Carnaio | Giulio Cavalli

Quando se ne va l’umanità, anche il vero diventa un lusso:
non è per ignoranza, come potrebbe sembrare,
ma per un rimescolamento avvelenato delle priorità.

 

Carnaio è un romanzo di Giulio Cavalli che è uscito per Fandango a novembre dell’anno scorso e che io ho acquistato all’ultima edizione di Una Marina di libri per due motivi principali: mi incuriosiva tanto, dato che tutti ne parlavano benissimo, e poi ha una copertina che secondo me è stupenda (anche l’occhio vuole la sua parte, lo sappiamo). Ma mai potevo immaginare di trovarmi fra le mani un libro così potente e con uno stile che man mano che si va avanti cambia insieme allo stato d’animo dei protagonisti e, di conseguenza, del lettore.
Si tratta di una storia che parte lentamente, come qualcosa di normale, e che poi sfocia nell’impensabile e addirittura nel grottesco, nell’orrido. Confesso che anch’io, che di norma sono per la roba forte, mi sono dovuta fermare a un certo punto per riordinare le idee, ma ora vi spiego meglio, nel dettaglio, di cosa stiamo parlando.

Ci troviamo a DF, un paesino del Sud che dà sul mare. Giovanni Ventimiglia è pescatore da tutta la vita, ha sempre sbarcato il lunario vendendo il suo pesce al mercato, anche se negli ultimi anni non ne trova più come prima ed è ormai rimasto solo sulla sua imbarcazione. Un giorno, però, trova in mare il cadavere di un uomo di colore, non uno degli abitanti di DF, ma uno che sicuramente veniva da lontano, dell’Est o del Sud. Dalle sue condizioni, sembra che sia stato in acqua per giorni prima di essere ritrovato, e tutti credono sia qualche immigrato che è caduto da qualche barcone e non ce l’ha fatta. Ma ecco che nei giorni successivi ne viene ritrovato un altro uguale, e poi un altro, e un altro ancora. Poi iniziano ad arrivare a decine, a centinaia, a migliaia, i cadaveri, tutti di uguale etnia, colore, altezza, con le stesse caratteristiche fisiche. DF chiede aiuto a Roma per gestire queste ondate di cadaveri che chissà da dove arrivano, ma il governo non fa niente, dunque il paese deve fare da sé. Ci vuole un sistema per affrontare questa emergenza, smaltire i corpi o – magari – trarne profitto.

DF è il centro del mondo che scivola verso l’orrore.

Se ci avete visto un riferimento a situazioni reali che ci riguardano molto da vicino, ci avete visto giusto. Cavalli, però, quella situazione la porta all’estremo, quasi a creare una realtà distopica in cui si raggiunge l’apice della follia. Gli ingredienti principali sono la presa di distanza dal problema (i cadaveri non sono “del nostro mondo”, sono “quelli”), la paura, la rabbia e l’ignoranza, e tutte queste cose portano DF a voler fare da sé: non hanno più bisogno di Roma e dell’aiuto di un governo che non si decide a far qualcosa, meglio chiudersi e autogestirsi. Nessuno può entrare, ma nessuno può neanche uscire. I cadaveri arrivano interi ma anche smembrati attraverso le tubature, ora anche dall’alto, tanto che bisogna costruire una cupola di vetro che mi ha ricordato The Dome di King. DF diventa come una di quelle palle di Natale con la neve dentro.

Carnaio è un romanzo corale, ogni capitolo viene raccontato da (o riguarda) un personaggio diverso che dà il suo punto di vista sulla situazione: c’è il sindaco, il sacerdote, il giornalista dell’emittente televisiva che finalmente ha qualcosa da raccontare (a DF non succedeva mai niente), l’allegra signorina più volte vedova, il poliziotto che ormai non ha più niente da fare, il pescatore. E se in un primo momento tutti fanno squadra, poi inizieranno a sorgere i problemi e a spuntare delle crepe.
Il libro è diviso in tre parti – i morti, i vivi, la fine – e man mano che si va avanti la lingua, sempre molto fluida e adattata ai personaggi, cambia. Ma cambia nel ritmo: tutto si fa più veloce, la punteggiatura diminuisce notevolmente, un paragrafo può continuare per pagine e pagine senza che si vada mai a capo. E così Cavalli rende in maniera perfetta l’approssimarsi della fine, l’arrivo del disumano che annienta l’umano e lo cancella.

Questo romanzo è stato nella cinquina del Premio Campiello 2019 ed è un libro che, personalmente, inserisco tra i più belli letti quest’anno.
Buona lettura!

Titolo: Carnaio
Autore: Giulio Cavalli
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 8 novembre 2018
Pagine: 218
Prezzo: 17 €
Editore: Fandango


Giulio Cavalli – Scrittore e autore teatrale, dal 2007 vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Collabora con varie testate giornalistiche e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, tra i quali ricordiamo Nomi, cognomi e infami (2010), L’innocenza di Giulio (Chiarelettere 2012), Santamamma (Fandango 2017) e Carnaio (Fandango 2018). È stato membro dell’Osservatorio sulla legalità e consigliere regionale in Lombardia.
Nel 2015 pubblica per Rizzoli Mio padre in una scatola da scarpe.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...