana da loro per via della malattia e dei preparativi per il ricovero. Lei stessa sa che il suo ruolo è importante per ciò che verrà dopo, per tutte le battaglie che ci sono da combattere per i lavoratori e soprattutto per le donne del futuro. Anche per noi.

Buona lettura!

Titolo: Mai guardarsi indietro
Autore: Margaret Storm Jameson
Traduttore: Velia Februari
Genere: Romanzo
Data di pubblicazione: 11 marzo 2021
Pagine: 350
Prezzo: 18,50 €
Editore: Fazi


Margaret Storm Jameson – Nata in una famiglia di costruttori navali, è stata una giornalista e scrittrice inglese. Nel 1919, a Londra, lavorò per un anno come copywriter per una grande agenzia pubblicitaria. Tra il 1923 e il 1925 fu la rappresentante in Inghilterra dell’editore americano Alfred A. Knopf. Suffragetta e femminista, nel 1939 è diventata la prima donna presidente della British section of International PEN. Liberale e antinazista, nel 1952 firmò l’introduzione all’edizione inglese del Diario di Anna Frank. Nel 1952 venne inoltre insignita del ruolo di delegata dell’UNESCO Congress of the Arts. È stata un’autrice molto prolifica, tra romanzi, racconti, saggi letterari e critici, e un’autobiografia in due volumi. Fazi Editore ha pubblicato Company Parade eAmore a prima vista, i primi due capitoli della trilogia Lo specchio nel buio.