“Teoria delle ombre” di Paolo Maurensig

Lo scorso 6 dicembre (lo so, sono un disastro, ve ne sto parlando oggi che ne abbiamo 23) ho avuto l’occasione di assistere alla mia libreria di fiducia ad un incontro con Paolo Maurensig, autore che tutti voi conoscerete ad esempio per La variante di Lüneburg o Canone inverso, per la presentazione della sua ultima fatica, Teoria delle ombre. Lo ha introdotto e ha dialogato con lui la bravissima Beatrice Monroy, nota scrittrice e giornalista palermitana, e devo dire che l’incontro è stato davvero piacevole. Io ero molto curiosa, siccome ultimamente ho preso moltissimi libri volevo stare un po’ attenta agli acquisti, ma mi sono lasciata conquistare, ho pensato “Che sarà mai uno in più? Poi con un tale autore qui…!”,  e l’ho comprato.

Beatrice Monroy e Paolo Maurensig. Libreria Modusvivendi di Palermo

12365947_10207232689486953_961226388336187726_oTeoria delle ombre, come La variante di Lüneburg, è ambientato nell’universo degli scacchi, molto caro all’autore. Al centro della storia c’è Alexandre Alekhine (la traslitterazione francese di Aleksandr Aleksandrovič Alechin), uno scacchista russo vissuto nella prima metà del Novecento e considerato spesso uno dei più grandi giocatori di sempre. Alekhine però è un personaggio ambiguo che, date le sue conoscenze (il governatore della Polonia Hans Frank, o i seguaci di Hitler) e i suoi avversari “particolari” fu accusato di essere un collaborazionista intorno agli anni della seconda guerra mondiale. Il narratore è uno scacchista dilettante che (nel 2012) vuole indagare sul passato del grande campione, trovato morto ad Estoril il 24 marzo 1946, seduto su una poltrona nella sua camera d’albergo con un cappotto indosso. Il cadavere aveva un pezzo di carne cruda tra le mani (si dice che amasse mangiucchiare pezzi di carne prendendoli dal piatto mentre giocava, per non distrarsi dalla partita). Dissero che fu un attacco di cuore, poi che fu un suicidio per una grossa perdita al casinò, e poi dichiararono che un pezzo di carne gli aveva ostruito le vie respiratorie e lo aveva soffocato.

Alekhine nella sua camera d’albergo ad Estoril, 24 marzo 1946. Foto della polizia

L’uomo che parla nell’introduzione si spaccia per giornalista e indaga nei posti che Alekhine frequentava, cercando di incontrare anche chi lo aveva conosciuto, tentando di ricostruire l’ultimo periodo della vita del campione. Cerca anche di dare una soluzione al mistero della sua morte, ma di questo non vi dico nulla, dovrete arrivare alla fine.
Paolo Maurensig, con lo stile elegante che lo contraddistingue, racconta la storia di un uomo che non vuole far apparire simpatico. Alexandre Alekhine ebbe quattro mogli e quattro divorzi, alcune erano parecchio più grandi di lui e tutte erano così ricche da assicurargli una notevole stabilità economica, pronte a soddisfare le sue necessità. Non era un marito amorevole e presente, se ne andava in giro per il mondo a fare tornei di scacchi e si dichiarava un artista, perché che cosa sono gli scacchi se non una grande arte? Ed era un uomo abbastanza scomodo, oltre che antipatico. Nel libro sembra quasi una persona che vorrebbe avere qualche amico ma che si comporta come se nessuno ne fosse all’altezza e tutti fossero lì a tendergli una trappola. Il classico atteggiamento sospettoso dello scacchista che deve prevedere ogni mossa dell’avversario prima di mettere in atto la sua strategia. L’unico che gli sta accanto e sembra volergli essere amico è il violinista Neumann, uno dei primi avventori dell’albergo, insieme al protagonista. E Neumann è l’unico col quale Alekhine mostra la sua fragilità, smettendo per un attimo di essere quella persona odiosa che si dimostra nei confronti di tanti altri.

Già, perché all’inizio del romanzo Alekhine è l’unico ospite dell’Hotel do Parque a Estoril, tanto che nei primi giorni non incontra praticamente nessuno, a parte il cameriere che gli porta la colazione in camera. Si respira un’atmosfera di calma piatta, ma una calma pericolosa, perché si va insinuando nel protagonista come nel lettore il sospetto che di lì a poco debba succedere qualcosa. E in effetti, parallelamente al riempimento dell’albergo da parte dei clienti cresce anche la tensione che, una volta accumulatasi, esplode, verso la fine, durante il banchetto organizzato in onore del campione di scacchi. Questo il soldoni, perché le cose in realtà sono abbastanza più complicate e Alekhine è pure un uomo abbastanza spaventato, che vede sempre più vicino a sé il momento di fare i conti col passato. La scena del banchetto – praticamente il capitolo più lungo del libro – rappresenta quasi un processo, c’è l’accusa, c’è la difesa, c’è l’arringa. Ma quanto c’è di vero, di immaginato o di sincero?

Il libro è molto bello, all’inizio un po’ lento perché la scrittura ricalca perfettamente l’andamento della situazione, infatti man mano che si va avanti il ritmo diventa più serrato. Come gran parte degli Adelphi, anche Teoria delle ombre è una garanzia. Io mi son fatta fare la dedica a questo e anche a La variante di Lüneburg, confessando a Maurensig che quello è il primo libro che ho letto dei suoi, che me lo fecero leggere a scuola e fu l’inizio della “conoscenza” con lui. Avevo visto che c’era una gran coda per le dediche e poi ho capito il motivo: stava disegnando a tutti noi il cavallino degli scacchi nella dedica, una cosa che trovo molto carina e particolare. Ho saputo in seguito che anche per lui quest’incontro è stato parecchio piacevole.

Ultima chicca, ci ha detto che l’anno prossimo dovrebbe uscire al cinema il film de La variante di Lüneburg con nientepopodimenoche Colin Firth nei panni del protagonista. Maurensig ha studiato insieme a chi sia occupa della regia la trama e la sceneggiatura e dice che si manterrà molto fedele al libro. Quindi mi sa che l’anno prossimo ci si vede tutti al cinema.

Nel frattempo, buona lettura di Teoria delle ombre e tantissimi auguri di buon Natale a tutti voi che avete la pazienza di leggere le mie opinioni libresche, perché vedo che ci siete e mi fa tanto tanto piacere! Fatemi sapere, poi se avete regalato qualche libro o se ne hanno donati a voi, e ditemi anche quali, sono curiosissima.
A presto!

Titolo: Teoria delle ombre
Autore: Paolo Maurensig
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 200
Prezzo: 18 €
Editore: Adelphi
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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4 pensieri su ““Teoria delle ombre” di Paolo Maurensig

  1. Alessandra ha detto:

    La variante di Lüneburg mi era molto piaciuto, adesso mi segno anche questo visto che gli scacchi sono un mondo che da sempre mi affascina… Grazie per la segnalazione e complimenti per l’articolo! E tanti auguri di Buone Feste anche a te 🙂

    • Valentina ha detto:

      Era piaciuto tantissimo anche a me, ma l’ho letto a scuola, è passato un po’ di tempo e inizio a non ricordarlo più così bene. Forse dovrei rileggerlo.
      Grazie per il complimenti e per gli auguri. Passa delle belle vacanze 😉

  2. cristinabia ha detto:

    Me lo segno anche io, anche se nell’ultimo mese di super lavoro, ahimè, la mia lista desideri è diventata più lunga di un pranzo di Natale! Bella recensione, un abbraccio e buone feste!

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